
Sappiamo che i cani capiscono una serie di parole umane e, più che le parole, comprendono meglio il tono e il modo in cui noi ci rivolgiamo loro. Ma noi siamo capaci di capire la voce del nostro amato Fido?
Ecco una semplice lista che, a livello generale, illustra cosa possano significare le varie “voci” del cane. Tenete presente che, oltre al livello generale, c’è da considerare il tono con cui Fido emette un suono: solo chi vive giorno per giorno insieme all’amico peloso può cogliere le mille sfumature della sua voce. Per gli altri “abbaiano”, per noi “parlano”.
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Quando vediamo un cane che non conosciamo è il caso di avvicinarsi con un po’ di cautela. Un cane non è aggressivo senza motivo ma i punti di vista di un cane sono differenti da quelli di un uomo e quello che per un cane può rappresentare un segnale di rischio per noi può non significare nulla, immaginate anche solo il gesto di carezzare un cane sopra la testa. Vediamo quali sono le tipologie principali di aggressività da parte di un cane:
Questi atteggiamenti sono naturali ma noi umani spesso tendiamo a sottovalutarli o ignorarli. Prendete l’esempio dei cuccioli. Un cane con dei cuccioli ha un istinto di difesa della prole molto spiccato, soprattutto nei primi giorni di vita dei piccoli. Voi volete avvicinarvi per accarezzare i cuccioli ma ovviamente il cane questo non lo sa e può reagire in una maniera poco abituale. Ricordatevi bene che, prima di adottare un essere che vi cambierà, ovviamente in meglio, la vita è sempre meglio conoscere le caratteristiche della razza e, se possibile, conoscere il cane. Un po’ di impegno potrà tramutarsi in una convivenza bellissima.
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Per i pochi abitanti della collina dove abitano i miei, ogni sera si replica uno spettacolo che è andato ad accrescere la nomea di gattari strambi dei miei familiari. Mia madre porta fuori il barboncino Enzo Paolo per le ultime deiezioni della giornata. In realtà, non sempre sono le ultime: l’aristocratico cagnolino reputa la gamba di un’elegante poltroncina in salotto più adatta alle proprie aristocratiche terga. Diciamo che la sera viene portato fuori incrociando le dita.
Con la signora e il cagnolino, da un po’, c’è una terza accompagnatrice: una gattina che, incinta, ha pensato bene di andare a partorire da mia madre e di prendervi residenza, futura visitatrice del veterinario per la sterilizzazione. Stando a quanto detto dai vicini, la gatta non ha mai portato avanti dei cuccioli, ma adesso ha trovato la terra promessa dei randagi e lei e la prole hanno una bella e calda cuccia.
Rendendosi conto della convenienza della nuova sistemazione, ha deciso di essere gentile con la padrona di casa, accompagnandola nella sua passeggiata serale con quel vecchio snob che, però, la tollera di buon grado. Il che non mi sorprende, data la passione frustrata per la gatta di casa mediana.
E, così, ogni sera è possibile vedere tutti e tre che passeggiano, con le auto che rallentano per godersi la scena. Quando la porta di casa si apre e si sentono i grugniti di Enzo Paolo che afferra il guinzaglio e si porta a spasso da solo, la gattina si sveglia, si dà una scrollata e si avvia nel cortile portando a dieci il numero di zampe affiancate. Tutti e tre con aria compita, a passeggiare tranquilli tra le prime lucciole della stagione.
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La saggezza popolare dice: “Can che abbaia non morde”. È proprio vero? Un mio amico diceva sempre che il problema è quando i cani smettono di abbaiare… Si pensa che se il cane è impegnato ad abbaiare non potrà mordere o, ancora, che fa parte della serie dei caciaroni: tanto fumo e niente arrosto, per dirla con un altro proverbio.
Ma in questo caso la saggezza popolare sbaglia. I cani che abbaiano possono modere. E lo fanno. E anche i cani che non abbaiano possono mordere. Se vi trovate a tu per tu con un cane che non conoscete, quindi, siate accorti: l’idea che il cane prima di mordere ringhi non è degna di totale fede.
Magari, se volete, andatevi a rileggere i nostri consigli su come comportarvi con un cane che non conoscete.
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Che ci piaccia oppure no, al giorno d’oggi se non sai almeno due lingue non vai da nessuna parte. Questo pastore tedesco ha deciso di mettersi d’impegno per dimostrare che non solo i pappagalli possono essere poliglotti. Lui ha deciso di imparare una lingua particolare, fuori dal regno animale: il “sirenese”.
Quante volte è capitato: quando gli viene l’attacco di pigrite il cane non lo smuovi neanche con le trombe, poi però basta un pupazzetto per fare emergere le doti atletiche più nascoste. È quello che è successo a questo cagnolino di casa, che forse un po’ annoiato dalla vita di salotto, si è inventato il salto in alto da medaglia d’oro pur di riuscire ad afferrare il suo gioco preferito. Come se fosse niente, qui si salta quasi due metri e completamente da fermo, davvero notevole, soprattutto la sua espressione più che soddisfatta quando trotta fuori di scena con il sospirato trofeo!

“Dammi il cinque!” “Non ci penso nemmeno!”. Questa foto riassume uno dei tanti rapporti possibili tra cane e gatto: il cane entusiasta e giocoso, il micio che lo fulmina con lo sguardo e vuole stare sulle sue, mantenendo il suo regale contegno. Ne parliamo spesso su Petsblog, dell’amicizia tra Fido e Micio. Sono o meno nemici giurati?
Non si può generalizzare: c’è convivenza e convivenza. Alcuni sono quasi sempre inseparabili, giocano e mangiano persino insieme; altri non fanno altro che rincorrersi e soffiarsi tutto il giorno, mantenendo ben separati e distinti i propri spazi vitali, fatta eccezione per quando dormono.
Oggi diamo spazio a quest’ultimo tipo di rapporto. C’è da premettere, in difesa del gatto, che i cani, quando ci si mettono, in special modo i cuccioli, non hanno proprio la zampa leggera con i mici di casa e li travolgono, letteralmente, con la loro esuberanza. Nella gallery che segue mici insofferenti e permalosi versus cani socievoli ed affettuosi. Buona visione e alla prossima dalla redazione di Petsblog!
Foto | jlantzy; Young and with it; FastPhive; hoangnam_nguyen
Per i cuccioli ogni giorno è una scoperta nuova. Inizialmente sono scoperte più pratiche, fare i bisognini dove si può, non masticare le cose da non masticare eccetera. Crescendo imparano anche a scoprire il nostro mondo venendo in contatto con oggetti di uso comune come, ad esempio, una chitarra.

Dato che sta per arrivare il caldo, è domanda più che legittima chiedersi come mantenere al fresco il proprio criceto. Una piccola premessa per dire che la temperatura “ideale” a cui dovrebbe vivere il nostro piccolo roditore spazia dai 18° a massimo 28°. Attenzione: i criceti nati e cresciuti in cattività in inverno NON vanno in letargo e se la temperatura scende troppo, semplicemente muoiono. Non vanno dunque mai tenuti all’esterno, ma in casa. In appartamento non si dovrebbero avere problemi: raramente, anche di notte, la temperatura scende sotto i 18°.
Per quanto riguarda l’estate il problema diventa maggiore: ovviamente se avete l’aria condizionata avete risolto. Tenendola non puntata sulla gabbietta in cui vive il criceto, ma accendendola nell’ambiente in cui si trova l’habitat, l’animaletto resta al fresco.
Se non disponete di questo potente mezzo ci sono altri rimedi: un ventilatore, che mantenga l’aria in circolo nella stanza, mai puntato sull’animaletto, oppure delle bottigliette di acqua ghiacciata( da freezer) adese alle pareti esterne della gabbietta. Tenetene una buona scorta in freezer e quando una si scioglie sostituitela. La gabbia va mantenuta naturalmente NON alla luce diretta mai sotto il sole, mai su correnti d’aria. Come vedete un metodo economico e facile da applicare senza fatica c’è! Vi ricordo di non bagnare il criceto con lo spruzzino dell’acqua: i criceti vanno facilmente in ipotermia, e altrettanto facilmente si ammalano. Il criceto non ama l’acqua e non gli si può fare “il bagno”. Evitate dunque questo rimedio “fai da te“.

Siamo più che convinti che l’essere umano, in generale, non potrà mai restituire nemmeno parte dell’amore che riceve dal suo cane. Ci sono esseri umani, però, che ci provano con tutto se stessi e, a volte, ci riescono. In Perù opera un’associazione animalista chiamata Vida digna che si occupa, tra l’altro, di effettuare prestazioni veterinarie gratuite per le persone indigenti e i loro amici domestici. Rosemary Underhay, una volontaria di questa associazione, un giorno ha visto, nella fila di oltre duecento persone in fila per fare dei controlli veterinari, una coppia un po’ particolare. Un bimbo di quasi quattro anni con a fianco un cane in condizioni decisamente precarie.
Appena si è avvicinata ha intuito la situazione. Il bambino è sordomuto ma ha avuto comunque la capacità di farsi capire e di far intendere che il cane al suo fianco era un randagio. Il cane era stato ustionato con acqua bollente, forse per allontanarlo, si trovava in condizioni di salute precarie ed evidentemente denutrito. Il quattro zampe è stato curato e rimesso in forze. E’ stato adottato da una famiglia benestante e adesso sta bene. Il bimbo non l’ha potuto portare con se visto che abita in una comunità molto povera e senza la possibilità di provvedere alle esigenze di un cane. Questo, però, non ha certo impedito al bimbo di andare a visitare il suo amico nei due mesi in cui è stato ricoverato presso la struttura medica.
Via| Leggo