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Tutti gli articoli con tag passeggiata con i cani

Parlate ai vostri cani mentre li portate a passeggio?

pubblicato da Roberto Russo

Parlate ai vostri cani mentre li portate a passeggio?

In un precedente post vi avevamo chiesto cosa facevate mentre il vostro cane era impegnato a fare i suoi bisognini: c’è chi telefona, chi si distrae, chi aspetta… Insomma, si impegna il tempo.

Continuiamo a sondare le abitudini degli amici di Petsblog e vi chiediamo se parlate ai vostri cani mentre siete a passeggio con loro. Ci sono persone che intessono discorsi profondi con il proprio cane (che magari è impegnato ad annusare quella scia che tanto lo inebria); altri che si limitano a dare ordini: “buono”, “zitto”, “torna”, “siedi”; altri ancora che pare ignorino il cane (e il cane ignora loro); ci sono umani che attaccano bottone con ogni passante ma non rivolgono la parola al proprio peloso e altri che se vedono un altro essere umano svicolano perché in quel momento devono stare solo con il loro cagnolotto.

Foto | Flickr

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Se avete più cani, come vi organizzate per la passeggiata?

pubblicato da Roberto Russo

Se avete più cani, come vi organizzate per la passeggiata?

Se, come me, avete più di due cani, vi sarete posti il problema della passeggiata: farla tutti insieme? Uno per volta? Da quel che ho potuto notare i dog trainer si dividono in due scuole di pensiero principali: secondo alcuni è bene portare fuori tutti i cani insieme in modo da favorire sempre lo spirito del branco; secondo altri è bene portare i cani fuori uno alla volta, rispettando le esigenze di ogni peloso.

Ad essere sincero, ho provato tutte le combinazioni possibili. Ognuna ha pro e contro. Se esco con tutti e tre i cani insieme, faccio un’unica passeggiata (pro), ma loro si agitano e tirano (contro): e finché tira la bassotta non è un gran problema, ma se alla golden viene lo sghiribizzo di tirare mi stacca il braccio. Uscire con un cane per volta: i cani sono molto più tranquilli (pro), ma devo impiegare molto più tempo (contro). Alla fine ho trovato questa soluzione: esco prima con la golden e poi con le altre due (bassotta e meticcia). C’è anche un vantaggio pratico in questa mia scelta: la meticcia e la bassotta sono più o meno alte (o, se preferite, basse…) allo stesso modo e posso gestire meglio i guinzagli. La golden, invece, ha uno stacco di coscia non indifferente e richiede di essere seguita a parte (e se mi capita di uscire con la golden e la bassotta al rientro vedo quest’ultima stremata: ogni falcata della golden, infatti, equivale a venti passi della bassotta che, da brava testa dura, vuole stare sempre avanti… una lotta decisamente impari!).

Se avete più cani, come vi siete organizzati per le passeggiate?

Foto | Flickr

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Cani e passeggino: accoppiata vincente?

pubblicato da Roberto Russo

Cani e passeggino

Credo che Daphne, la mia bassottina, sarebbe lieta di avere un passeggino tutto per sé in cui acciambellarsi e farsi le migliori dormite. Stare nei posti nascosti, stretti è una sua passione. Credo pure, però, che non le piacerebbe andare a passeggio in un coso di questi: la passeggiata viene prima di tutto (anzi, per secondo: prima la pappa, per lei!).

La Golden Retriever non credo si avvicinerebbe a un passeggino, figurarsi entrarci dentro. La meticcia, invece, ci potrebbe provare, ma solo se fosse bianco (se, infatti, vede una cosa bianca, se ne appropria subito…!).

E i vostri cagnoloni apprezzerebbero un passeggino come cuccia? E uscirebbero a passeggio portati in trionfo?

Cani e passegginoCani e passegginoCani e passegginoCani e passeggino

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Neanche i cani accettano caramelle dagli sconosciuti

pubblicato da Roberto Russo

Anche i cani non accettano caramelle dagli sconosciuti

Qualche giorno fa ero a passeggio con Calliope, la mia golden retriever, quando mi imbatto in una signora – una di queste eccentriche signore “per bene” che sono tutto un “ma come è bello questo cane”, “ma come è dolce”, “ma come è intelligente” – che, dopo aver fatto mille carezze al cagnolone, mi chiede se può darle un dolcetto. Io ho risposto di sì pensando, ingenuamente, che avesse con sé dei biscotti per cani (ce ne sono di persone simili, ce ne sono). La signora, allora, lesta, sfila dalla borsa una caramella gommosa gialla (al limone?) tutta imperlata di zuccherini e prima che io potessi dirle di no l’aveva già messa in bocca a Calliope (che, da brava onnivora sempre affamata aveva spalancato le fauci).

A quel punto la mia cagnolona, con la caramella mezza in bocca e mezza fuori, ha guardato la signora, poi ha guardato me, poi si è girata verso la signora e, zac!, le ha sputato la caramella sui piedi! La nobildonna è rimasta stupita dal momento che, come ha affermato, si trattava di caramelle biologiche…

Calliope e io abbiamo continuato la nostra passeggiata. E io mi sono chiesto cosa passi mai nella testa delle persone che danno caramelle al limone (biologiche!) ai cani (chissà se ci avrà provato pure con qualche gatto). La mia golden non si sarà comportata da perfetta signora sputando la caramella, ma, come si dice, quando ce vo’ ce vo’.

Foto | Flickr

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I rischi (per voi) della passeggiata con il cane

pubblicato da luca


Mentre in moltissimi vi spiegano perché vi fa bene passeggiare con il vostro cane c’è chi, nel Regno Unito, va contro corrente e vi racconta a quali rischi va incontro chi porta fuori il proprio amico peloso. In Inghilterra, evidentemente, la passeggiata con il cane è un vero e proprio rischio per la salute se una società ha commissionato un sondaggio dal quale è emerso che, solo nell’ultimo anno, oltre un milione e mezzo di cittadini del Regno Unito, si è fatto male. Una statistica sulla quale l’effettiva responsabilità dei cani è decisamente marginale.

Nella “Top Ten” degli infortuni ci sono caviglie slogate, graffi, ustioni da attrito per un uso non corretto del guinzaglio, lussazioni alla spalla per un colpo improvviso del cane, cadute per terra dopo che il cane salta addosso per le feste o morsi accidentali durante i giochi. Ci sono anche “incidenti” un po’ più atipici. Alcuni proprietari hanno detti di essersi slogati la caviglia finendo, durante la passeggiata, con il piede nella tana di qualche animale, altri di aver ricevuto una testata dal cane mentre erano abbassati a fargli le feste (questa ammetto è successa anche a me e più di una volta) o anche di aver urtato un palo o un lampione per una “virata” improvvisa del proprio cane. Ovvio che, per chi un cane lo ha già, non dico nulla di nuovo e, sempre per chi il cane lo ha già, sono cose a cui non badiamo nemmeno. Chi il cane lo vuole deve fare i conti anche con questi piccoli inconvenienti.

Via| Corriere.it
Foto|Flickr

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La filosofia del tempo secondo i cani

pubblicato da Roberto Russo

La filosofia del tempo secondo i cani

A volte, quando porto a passeggio i miei cani, la golden retriever soprattutto, faccio l’esperienza pratica della filosofia del tempo secondo loro.

Può succedere, per esempio, che per qualche motivo io abbia fretta e quindi vorrei accorciare il più possibile la camminata. In questi casi è come se loro lo capiscono e, assumendo un atteggiamento da maestri, vanno lenti, si fermano ad annusare ogni angolino di strada e ogni fogliolina che si muove. Se per caso, poi, provo a mettere loro fretta, magari tirando un po’ il guinzaglio, loro alzano la testa da terra, mi guardano con atteggiamento superiore, e ritornano a fare quello che stavano facendo, non curandosi della mia impazienza.

Finito il giro, torniamo a casa: loro sono tranquilli, io un po’ meno. Però è pur vero che non ho mai fatto tardi per “colpa” loro. Loro, i cani, lo sanno e, ne sono certo!, vogliono insegnarmi che c’è un tempo per ogni cosa: stiamo facendo la passeggiata ora? Bene, facciamola in tranquillità e godiamone appieno. Domani… è un altro giorno!

Foto | Flickr

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Il collare a strozzo non serve allo scopo

pubblicato da luca


La passeggiata con il proprio cane è un momento meraviglioso in cui possiamo stare in pace con il nostro amichetto peloso. Spesso, però, il nostro amichetto non è piccolo e al guinzaglio “soffre” e comincia a tirare come un treno. Diventa un problema da gestire quando si tratta di un cane particolarmente forte o grosso. In molti credono di poter risolvere facilmente il problema con un collare di quelli chiamati “a strozzo”. Questi collari tendono a stringersi al collo del cane appena vengono tirati. Sono collari che possono creare gravi danni ai cani perché l’uomo tende a tirare ogni volta che vuole farsi ascoltare ma il cane ha una soglia di dolore molto alta e quando “ascolta” per il dolore vuol dire che si è già causato danni fisici come, ad esempio, una lesione alla trachea.

Per insegnare al nostro cane a non tirare serve pazienza e dedizione. Se vedete che si agita appena prendete il guinzaglio fermatevi e aspettate che si calmi. Cerchiamo di fargli capire che è lui che deve stare al nostro passo e non viceversa e che chi decide la strada da percorrere siamo noi e non lui. Quando lo portate al parco e vedete che comincia ad agitarsi (per lui quel luogo è fonte di divertimento e vorrebbe essere libero di girovagare) fermatevi e aspettate che si calmi, fatevi guardare negli occhi e chiedetegli di sedersi. Quando sarà tranquillizzato potrete riprendere il giretto. Se poi il cane è “vivace” e ha un’andatura allegra evitate il collare a strozzo e prendetegli una bella pettorina.

Via| Pets & the city
Foto| Flickr

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Cani, pioggia e phon

pubblicato da Roberto Russo

Cani, pioggia e phonIn questi giorni di pioggia portare a spasso i cani è un’impresa: si sta lì pronti per uscire e viene giù uno scroscione d’acqua, allora si rimanda ma Fido – che è abitudinario – si innervosisce; allora provi a uscire camminando rasente il muro come un topo muschiato e sperando che i balconi e/o i cornicioni siano abbastanza ampi da coprire sia te che il cagnolone. A dire il vero, all’amico peloso la passeggiata sotto la pioggia pare che piaccia: si diverte a inseguire le gocce d’acqua, si tuffa nelle pozzanghere, si ferma più del solito visto che la pioggia “scatena” nuovi odori. Se, poi, vivete insieme a un cane come la mia Lilla, la Golden Retriever, che fa pipì e popò solo se sente il fresco dell’erba sulle parti intime, allora capirete che la passeggiata sotto la pioggia oppure dopo che ha piovuto si tramuta anche in mille goccioline fangose per casa.

Lilla, comunque, lo sa: se rientra bagnata se ne va direttamente in bagno e aspetta pazientemente che l’asciughi. Nessuna delle mie tre cagnoline teme il phon, ma quando lo uso per asciugare la Golden dopo una passeggiata sotto la pioggia, succede una cosa curiosa. Daphne, la bassottina, si piazza dietro le spalle della Golden e inizia una personalissima lotta con il phon: intercetta il getto d’aria calda e cerca di morderlo. Se poi, per scherzo, indirizzo il phon verso di lei allora mostra i dentini e mordicchia l’aria come un’invasata. Nel frattempo, la Golden se ne sta lì, immobile, che attende di essere asciugata e di tornarsene sul suo divano (sì, è un cane pigrissimo!)

Qual è il rapporto dei vostri cani con l’asciugacapelli (ammesso che i cani abbiano i capelli)?

Foto | Flickr

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Le ritualità dei cani

pubblicato da Roberto Russo

Le ritualità dei caniNon so i vostri, ma i miei cani sono talmente rispettosi delle (loro) abitudini che li definirei quasi cerimoniosi. Sono così ligi al dovere di fare alcune cose, che quando non le compiono un po’ mi preoccupo…

Una delle cagnoline che vivono con me, per esempio, soffre di epilessia e deve prendere le sue pillole tutte le mattine e tutte le sere. Il rito che mette in pratica è il seguente: non appena mi avvicino al luogo in cui sono le sue medicine, lei se ne scappa in camera e si mette sull’attenti. Io prendo le pillole, le metto in mano e la chiamo: lei – Shalom – solo a questo punto viene verso di me, si siede e prende le sue pillole. E se non le do le pillole non c’è verso di farla mangiare.

Altra ritualità è data dal momento della pappa: a parte il fatto che tutte e tre le cagnolone se ne stanno dietro di me sedute mentre preparo (le ho educate bene, no?), la molla scatta al momento di servire: Shalom corre al suo posticino e si siede subito; Lilla – la Golden Retriever – deve passare tra me e i cassetti di un mobile, appiattendosi, come se non ci fossero altre vie per raggiungere la sua ciotola; Daphne, la bassotta, fa prima due giri su se stessa e poi si fionda sulla pappa.

Continua a leggere: Le ritualità dei cani

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Come scegliere un cane se si vive in appartamento

pubblicato da luca

Scegliere chi sarà il proprio compagno peloso è una scelta molto importante che non va fatta solo con il cuore andando a prendere il primo cane che vediamo in un canile ma anche con la consapevolezza che con lui dovremo raffrontarci al mondo circostante e, spesso, anche ai vicini di casa. Se viviamo in una casa indipendente il problema è meno sentito ma se viviamo in condominio dobbiamo fare molta attenzione per evitare spiacevoli inconvenienti al nostro peloso. Tra le centinaia di cause condominiali che affollano i tribunali moltissime sono proprio a causa di un cane che sporca o che abbaia troppo. Mentre nel primo caso sta alla sola educazione del proprietario sistemare il problema, nel secondo possiamo fare poco o nulla. Oltre ad educare il cane, magari con l’aiuto di qualche esperto perché non abbai per qualunque cosa, dobbiamo sapere quali sono i cani che meglio si adattano alla vita in appartamento.

Tenendo presente che, a prescindere dalle razze, ogni cane fa testo a se e ogni cane ha bisogno di scaricare le tensioni e lo stress. Il cane si rilassa correndo e giocando e, quindi, potete tenere anche un dobermann in un monolocale a patto che lo facciate uscire e passeggiare spesso. Una cosa fondamentale è che ribadiate al cane, quando necessario, che il capobranco non è lui ma voi così da stabilire una gerarchia fondamentale per essere ascoltati. Per le razze, nello specifico, i cani più indicati sono quelli di taglia piccola perché negli appartamenti riescono comunque a girare senza troppi problemi ma questa non è una legge universale. C’è chi ha un pitbull, chi un labrador, chi un dogue de bordeaux. L’importante è che il cane faccia sempre esercizio fisico all’aperto con lunghe e divertenti passeggiate.

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