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I cani e le scale, sfida all'ultimo gradino

pubblicato da Mentegatto

cane scale

Quando i cuccioli iniziano a zampettare lo fanno su una strada spianata, tutt’al più devono superare il piccolo scoglio dell’uscita della cesta ma lo aggirano buttandosi di sotto senza pensarci due volte, tanto atterrano sul morbido della mamma, del loro mantello o di qualche malcapitato fratellino che gli fa da cuscinetto.

Ma la prima vera sfida che si trovano davanti, quando non vedono più la sagoma della mamma o del proprietario all’orizzonte, è il gradino. L’Huffington Post ha raccolto una carrellata di cuccioli tenerissimi alle prese con le scale. Ne vedrete delle buffe!

A partire dal tenero cucciolo di Siberian Husky protagonista del filmato che trovate dopo il salto, che non fa altro che piagnucolare ad ogni gradino (da stringere il cuore). E meno male che la sfida era in discesa. Osservate come gongola contento alla fine dell’impresa titanica. Semplicemente adorabile! Buona visione e alla prossima dalla redazione di Petsblog!

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Giovanni Pascoli e mamma gatta

pubblicato da Roberto Russo

Giovanni Pascoli e mamma gatta

Una mamma è sempre una mamma, umana o felina che sia. E il primo pensiero di una mamma sono i figli. Ce lo racconta Giovanni Pascoli in questa poesia dedicata a una mamma gatta che, in una notte di pioggia, mette in salvo il suo piccoletto affidandolo al poeta. Del resto, gatti e poesia sono un connubio vincente!

Era una gatta, assai trita, e non era
d’alcuno, e, vecchia, aveva un suo gattino.
Ora, una notte, (su per il camino
s’ingolfava e rombava la bufera)

trassemi all’uscio il suon d’una preghiera,
e lei vidi e il suo figlio a lei vicino.
Mi spinse ella, in un dolce atto, il meschino
tra’ piedi; e sparve nella notte nera.

Che nera notte, piena di dolore!
Pianti e singulti e risa pazze e tetri
urli portava dai deserti il vento.

E la pioggia cadea, vasto fragore,
sferzando i muri e scoppiettando ai vetri.
Facea le fusa il piccolo, contento.

Foto | Flickr

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Non disturbare il gatto che dorme... a meno che tu non sia un pulcino

pubblicato da Barbara

Titti e Silvestro? Un ricordo del passato. Almeno, si è sempre pensato che gatti e uccelli fossero fatti solo per inseguirsi e farsi dispetti alla Tom & Jerry; ma in questo caso siamo di fronte a un’amicizia delle più tenere e sincere. Il micio rilassatissimo permette al pulcino -forse in cerca di coccole- di camminargli addosso e “disturbare” la sua siesta. Potrebbe papparselo in un boccone, ma preferisce il sonnecchio; ma forse e solo la calma prima della tempesta!

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Una tassa su cani e gatti? Lotta al randagismo all'italiana

pubblicato da Mentegatto

cane legge giornale

    UPDATE: Il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo rassicura su Twitter: non ci saranno tasse sugli animali domestici. “Era solo una battuta nei confronti di un deputato che l’aveva proposta”. Il relatore Gianni Mancuso del Pdl annuncia che è pronto a levare la tassa su cani e gatti dal ddl e spiega: “Era una tassa di scopo, pensata per permettere ai Comuni di attivare un piccolo capitolo di spesa con cui affrontare la gestione degli animali, come i cani randagi o le colonie feline”. Che ci volete fare… loro si divertono così…

Una tassa su cani e gatti: la notizia torna a circolare. L’Ansa batte che alla Commissione Affari Sociali della Camera sta per arrivare una proposta che, se confermata, farebbe sicuramente discutere e, a dire il vero, ha già scatenato una bagarre. I Comuni, in pratica, potranno istituire una tassa destinata ai proprietari di cani e gatti che andrebbe a finanziare programmi comunali contro il fenomeno del randagismo. Il randagismo lo paga chi non l’ha creato insomma, ovvero chi ha contribuito a ridurlo con un’adozione. Genius at work, i legislatori.

Riporta parte del testo il Messaggero:

I comuni possono deliberare, con proprio regolamento, l’istituzione di una tariffa comunale al cui pagamento sono tenuti i proprietari di cani e gatti e destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del randagismo.

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Storie incredibili di cani: il cucciolo piovuto dal cielo

pubblicato da Barbara


Quando si tratta di prendere un cane c’è chi va all’allevamento e chi se lo fa regalare da qualche cucciolata abbondante; in alcuni casi poi ci sono gli incontri del destino, dove il cane lo trovi per caso e lo adotti compiendo un gesto d’amore verso di lui e verso la società, ma qualcuno è andato oltre. Oggi vi raccontiamo la storia -vera- del cucciolo caduto dal cielo.

Succede a Los Banos in California, dove nonna e nipote vedono letteralmente piovere nel loro giardino un minuscolo cagnolino di due mesi, probabilmente sfuggito alle grinfie di un malcapitato falco visto che ne riporta i segni sui fianchi.

Il fatto ai limiti del miracoloso ha convinto la nonna Elaine Bouschard che questo fosse un messaggio divino e ha prontamente deciso di adottare il cagnolino che ora si chiama T.J.Heavenly in onore al suo nipotino Taylor, il primo che lo ha visto. In questo video tenerissimo, potete vedere T.J. scatenato e felice della sua nuova famiglia.

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Gattari da legare: Accessori indispensabili

pubblicato da Graziella

let me sleepOggi parleremo di un accessorio indispensabile per ogni gattaro. Che voi abbiate o meno dispenser per acqua e croccantini, ciotole con bordo gommato, lettiere autopulenti, cappottini firmati, tiragraffi multipiano, cucce glamour, collari glitter, cuscini trendy o un qualsiasi altro oggetto che richiami un inopportuno aggettivo inglese, arrendetevi, perché a noi serve solo una cosa: il copridivano multiuso. La casa del gattaro è un patchwork colorato di pezze: sul letto, sulle poltrone, sulle sedie. Ogni drappo di stoffa ricorda un passato glorioso o quanto meno dignitoso, nei suoi colori e nelle fantasie sbiadite dai troppi lavaggi con la candeggina. I peli di gatto sono incorporati nella trama e nell’ordito e resistono alle spazzole adesive, tributo del gattaro al consumismo usa e getta.

Ogni tanto, in preda allo sconforto, sollevo il pesante aspirapolvere cercando di passarlo sul copri-copripiumino. Mi arrendo solo quando un lembo di stoffa viene risucchiato e comincio a sentire puzza di bruciato. Il gattaro non getta mai un lenzuolo, una federa, ma li ripone nell’apposito corredino felino, che non è mai abbastanza fornito. Da noi, inizialmente, i copridivani servivano a proteggere la fodera dagli artigli dei bimbi ma, con gli anni, sono serviti a coprire quelle stesse fodere squarciate senza pietà.

Quando arriva un ospite inatteso, ci affrettiamo a togliere le coperture piene di peli, ma è una pessima idea, perché quello che c’è sotto è pure peggio. Vi è mai capitato di vedere un bozzo sotto la coperta o il lenzuolo poggiato sulla poltrona? Una delle mie gatte ama particolarmente infilarsi tra divano e copertura. Una volta aspettavo visite, e misi la copertura alla copertura dopo aver meticolosamente pulito la casa: la micia non risparmiò nemmeno uno strato, arrivò ovunque. Ma loro lo fanno per noi, per non farci arrendere alle logiche dell’arredamento minimale e del bianco e nero, trasformando le nostre case in una comune hippie: peli and love.

Foto | Flickr

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Griddixcat, il social network dei gatti

pubblicato da Mentegatto

griddixcat social network gatti

Un social network per gatti e padroni. Si chiama Griddixcat e si rivolge a gattari iperconnessi che non possono fare a meno di postare le foto dei loro gatti, in mille pose, e scambiarsi consigli sulla cura dei mici anche sui social network.

Ecco, per evitare di annoiare chi gattofilo non è meglio utilizzare un social network ad hoc. Perché Griddix è presto detto: le interazioni sono del tutto casuali, ovvero verremo messi in contatto con altri amanti dei gatti nostri vicini nella griglia, iscritti da ogni parte del mondo.

Per utilizzarlo occorre essere maggiorenni. L’iscrizione è gratuita e dura tutta la vita. Quando ci iscriveremo non ci verranno richiesti ovviamente i nostri dati, bensì quelli del nostro gatto: età, razza, hobbies ed ovviamente la foto profilo del micio.

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Cani eroi: Yorkshire salva la padrona disabile

pubblicato da Barbara


Louis è un simpatico Yorkshire, tanto piccolo quanto intelligente, sentite di cosa è stato capace: la sua padrona Victoria Shaw (una signora disabile) è scivolata uscendo dalla doccia e lui ha prontamente premuto il tasto per chiamare il servizio di emergenza.

Scrivono sul Telegraph che quando l’operatrice Sarah Mcloughlin ha ricevuto la chiamata e ha sentito nient’altro che qualche guaito canino, si è insospettita e ha mandato al volo i soccorsi, salvando così la padrona che in seguito alla caduta era svenuta.

Miracolo? Non proprio, la padrona aveva educato da tempo Louis a schiacciare il tasto che era stato messo per terra per essere più facilmente raggiungibile da lui; resta il fatto che il cane ha imparato subito un compito così essenziale, senza il bisogno di particolari strategie dal momento che la signora Shaw non è un dog trainer, oltre a ciò lo Yorkshire si è reso perfettamente conto della situazione di pericolo e le è stato vicino per tutto il tempo.

Foto | Flickr

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Tatuaggi anche per i cani, dal nome alla pubblicità aerografata sul pelo

pubblicato da Mentegatto

tatuaggio cane

Gli americani spendono 50 miliardi di dollari all’anno per gli animali domestici e non tutti vengono impiegati per la cura dei pets. Certo, una grossa fetta viene destinata alle visite veterinarie, alla sterilizzazione, alla toelettatura del cane, all’alimentazione di qualità, a giochi ed accessori ed alle pensioni.

Alcune spese, però, sono totalmente inutili per il benessere del cane, per non dire controproducenti. Come l’ultima moda che ha preso piede negli States: far tatuare il cane (il kit fai da te costa 7 dollari, il tatuaggio in salone intorno ai 20). Alcuni gli fanno tatuare il nome per identificarlo più facilmente, altri frasi o simboli significativi, altri fanno di peggio: lo marchiano per fare pubblicità alla loro attività.

Precisiamo che non si tratta di un vero e proprio tatuaggio effettuato con gli aghi, il cane non si sottoporrebbe volentieri ad un simile procedimento che è anche doloroso. Si tratta di tatuaggi aerografati sul cane con uno stencil e realizzati con coloranti pet-friendly.

Cani tatuati e colorati Cani tatuati e colorati Cani tatuati e colorati Cani tatuati e colorati

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Cosa pensa di noi il nostro cane? Viaggio nel cervello di Fido

pubblicato da Mentegatto

pensiero cane

Se vi chiedete cosa frulla nella testolina del vostro cane, quando vi fissa con gli occhioni sgranati ed imploranti o quando ha lo sguardo allegro e birichino, presto potreste trovare delle risposte meno campate in aria delle mere supposizioni. Un nuovo metodo, messo a punto dalla Emory University, permette infatti di esplorare il cervello dei cani, capendo cosa pensa e cosa prova dalle aree che si attivano mentre gioca, mentre lo addestriamo, mentre ci fissa e così via discorrendo.

La tecnica si avvale della risonanza magnetica funzionale (fMRI), uno strumento di imaging biomedico che fornisce una mappa delle aree cerebrali funzionalmente eloquenti (leggi attive).

I risultati del primo esperimento sono in via di pubblicazione sulla rivista PLoS ONE. Mostrano le reazioni del cane ai diversi movimenti della mano del padrone, quando nasconde o mostra una ricompensa.

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