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I cagnolini, la pipì e la popò

pubblicato da Roberto Russo

I cagnolini, la pipì e la popò

Le ho provate tutte per insegnare ai miei cani a fare i loro bisogni fuori casa: carta di giornale in tutta casa, spray disabituanti, barbatrucchi di varia origine. Alla fine, dopo aver accumulato un po’ di esperienza con vari cuccioli, credo che la soluzione sia molto semplice. La riassumo nel binomio: osservazione e pazienza. È sufficiente, infatti, osservare il comportamento del cagnolino per capire quando sta per fare le sue cose e portarlo fuori. E qui si innesta il secondo punto: la pazienza. È necessario, infatti, portare fuori i cagnolini molte volte durante il giorno e bisogna essere sempre pronti per uscire e poi, anche se magari il pelosotto ha interrotto il film che tanto ci piaceva, mostrare buon viso a cattivo gioco e riempirlo di coccole.

In particolare bisogna portare fuori il cagnolino in queste occasioni (in ordine alfabetico):

  • dopo che ha bevuto acqua
  • dopo che ha giocato
  • dopo che ha masticato a lungo un giochino
  • dopo che si è divertito molto
  • dopo ogni pasto
  • quando inizia ad annusare dei punti in casa
  • quando si sveglia, anche se ha schiacciato un breve pisolino

Ovviamente quando il piccolo fa le sue cose fuori casa bisogna premiarlo e coccolarlo. E se per caso le fa in casa è del tutto inutile sgridarlo. Inoltre può essere utile ripetere una parola (sempre la stessa) quando Fido fa pipì: in questo modo lo si abituerà un po’ a fare pipì a comando (soluzione che può essere utile soprattutto quando è brutto tempo e si vuole tornare prima a casa: si dice la parolina magica e il cane fa la pipì come per magia). A proposito di quest’ultimo punto, la mia Golden fa pipì quando le ripeto il mantra “sciagura a voi” che recitavano i Dodo prima dell’estinzione nel film L’era glaciale. E a dire il vero non so se sia più strano che lei faccia la pipì a comando o io che me ne sto in giro per strada a dire “sciagura a voi”!

Foto | Flickr

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Se il cane si fa la pipì addosso

pubblicato da Mentegatto

cane sottomesso

Un cane che si fa la pipì addosso nasconde dei disturbi? Secondo la veterinaria di Petplace Ilana Reisner, quando il cane è troppo eccitato e non riesce a trattenere la pipì, non c’è da preoccuparsi troppo. Anche se si tratta di un atteggiamento involontario, nel senso che il cane non riesce ad impedirlo, questo comportamento infatti può essere riconducibile alla natura sociale del cane.

Come i lupi, i cani allo stato brado vivono in gruppi ed i loro rapporti sono regolati da una gerarchia. Per facilitare la convivenza e le relazioni all’interno del gruppo, i cani ricorrono ad una serie di manifestazioni fisiche, più o meno complesse, che esprimono aggressività, sottomissione, intenzioni più o meno pacifiche nei confronti di un altro membro.

Nel caso del cane che si fa la pipì addosso, siamo in presenza di un atteggiamento di sottomissione. Per i cani domestici, non è raro che capiti nei nostri confronti, quando il cane ha fin troppo chiaro chi comanda in casa. Quasi sempre sono i cuccioli ed i cani giovani a farsi la pipì addosso. Quando il cane cresce, un po’ come avviene per i bambini che smettono solitamente da soli di bagnare il letto, anche i cani adulti abbandonano questo comportamento.

Continua a leggere: Se il cane si fa la pipì addosso

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Il tuo cane beve molto più del normale? Tienilo sotto controllo

pubblicato da Roberto Russo

Il tuo cane beve molto èiù del normale? Tienilo sotto controlloSe il tuo cane orina più del solito significa che beve molto. E se beve molto più del normale e senza una ragione (cambio di crocchette, caldo, esercizio fisico) vuol dire che qualcosa non va.

L’aumento anormale e non passeggero della sete (in termini tecnici si parla di polidipsia) è uno dei primi segni del diabete, ma può anche essere campanello di allarme per un disturbo renale o epatico, come anche di un’infezione batterica o un disturbo ormonale. In questi casi l’assunzione di molta acqua va di pari passi con il fare tanta pipì (che, sempre in termini specifici, si chiama poliuria). Quindi togliere l’acqua per evitare che Fido faccia tanta pipì significa esporre il cane a una rapida e grave disidratazione mettendo a rischio la vita del nostro amico peloso. Ci sono alcuni umani, infatti, che per evitare che il cane faccia troppa pipì – soprattutto di notte – pensano che la soluzione migliore sia quella di togliergli la ciotola con l’acqua.

Che fare, invece, se noti che il tuo cane beve molto più del normale? La risposta è ovvia: rivolgiti al veterinario che effettuerà le dovute analisi (del sangue, dell’orina…) per capire cosa stia succedendo al cagnolone.

Tieni sott’occhio il tuo cane soprattutto se è anziano dal momento che i cani in là con l’età possono soffrire di insufficienza renale cronica.

Foto | Flickr

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I bisogni dei cagnolini: sicuri che il foglio di giornale sia il miglior metodo educativo?

pubblicato da Roberto Russo

I bisogni dei cagnolini: sicuri che il foglio di giornale sia il miglior metodo educativo?

Molto pratica e facile da gestire, la tecnica del foglio di giornale o della traversina assorbente per insegnare al cagnolino a fare pipì è consigliata da numerosi allevatori e dog trainer. Gli effetti, quasi immediati, sul cagnolino tranquillizzano gli umani che rinviano a un secondo momento l’insegnamento di fare pipì e popò fuori. E a quale punto saranno dolori.

Fin dalla quinta settimana di vita, mamma-cane insegna ai cuccioli a fare i bisogni lontano dal posto in cui mangiano e in cui fanno le ninne e, se possibile, in un luogo con terra o sabbia. Il cagnolino, quindi, imparerà subito a fare pipì e cacca sul giornale/traversa che, spesso, è collocata in un angoletto della casa; il fatto poi che ogni volta che fa centro riceva una ricompensa dall’uomo rafforza tale comportamento. Ma questo metodo, per quanto di immediata utilità, produce proprio l’effetto contrario a quello desiderato: il cagnolino non impara a trattenersi e la fa quando gli scappa. Inoltre, non fa i suoi bisogni quando sta fuori ma aspetta di rientrare per farli nell’angolino che gli è tanto caro. La soluzione che si adotta in questi casi è quella di portarsi appresso il giornale o la traversa con qualche goccia di pipì del cane, metterla a terra fuori casa e supplicare il batuffolo peloso di farla. Con il risultato che Fido non ci capisce più nulla: dove la devo fare?

Che fare, dunque? Inizia a fargli capire dove fare pipì non appena il cane entra in casa. Portalo sistematicamente fuori in quei momenti è più probabile che la faccia: dopo aver mangiato, appena sveglio o dopo aver giocato. Portalo sempre nello stesso posto in cui potrà ritrovare tracce olfattive e, ovviamente, fagli mille feste quando fa i suoi bisogni fuori. Funziona, credetemi: ci sono riuscito con quella testona della mia golden retriever.

E se gli scappa qualche volta in casa? Nessun problema: pulite per bene dove l’ha fatta e non ditegli nulla (non fate gli stupidotti strofinandogli il naso sopra: lui lo sa che si tratta di roba sua!). Armatevi di pazienza: più o meno all’età di quattro mesi il cagnolino avrà appreso per bene a essere pulitissimo!

Foto | Martyn Hutchby

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