
E’ una storia che riporta alla mente quella di Aura, la povera cagnolina bruciata viva qualche mese fa sempre in Puglia. Questa storia ha, almeno per un caso, un lieto fine. In questa storia i protagonisti sono quattro e sono quattro cuccioli trovatelli che erano in affidamento all’associazione Quattro-cani-per-strada di Taranto. Questi quattro cuccioli erano in questa casa in costruzione, abbandonata da tempo ed adibita a rifugio di fortuna, quando ignoti li hanno prelevati per ucciderli. Due di loro non ce l’hanno fatta, cuccioli che oggi sare di uno si sono perse le tracce e Michy, l’ultimo è stato trovato. Presente gravi ustioni su tutto il corpo ma, almeno, è vivo.
Quello che denuncia Anna Mezzapesa, presidente dell’associazione, è la totale indifferenza di chi, vivendo vicino al luogo del misfatto e sentendo, per forza di cose, i guaiti dei piccoli cuccioli, che non solo non si è degnato di andarli ad aiutare ma non ha nemmeno alzato la cornetta per telefonare ai carabinieri. questi gesti di gratuita e atroce violenza dovrebbero far riflettere le autorità sul tessuto sociale che si sta creando sul territorio e che potrebbe portare ad una spirale di violenza non più controllabile.
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Un nuovo episodio di violenza gratuita ed immotivata ha colpito la regione Puglia. Dopo le brutte vicende del cane Aura e del canile di Matino, veniamo a conoscenza di un gravissimo avvenimento a Taranto. Al quartiere Paolo VI gira da tempo un cane randagio. Un meticcio buono e socievole con tutti tanto da essere definito il cane di quartiere. Nella zona gli abitanti gli danno da mangiare e lo coccolano e lui dispensa il suo amore tra tutti i cittadini di quella zona. Non tutti, però, sapevano apprezzare tutto questo. L’altra sera il cane è stato legato ad un palo, torturato e addirittura accoltellato. Solo per un miracolo è riuscito a scappare ai suoi aguzzini e ad allontanarsi. I guaiti del cane hanno richiamato l’attenzione dei cittadini tanto che uno di essi ha visto tutto e ha urlato facendo scappare i ragazzini autori di questa barbarie.
Un abitante del quartiere l’ha notato e ha chiamato immediatamente l’ENPA che, accompagnata dalla polizia municipale, ha provato ad aiutare questo cane. Il cane, evidentemente sotto shock, appena riuscito a liberarsi è scappato a nascondersi senza lasciarsi aiutare. La fiducia che aveva negli uomini, evidentemente, è andata in fumo a causa di questi piccoli esseri sconsiderati. Rosanna Pisani, la responsabile dell’ENPA della città pugliese, ha parole molto dure per l’accaduto:
«Quel cagnolino non aveva mai fatto male a nessuno. Era tanto buono, non era mai stato aggressivo. Purtroppo non è la prima volta che i cani vengono brutalizzati. Qualche tempo fa dei cuccioli furono legati ai binari della ferrovia. Io stessa ne ho salvato uno. I responsabili vanno individuati e puniti. E io non credo a chi scarica la paternità di quest’episodio a persone che hanno disturbi mentali. Penso che gli autori possano essere altri»
Via | Quotidiano di Puglia
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