![]()
Giusto ieri ragionavo sulla sterilizzazione degli esemplari maschi. Nelle mie riflessioni non avevo tenuto conto dei randagi e degli ospiti dei canili. In quei casi la sterilizzazione diventa una tappa obbligatoria, specialmente in zone in cui il randagismo è ormai una piaga.
A questo proposito, è la prima volta che sento parlare di volontari che viaggiano con tutto l’occorrente, medicinali compresi, per operare quanti più cani nel minor tempo possibile. I quattro veterinari di cui parlo sono tedeschi e si sono recati in Campania con l’obettivo di sterilizzare, ed eventualmente inserire loro anche un microchip, un centinaio di cani.
Le strutture presso cui prestano la loro opera rendono poi adottabili questi cuccioloni e pare che molti di loro vengano richiesti e amati proprio da famiglie tedesche. Che dire, una bella iniziativa per sopperire ai problemi economici delle strutture di zona. Forse incentivare questi gemellaggi anche in altre città d’Italia aiuterebbe a risolvere almeno una parte del problema. Resta poi quello della sensibilizzazione dei singoli individui, ma richiede tempi lunghi.
Foto | Flickr

Si chiamano Luca e Andrea, sono della provincia di Bergamo e di professione sono Acchiappanimali. No, non accalappiano cani ma li trovano. Li trovano e vi aiutano quando e dove nessuno lo fa (cosa che, a pensarci, ha veramente dell’incredibile) e non trovano solo cani ma anche gatti e altri pet. Praticamente sono come dei novelli Ace Ventura. A dirigere la loro task-force ci sono anche Daniela e, la loro “arma segreta” che poi segreta non è: Napoleone, un setter irlandese.
Tutti insieme si impegnano a coprire una mancanza che, come dicevo, sembra quasi paradossale: nessun ente vi aiuta attivamente nella ricerca di un animale scomparso. Perdete il vostro cane o gatto? l’unica cosa che potete fare è appendere dei fogli con la sua foto nella speranza che qualcuno vi chiami o che il vostro amico venga portato in un canile e riconosciuto tramite il microchip. Speranze, purtroppo, sempre remote. La squadra Acchiappanimali si avvale di tecniche di ricerca sofisticate. Due modi di comunicare la scomparsa (se avvenuta entro o oltre le 36 ore) e analisi di cane e territorio e ricerca attiva.
Una tecnica di ricerca unica in Italia importata direttamente dagli Stati Uniti dove una squadra simile opera con successo a Seattle. La prima creatura salvata da Luca e Andrea è stata una tartaruga, fuggita durante i festeggiamenti del quattro luglio. La percentuale dei loro successi è decisamente alta: l’ottanta per cento. Hanno un costo che, però, è decisamente accessibile. La tariffa è di 250 euro (escluse le spese di trasporto) ma, come dicono loro, se uno non è disposto a spendere nemmeno 250 euro per il suo amico forse è proprio il pet che merita una nuova famiglia.
Via| Acchiappanimali
Foto| La Stampa

San Silvestro è ormai passato ed archiviato. C’è chi, però, non si è “divertito” abbastanza al trentuno notte e ha ancora botti da sparare. I nostri amici pet, che hanno passato in maniera più o meno tranquilla la vigilia, magari in nostra compagnia, ora si trovano nella vita quotidiana fatta di cose normali se non fosse per quei residui di scoppi che li spaventano ogni tanto. Non crediate che, passato il trentuno notte il pericolo di fuga dai botti sia superato. Anche in questi giorni dovrete fare attenzione a causa dei “ritardatari” del petardo. Cosa fare se il nostro cane o gatto è fuggito? Seguite queste piccole ma importanti regole:
Se avete perso il vostro amico tutto Petsblog spera che possiate riunirvi quanto prima!
Via| Il punto a Mezzogiorno
Foto| Flickr

Quando diciamo che Petsblog siete anche voi non lo facciamo mica per fare i simpatici ma perchè è veramente così. Dai commenti alle foto di Clickpet anche voi ci aiutate a costruire questo blog giorno dopo giorno. Grazie ad un suggerimento di una nostra lettrice, Malkariss, abbiamo trovato un decalogo stilato dall’ Ordine dei Veterinari che da degli ottimi consigli da seguire prima di prendere un cucciolo per evitare problemi sia a lui che a voi. Si parte dall’età del cucciolo, che non deve essere mai meno di sessanta giorni per un corretto sviluppo psicofisico del cane al controllo del libretto delle vaccinazioni. Sono suggerimenti molto utili per chi si appresta a prendere un cucciolo, soprattutto nel caso si sia deciso di comprarlo in allevamento e spendere cifre importanti.
I consigli, in breve, sono:
Foto| Flickr

Probabilmente ad una coppia della provincia di Torino non è andata giù la storia di essere secondi nella lista per adottare un cucciolo nel canile comunale del capoluogo piemontese. Questo cuccioletto era in attesa di essere affidato ad una nuova famiglia, una volta sbrigate le formalità burocratiche. Un’altra coppia, però, si era innamorata di quel cuccioletto a tal punto da non accettare il fatto di essere arrivati “secondi” e dover rinunciare a vederselo girare per casa e hanno approfittato di un attimo di distrazione per rapire il cane.
I volontari del canile si sono accorti, purtroppo, troppo tardi del fatto che il cucciolo non fosse più al suo posto e hanno immediatamente avvisato le forze dell’ordine. Ovviamente nessuno si aspetta un comportamento del genere e proprio su questo hanno fatto leva i due rapitori. Il veterinario a cui hanno portato il cane ha subito notato che c’era qualcosa di strano nell’atteggiamento dei due e i suoi sospetti si sono rivelati fondati dopo il controllo del microchip. Adesso i due sono ancora in fuga ma sembra che qualcuno abbia il loro numero di targa.
Brutta avventura quella occorsa ad un American Staffordshire Terrier sull’asse stradale Pescara-Montesilvano. Jack, il nome di questo bel cucciolone, non si sa come ma è finito a vacare su questa strada molto trafficata gettando lo scompiglio sugli automobilisti. Il povero cane, evidentemente spaventato, vagava disorientato fino a che un uomo non ha chiamato le guardie zoofile che hanno suggerito di avvisare la polizia locale.
Non si sa quanto tempo sia passato dalla chiamata all’arrivo degli agenti fatto sta che un’altra donna ha avvistato una guardia zoofila dell’Enpa che conosce il cane e ha avvisato l’ASL locale per spiegare l’accaduto e informare sul microchip del cane. Giunta sul posto la guardia zoofila ha visto una lunga fila di auto ferma dietro alla volante della polizia che seguiva l’impaurito cucciolone. I proprietari di Jack sono stati rintracciati e hanno detto di non essersi accorti della fuga del loro cane che, evidentemente, ha spezzato il moschettone che lo teneva legato.
Via| Il Pescara

Ecco una storia che ci rimanda ai classici gossip estivi: lui, lei, l’amante e il cane. Il giovane Marco e la sua fidanzata a distanza vanno in un canile e adottano Vicky. Entrambi lo adorano e lo coccolano, ma Vicky va a vivere con Marco. Il quale però ha un’amante molto più grande di lui. Un bel giorno, preso dalla sua passione, decide di regalare il cucciolo alla “signora” e racconta alla fidanzata che Vicky è scappato.
La signora adora il cagnolino e lo porta dal veterinario per una visita di controllo. Sorpresa: Vicky ha un microchip intestato alla fidanzatina di Marco e le due donne si trovano involontariamente messe in contatto. Inizia allora la contesa per Vicky e finiscono tutti presso l’Aidaa, l’Associazione italiana difesa animali e ambiente.
Vicky resterà con la giovane padroncina che gli ha messo il microchip e andrà ogni tanto in visita dalla “signora”. Marco è stato ovviamente scaricato. Non sappiamo come il marito dell’amante abbia preso tutte queste notizie. Magari sottrarrà Vicky durante una visita e scapperanno insieme.
Via | Repubblica
Foto | Flickr

Oltre che un effettivo obbligo di legge, l’inserimento sottocutaneo del microchip per i pets è una vera e propria sicurezza sia per noi che per loro. Per chi non lo sapesse il microchip è un piccolissimo circuito, delle dimensioni di un chicco di riso, che viene inserito sottopelle all’altezza del collo e permette una moltitudine di operazioni. Per i padroni permette di ritrovare più facilmente e velocemente un cane smarrito o rubato, per i canili dà la possibilità, di contro, di ritrovare più in fretta il proprietario del cane e per gli allevatori è una sorta di garanzia della genealogia del cane.
Dalle colonne de Il Giornale ci arriva una testimonianza dell’effettiva utilità di questo sistema che ha sostituito quasi totalmente il vecchio tatuaggio identificativo. Solo in Lombardia, grazie al microchip, sugli undicimila cani accalappiati, ben il 46% è stato riconsegnato al legittimo proprietario e il 38% sono stati assegnati a delle nuove famiglie. Ricordate che il microchip è obbligatorio e, in caso di smarrimento del cane dovrete fare la denuncia alle autorità comunicando il numero di 15 cifre che viene assegnato al vostro peloso dall’anagrafe veterinaria.
Foto| Flickr
L’arrivo delle vacanze porta con sè ogni anno l’incubo degli abbandoni di animali. Un gesto fatto da persone irresponsabili e criminali che considerano un essere vivente al pari di un oggetto vecchio. Chiamare queste persone criminali non è esagerato né dal punto di vista etico ne da quello legislativo visto che l’abbandono è un reato penale punibile con la reclusione fino ad un anno. quello dell’abbandono non è un problema che riguarda strettamente L’animale vittima della crudeltà umana e il suo carnefice ma è un problema che coinvolge tutta la società poiché un cane o un gatto abbandonato a se stesso può vagare incautamente per le strade e causare incidenti mortali.
Ilaria Innocenti, la responsabile nazionale della LAV per quanto riguarda cani e gatti, fa il punto della situazione nel nostro paese stilando una serie di interventi da fare con urgenza. Si passa dalle campagne per la sterilizzazione dei pet per contrastare il randagismo, maggiori controlli per le iscrizioni all’anagrafe canina e felina anche attraverso il microchip passando all’aumento delle detrazioni per le spese veterinarie dalla dichiarazione dei redditi rendendo la detrazione totale per chi toglie un cane dal canile fino alla riduzione dell’IVA al 10% per le prestazioni veterinarie e per il cibo poichè gli animali non devono essere considerati beni di lusso.
Via| Greenme

Dopo la triste storia di un cane smarrito arriva da Chicago, negli USA, quella lieto fine di Frankie, un terrier, e dei suoi padroni, la famiglia Shepard. Frankie vive in una fattoria nel Michigan ed è un bel cagnolino di 20 kg e , fortunatamente, in buona salute. Un brutto giorno, però, Frankie scompare. Potete immaginare lo sconforto dei suoi padroni non vedendoselo più gironzolare per casa. Hanno affisso manifesti, pubblicato annunci sui giornali locali e addirittura promesso una ricompensa per chi avesse riportato Frankie a casa sano e salvo ma tutto questo, purtroppo, senza successo.
Un giorno Mark Feldstein, un abitante della periferia di Chicago, a oltre 350km dalla casa di Frankie, è stato avvicinato da questo cagnolino con grandi occhi in cerca d’aiuto. Lui inizialmente non voleva portarlo con se visto che aveva già due cani e non aveva lo spazio per un terzo. Il comportamento insistente di Frankie, però, ha fatto scattare qualcosa nella sua coscienza e lo ha caricato in auto per portarlo al comando di polizia più vicino per tentare di identificarne i padroni. Fortunatamente, dopo quattro mesi, la famiglia Shepard ha potuto riabbracciare il suo amato cane.