Essere gattari è una questione seria: è un modo d’essere, una scelta di vita senza ritorno. Eppure, per essere una faccenda così definitiva, ha dei contorni alquanto labili. Chi è, il gattaro? Qual è la definizione più adatta per una categoria che, spesso, sfugge più dell’oggetto del suo culto?
Una prima classificazione riguarda quelli che io definisco di tipo A: persone che si prendono cura di una colonia, offrendo cibo, cure e riparo ai gatti. Il gattaro di tipo A ha solitamente anche dei gatti residenti nella propria abitazione. Sono gatti che vengono dalla condizione di randagi e che, particolarmente malconci, hanno avuto un posto assicurato in casa. Il gatto malconcio si riprende dalla malattia circa due ore dopo il suo ingresso in casa, ma finge improvvisi e prolungati colpi di tosse appena il gattaro pensa di reinserirlo nella colonia.
Il gattaro di tipo B, invece, non si prende cura di alcuna colonia. Ha due o più gatti nel proprio appartamento e fornisce occasionalmente stalli a gattini che mollerà al gattaro di tipo A. Devoto ai propri mici, al punto di non allontanarsi da casa più di un giorno, saltuariamente offrirà anche cibo ai gatti di passaggio.
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A volte mi capita di incrociare qualcuno, in un negozio o alle poste. Un’occhiata furtiva, dei graffi sulle mani, dei peli sulla giacca, una valutazione rapida e un lampo negli occhi: so chi sei, e sai che io so. Camminiamo tra di voi, apparentemente siamo identici a voi, ma abbiamo un segreto: siamo degli iniziati.
Il gattaro, in realtà, è facilmente riconoscibile. Essendo una categoria stramba e, a volte, da evitare, vorrei aiutare i non adepti a identificarci tra la folla. Primo segnale: se una donna ha una gonna e indossa dei collant chiari, portando in giro degli stinchi che sembrano dei pastori bergamaschi, probabilmente non ha problemi di irsutismo, ma di gatti coccolosissimi.
Secondo segnale: se la persona seduta davanti a voi in treno ha un cuscinetto di peli bianchi integrato nei calzoni, si sarà seduto sulla sedia del gatto per allacciarsi le scarpe prima di uscire. Terzo segnale: la ragazza inginocchiata per strada sotto le cassette della frutta accatastate all’esterno del supermercato non ha perso l’orecchino, ma cerca l’autore del miagolio che solo lei ha sentito.
Un ultimo consiglio: mai attaccare discorso con un gattaro sconosciuto: ne trarrete piacere solo se già siete gattari. In caso contrario, porterete a casa solo sguardi di commiserazione e mezze frasi scontrose. Se proprio volete attaccar bottone, non pronunciate mai frasi del tipo “i gatti saltano ovunque” o “i gatti sono agilissimi”, “il gatto si affeziona di più alla casa” e “che animale misterioso”: verrete scoperti e congedati immediatamente. Il gattaro è logorroico solo coi propri simili, solo con chi sa.
Foto | Flickr
Questo video è la prova che gli amanti dei gatti, per non parlare dei veri e propri gattari, hanno in fondo qualcosa che non va. Sono sicura che sia questo il pensiero del gatto rosso alle prese con un padrone a dir poco originale ed ostinato.
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Dopo il decalogo del buon padrone di cane in condominio, arriva anche quello per Micio che deve imparare le buone maniere: non c’è nulla da fare. A pensarla così sono proprio gli animalisti che tifano felini dalla mattina alla sera. Questi signori e signore si sono perfino riunite a tavolino per scrivere una specie di vademecum con tanto di diritti e doveri per una pacifica convivenza micio-uomo.
Perché lo sentiamo dire ovunque, più volte anche noi di petsblog siamo tornati sull’argomento degli animali nei condomini italiani, dove si litiga e molto anche per colpa delle 300mila colonie feline che vivono nelle nostre case, capaci di lievitare fino a quota 3.000.000, se si pensa anche a tutti quei gatti randagi tutelati a livello nazionale dalla legge 281/91 e dalle rispettive leggi regionali di tutela degli animali.
Ecco allora che a guardare il pelo nell’uovo, si finisce per litigare, come confermano le oltre 5.000 richieste di consulenza arrivate agli sportelli dell’Associazione animalista Aidaa che ha stilato un elenco di regole a misura di gatto, nonostante a monte basterebbe solo l’uso del buon senso:
1. I gatti presenti in colonie riconosciute che vivono negli spazi condominiali sono tutelati dalla legge 281 del 1991 e dalle leggi regionali di attuazione, che garantiscono ai gatti diritto di territorialità e libero transito, diritto all’alimentazione, e diritto di ricovero.

Se state progettando una gita nei dintorni di Milano, cogliete al volo l’occasione e portate con voi il vostro cucciolone. Al Tearose di Monza ci sono celebrazioni in onore di BB, Brigitte Bardot, fino al 14 giugno. In questa occasione, per rendere omaggio alla sua passione per gli animali, domenica 23 maggio, dalle 13 alle 19, verrà allestito un set fotografico per i vostri amici animali.
Ma non è tutto: ci sarà persino uno stilista per dare una sistematina al vostro cane o gatto (non so se vale anche per i criceti) prima di essere fotografato come un vip. Dimenticavo: le foto potrete farle insieme e verranno esposte nella giornata conclusiva dell’evento.
Via | Vanity Fair
Foto | Flickr

Hanno la forma di un carroarmato, di un camion dei pompieri o di un velivolo, le divertenti e colorate casette di cartone per gatti in cerca di divertimento in vendita online, bizzarre e istrioniche al punto che fanno pensare se piaceranno più ai vostri gatti oppure ai vostri pargoli, se ne avete in casa.
Ecologiche e facili da montare, seguendo i tratteggi e le linguette come si costruivano le case di bambole di carta oppure i trastulli ritagliabili d’un tempo, non sappiamo bene quanto tempo resisteranno queste dimore alla curiosità e ai movimenti a volte esagerati dei mici, ma intanto sono davvero carine da vedere e regalare (32,00-34,99 $).
Foto | inhabitots

Condomini inviperiti per la pipì del micio del vicino sullo zerbino, dal pelo di gatto trovato nell’androne, fino a questioni di lana caprina su colonie feline presenti in condominio o nelle adiacenze dei condomini (oltre il 55%), gatti domestici che vivono in casa ma oggetto di lamentela da parte dei dirimpettai per i motivi più svariati motivi (27%), utilizzo di spazi comuni del condominio da parte dei mici (ci sono state 24 segnalazioni di divieto di gatti in ascensore condominiale anche se nel trasportino).
Fatto sta che sono raddoppiate le liti condominiali aventi come oggetto la presenza dei gatti: ben 5.800 le richieste di consulenze pervenute dall’inizio del 2010 all’Aidaa, come conferma il presidente Lorenzo Croce:
L’incremento del 95% delle richieste di consulenza in questi primi quattro mesi del 2010 sono un dato positivo in quanto cresce da una parte la coscienza civile dei proprietari dei gatti, ma anche di coloro che lamentano questa presenza e dagli stessi amministratori di condominio che si rivolgono a noi spesso solo per aver dei suggerimenti, ma questo aumento rappresenta di fatto anche la crescita di credibilità degli sportelli online di Aidaa per la tutela degli animali in condominio e sopratutto sono il riconoscimento dell’ottimo lavoro fatto dai nostri legali volontari diventati un punto di riferimento nazionale nella ricerca di soluzione a queste vicende.
Foto | Flickr

Sono in molti a trascorrere gli ultimi anni della loro vita accanto a un cane, un gatto o chissà quale altro animale d’affezione: 6 milioni gli anziani che possiedono in particolare cani e gatti, mentre non si contano pesci, tartarughe, uccelli e piccoli roditori a fargli compagnia dall’alba al tramonto.
Per almeno due milioni di anziani (in prevalenza donne) l’animale domestico è la sola o comunque la maggiore compagnia quotidiana: per questo motivo, si pensa a come garantirgli una vita dignitosa, quando Fido o Micio sopravvive a questo inesorabile appuntamento al quale nessuno di noi può mancare all’appello.
Ecco che allora entra in gioco la decisione di AIDAA di far nascere un nuovo servizio legale totalmente gratuito al quale si può accedere sia online che mediante consulenze dirette: il servizio legale di tutela degli animali nel testamento, dove trovare un esperto per ricordare con un lascito o con un’altra forma di ricordo tangibile il proprio animale domestico.
Foto | Flickr

Si chiama Sockington ed è un utente di Twitter che, attraverso la voce del suo gatto, dà consigli sul modo di curare il proprio animale domestico. Al momento oltre mezzo milione di persone ascoltano alla lettera pillole che di solito ci dispensano i vari veterinari di turno; dettagli che ci aiutano a insegnare al nostro micio come si deve prendere cura della sua igiene personale o quanti pisolini possiamo concedergli al giorno. Ormai è una star a portata di mouse.
In realtà dietro Sockington c’è la storia e quanto combina ogni giorno il gatto domestico di Jason Scott, 38enne esperto di computer che vive a Waltham, in Massachusetts. Ha dell’incredibile, ma il sito Cnet racconta che Scott ha “twittato” (ossia mandato messaggi brevi sul popolare sito di microblogging Twitter) facendo finta di vedere il mondo con gli occhi di un micio. Tenendo conto delle esigenze del vostro peloso amico a quattro zampe e finendo per trovare un esercito di seguaci abituati a leggerne i pensieri!
Visto che la notizia l’abbiamo letta ieri, viene da chiedersi se non sia un pesce d’aprile il racconto di un’anziana e facoltosa vedova, abitante fra Roseto e Silvi, in provincia di Teramo, che fino a pochi mesi fa condivideva la casa con tre gatti di cui due ancora vivi e vegeti, mentre Filippo, gatto soriano, è morto ma è al centro dei nostri discorsi visto che per l’ultimo viaggio ha ricevuto un trattamento come e più (forse) di una cara persona scomparsa ormai per sempre.
C’è da dire che la signora ha applicato il detto che prevenire è meglio di curare, mettendo da parte i soldini per assicurare ai suoi amici a quatro zampe un ultimo viaggio con i fiocchi visto che, per ciascuno, ha aperto un libretto di risparmio con poco meno di 12mila euro. Per il momento la somma gli è bastata per procedere con una sepoltura a Filippo proprio come fosse un essere umano in carne e ossa. Ovviamente curata nei dettagli da un’impresa di pompe funebri.
Bara a misura di gatto costruita a tempi da record, provvista di imbottitura di raso lucido e una copertina in miniatura. Toeletta al defunto e camera ardente allestita con gli immancabili ceri e fiori a incorniciare la salma, ovviamente disposta nel salone della casa dell’anziana, dove la signora ha trascorso le ultime accanto a Filippo, prima del distacco dalle spoglie mortali. Immancabile il fotografo che ha immortalato la cerimonia funebre (laica): ma voi, quando vi è morto il gatto o il cane, dove e come lo avete sepolto?
Via -Foto | Ilcentro