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Tutti gli articoli con tag lorenzo croce

Un serpente come pet, un ratto nel piatto

pubblicato da Mentegatto

serpente ratto

Gli animali esotici, come i serpenti, dovrebbero rimanere nel loro habitat naturale e non popolare le nostre case. A dirlo è l’AIDAA che denuncia l’ennesima ipocrisia della lotta alla vivisezione in Italia. I topi utilizzati nei laboratori fanno pena e scatenano iniziative nobili, come la nascita di centri di recupero, destinati ad ospitare le cavie quando non sono più utili agli esperimenti.

E i ratti che finiscono tra le fauci dei serpenti nelle nostre case? Ignorati, come fossero di serie b. Non tutti sanno che in Italia stanno sorgendo dei veri e propri allevamenti intensivi: ratti che vengono cresciuti al solo scopo di alimentare i serpenti ed altri rettili che teniamo in casa.

I ratti da pasto alimentano un’industria fiorente anche online, con portali dedicati che li vendono surgelati o ancora vivi. I prezzi vanno dai 70 centesimi pagati per un topolino bianco ai 4-5 euro di un ratto taglia xxl.

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Un sms all'Aidaa per denunciare i maltrattamenti

pubblicato da luca

Un maltrattamento verso gli animali è un gesto deprecabile e deve essere denunciato senza alcun dubbio. In passato vi avevamo già parlato di come denunciare un maltrattamento alle autorità competenti. Con un semplice messaggio e-mail potevate mettere a conoscenza di quanto accadeva le persone giuste per salvaguardare la salute dell’animale. Ora l’AIDAA ha fatto un ulteriore passo avanti per agire in maniera tempestiva. Visto che non tutti hanno la possibilità di spedire una e-mail ma quasi tutti hanno un telefono cellulare con cui possono mandare i messaggi, l’associazione animalista ha istituito un numero appositamente creato per poter denunciare, attraverso un semplice sms, un maltrattamento.

Questo numero, nei primi quattro giorni di attività, è stato raggiunto da oltre mille segnalazioni. Molte di queste parlano di cani, gatti e altri animali detenuti in spazi ristretti e angusti, animali tenuti alla catena senza possibilità di movimento, animali malati o denutriti. Lorenzo Croce, presidente dell’AIDAA, ha spiegato che in molti casi quello che serve veramente è la tempestività. Le segnalazioni verranno immediatamente vagliate, verificate e, nei casi più gravi, verranno passate direttamente alle forze dell’ordine per un rapido intervento. Qual’ora vedeste un maltrattamento potrete segnalarlo tramite sms al numero 348/7611439 indicando il tipo di animale, il maltrattamento e l’indirizzo esatto dove trovare l’animale.

Via| Akela.it

Foto| Flickr

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Rapiti 30mila cani di razza nel 2009: in testa Toscana, Umbria e Veneto

pubblicato da roberta

pezzatoToscana, Umbria ed Emilia Romagna si aggiudicano il triste primato di regioni con il maggior numero di cani di razza spariti lo scorso anno. A tallonarli ci pensano Veneto (8,6%) Lombardia (7,9%) e Lazio (5,9%), quasi a pari merito con il Piemonte, che si attesta intorno il 5,6% del totale dei cani scomparsi nel 2010. Cifre che tradotte in parole povere sottolineano l’esistenza di un giro d’affari capace di servirsi del rapimento dei cani e relative cucciolate per raggranellare ogni anno sui 18.000.000 di euro; fenomeno questo tutt’altro che da sottovalutare. Dice Lorenzo Croce - presidente nazionale nazionale di Aidaa -:


Il traffico di cani di razza rapiti, rubati e destinati prevalentemente alla riproduzione ed al miglioramento della razza da parte di persone disoneste è fiorente e anche lo scorso anno Aidaa ha raccolto segnalazioni per circa 30.000 cani scomparsi, anche se siamo certi che il giro è molto più ampio in quanto molto spesso a sparire sono le madri con intere cucciolate al seguito è un fenomeno questo della sparizione, del furto e del rapimento dei cani di razza ancora poco indagato e probabilmente più diffuso di quanto emerga dai dati in nostro possesso, per questo invitiamo tutti coloro che subiscono il furto o il rapimento di un cane di razza ma non solo, a denunciarne immediatamente la scomparsa alle forze dell’ordine.

Un dato che fa riflettere riguarda i gusti dei ladri, che prediligono per i cani da tartufo i Pointer, il Kurzhaar, il Bracco Ungherese ed alcune razze da cerca e riporto come lo Springer Spaniel ed il Cocker Spaniel Inglese. Invece, se ci limitiamo ai cani da caccia, le razze che vanno forte tra gli Arsenio Lupin sono quelle del Segugio Maremmano oltre a tutti i cani delle razze Setter e il Bracco italiano.

Foto | Flickr

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Una squadra speciale governativa contro i maltrattamenti

pubblicato da luca


Vi abbiamo parlato spesso di denunce verso i canili lager, strutture dove i cani vengono tenuti in condizioni pietose con l’unico scopo di far arrivare ingenti somme di soldi pubblici nelle tasche dei gestori. Ora in Governo ha detto basta e ha istituito una task force composta da medici veterinari e responsabili legali ed amministrativi per stroncare questa piaga dove l’unico a trarre qualche vantaggio è il gestore del canile che truffa le istituzioni locali ,promettendo un servizio a cui poi non adempie.

A differenza di quelle centinaia di canili gestiti da amanti degli animali e dai volontari delle associazioni animaliste dove il tema centrale è la salute del cane ospite e le difficoltà quotidiane sono incentrate sul far quadrare i bilanci tra spese mediche e per alimenti, nei canili lager non esiste la minima cura o attenzione verso gli animali ma solo verso i soldi che i comuni riversano nelle tasche di chi gestisce la struttura.

Questo team sarà affiancato anche dai Carabinieri e dal nucleo specializzato dei NAS. Potranno intervenire direttamente e tempestivamente nelle situazioni di emergenza e avranno la possibilità di formare del personale appositamente scelto per questo compito di controllo e agire “a tappeto” su tutto il territorio nazionale. L’importanza di questa squadra si può capire anche dai numeri rilasciati dal sottosegretario alla salute Martini che ha dichiarato che, nell’ultimo anno, una struttura su tre, compresi negozi e allevamenti, ha evidenziato una situazione talmente grave da dover essere denunciata all’autorità giudiziaria.

Via| Newnotizie

Foto| Flickr

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Contro il massacro dei cani nelle Perreras, già 2000 italiani hanno disdetto le vacanze in Spagna

pubblicato da roberta

cane perreras

Ricordate la storia dei 30.000 cani che ogni anno vengono uccisi in maniera barbara dopo soli dieci giorni di presenza nei canili comunali spagnoli? Ricordate la protesta dei volontari Aidaa? Beh, sappiate che ora Lorenzo Croce ha coinvolto pure il ministro del turismo Michela Brambilla e il sottosegretario alla sanità Francesca Martini: scrivendo loro una lettera, affinché compiano passi ufficiali presso il governo spagnolo per chiedere la fine della mattanza in tutta la Spagna.

Intanto gli italiani animalisti che fanno? I numeri parlano chiaro: sono almeno 2.000 i nostri connazionali che hanno disdetto le vacanze in Spagna per la prossima estate, e centinaia le email che stanno arrivando all’ambasciata spagnola a Roma e alla presidenza dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente per protestare contro il massacro dei cani spagnoli ospiti nelle perreras (canili comunali) delle città e dei paesi della Spagna. Voi, che ne dite?

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In Spagna 30mila cani massacrati ogni anno: sì alle vacanze solo in Catalogna

pubblicato da roberta

cane randagio

C’è una protesta internazionale partita da Milano, nella sala riunioni di Lorenzo Croce, presidente nazionale AIDAA, che batte i pugni sul tavolo per far sentire la sua indignazione contro il più grande massacro di cani dei paesi dell’Europa Occidentale. Sono 30.000 i cani che annualmente vengono soppressi con metodi barbari e tra atroci sofferenze nei canili pubblici spagnoli (Perreras). Cani che si sono macchiati dell’unica colpa d’essere stati abbandonati e di finire nei canili pubblici.

Ogni anno si calcola vengono catturati 100.000 cani randagi in tutta la Spagna. Quelli che non riescono a trovare una nuova collocazione entro pochi giorni vengono soppressi in barba alle leggi comunitarie europee di tutela degli animali, ad esclusione della Catalogna dove il massacro è proibito. In proposito Lorenzo Croce dice:


Non andiamo a fare le vacanze in Spagna o se andiamo scegliamo la Catalogna, facciamo mancare il nostro sostegno economico alla Spagna che quest’anno più che in passato ne potrà risentire in maniera determinante. Il boicottaggio delle vacanze sia un mezzo chiaro per dire che vogliamo che questo massacro finisca. Mi domando anche se i personaggi spagnoli della nostra televisione, ed in particolare le varie signore Barriales, Natalia Estrada, Vanessa Incontrada, solo per citarne alcune che lavorano qui da noi approvano o meno questo massacro e se non lo approvano chiediamo anche a loro una parola chiara in questa direzione, perchè il silenzio di fronte a questi fatti e alle migliaia di cani morti ammazzati ogni anno, che si voglia o meno è sinonimo di correità.

boicottare vacanze spagna boicottare vacanze spagna

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Gatti: liti in condominio in aumento del 95%

pubblicato da roberta

gatto casa

Condomini inviperiti per la pipì del micio del vicino sullo zerbino, dal pelo di gatto trovato nell’androne, fino a questioni di lana caprina su colonie feline presenti in condominio o nelle adiacenze dei condomini (oltre il 55%), gatti domestici che vivono in casa ma oggetto di lamentela da parte dei dirimpettai per i motivi più svariati motivi (27%), utilizzo di spazi comuni del condominio da parte dei mici (ci sono state 24 segnalazioni di divieto di gatti in ascensore condominiale anche se nel trasportino).

Fatto sta che sono raddoppiate le liti condominiali aventi come oggetto la presenza dei gatti: ben 5.800 le richieste di consulenze pervenute dall’inizio del 2010 all’Aidaa, come conferma il presidente Lorenzo Croce:

L’incremento del 95% delle richieste di consulenza in questi primi quattro mesi del 2010 sono un dato positivo in quanto cresce da una parte la coscienza civile dei proprietari dei gatti, ma anche di coloro che lamentano questa presenza e dagli stessi amministratori di condominio che si rivolgono a noi spesso solo per aver dei suggerimenti, ma questo aumento rappresenta di fatto anche la crescita di credibilità degli sportelli online di Aidaa per la tutela degli animali in condominio e sopratutto sono il riconoscimento dell’ottimo lavoro fatto dai nostri legali volontari diventati un punto di riferimento nazionale nella ricerca di soluzione a queste vicende.

Foto | Flickr

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Fotografati 24.000 padroni che non puliscono la cacca dei loro cani

pubblicato da roberta

cacca cani

Qualche giorno fa ci eravamo posti la domanda se una fotografia poteva bastare per smascherare gli sporcaccioni che non puliscono le cacche di Fido: certo che sì, era stato il commento dell’AIDAA che attraverso il suo portavoce nazionale Lorenzo Croce aveva lanciato la sfida contro tutti quei padroni maleducati, indifferenti alle cacca di cane lasciata lungo i marciapiedi italici anche dai loro cani.

Ora ci sono i primi dati che vanno certamente a favore di quella flotta di volontari sparsi in tutti i capoluoghi di provincia, oltre a varie cittadine, che si sono presi la briga di dare un volto ai padroni colpevoli di quel milione di deiezioni che ogni giorno invadono le nostre strade, creando ben 900 ronde anti sporcaccioni.

Ben 24.000 le segnalazioni raccolte in poco più di due settimane. Mediamente sono circa 1.600 le segnalazioni che giungono ogni giorno al servizio online di AIDAA molte delle quali vengono corredate di fotografie che dopo essere visionate verranno inviate alla polizia municipale dei singoli comuni. C’è da dire che, alla fine della fiera, la vera sorpresa è rappresentata dalle troppe segnalazioni di padroni-sporcaccioni che non puliscono neppure nei vialetti condominiali.

Foto | Flickr

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Sondaggio: oltre al pet che avete in casa, quale altro animale da compagnia vorreste tenere?

pubblicato da roberta

animale

Se siete da annoverare tra quegli italiani che già possiedono un animale domestico, vi chiediamo quale altro animale vorreste avere in casa, giardino o stalla se solo aveste la possibilità economica di mantenerlo, lo spazio adeguato ed il tempo necessario per accudirlo. Su quale animale cade la vostra scelta? E perché?

Il sondaggio in questione ci è stato in qualche modo “suggerito” da Lorenzo Croce che con la sua AIDAA ha posto la medesima domanda agli italiani: il risultato è stato che è stato il cane a farla da padrone (desiderato dal 27,1% degli intervistati), tallonato dal gatto, cavallo, asino, oca, cavia peruviana e pesci (il 4,8% sogna un acquario), pappagalli, canarini e criceti.

Foto | Flickr

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Canili: business di 200 milioni di euro l'anno

pubblicato da roberta

cuccioli

Un canile convenzionato che ospita mediamente 400 cani ha un introito di circa 1000 euro al giorno. Se il responsabile del canile è una persona per bene spenderà dalle 80 alle 130.000 euro per il mantenimento degli animali, altri 50.000 saranno destinati alle strutture e al personale. Se si tratta di persona disonesta i cani mangeranno cibo per circa 70 centesimi di euro al giorno a fronte di un introito di circa 700 euro pagati dai comuni mediamente per ogni cane ricoverato in canile, aggiungendo pure le spese di gestione e sanitarie che non vanno oltre i 150 euro l’anno vuole dire che per ogni cane il margine di guadagno è di almeno 300 euro.

Parola di Lorenzo Croce, presidente nazionale AIDAA che s’è preso la briga di fare i conti in tasca ai gestori dei canili, partendo da una semplice domanda: ma perché questi non vogliono fare adottare i cani? Numeri alla mano, sono almeno 200 i canili concentrati nelle regioni del sud che impediscono l’ingresso dei volontari delle associazioni animaliste per far adottare i loro “ospiti”. Al pari dell’altro centinaio situati soprattutto nel centro-sud Italia che di fatto limitano a una o due ore settimanali l’apertura al pubblico.

Non trascurando anche le responsabilità degli enti locali, i cani per i gestori dei canili rappresentano un vero e proprio business. Secondo voi, amici di Petsblog, quali soluzioni sarebbero auspicabili per risolvere il problema? Avete delle esperienze in materia che volete condividere con noi, lanciando segnali o lasciando semplicemente la vostra testimonianza raccolta nella comunità in cui vivete?

Foto | Flickr

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