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Tutti gli articoli con tag storie di gatti

Gatta sopravvive a ben due tentativi di eutanasia

pubblicato da Barbara


Una storia strappalacrime, vi avviso, ma per fortuna a lieto fine. Scrivono sull’ Huffington Post che nello stato americano dello Utah, Andrea, una micia grigia tigrata con le zampette bianche, da più di 30 giorni era senza un padrone e nessuno voleva adottarla. Le autorità allora come da procedura l’hanno sottoposta ad esalazioni di gas per farla sopprimere.

Ma per ben due volte le pestilenziali esalazioni hanno fatto cilecca, perchè Andrea sì, ha vomitato ed è andata in ipotermia, ma di andarsene non ne ha voluto proprio sapere. Allora vedendo cotanto attaccamento alla vita, gli addetti ai lavori hanno deciso di non andare oltre, di salvarla e di darle un’altra opportunità per trovare una famiglia.

Cosa che è puntualmente successa così la gatta, anche se un po’ provata, ha avuto la gioia di una casa nuova a di tanto affetto. Il caso intanto ha aperto una querelle, perchè i volontari del posto sostengono che per sopprimere un animale, la cosa più indolore è l’iniezione mentre il gas fa soffrire molto di più. Ma forse era Andrea che aveva da giocarsi ancora due delle famose nove vite!

Foto | Flickr

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Sette incredibili storie di gatti

pubblicato da Roberto Russo

Sette incredibili storie di gatti

Spesso le cronache sono piene di storie di cani che hanno dimostrato lealtà incondizionata nei confronti dei loro amici umani. Ma i gatti non sono da meno, soprattutto quando si tratta di situazioni estreme: secondo il dr Paul Maza, veterinario consulente presso il Feline Health Center della Cornell University di Ithaca, New York, i gatti sono molto adattabili. Ecco alcune storie “incredibili”:

  • Andrea, la gatta con veramente nove vite: Andrea è una gatta randagia completamente nera ed era stata inviata alla camera a gas per essere soppressa (pratica diffusissima in America, come testimonia anche il romanzo Dalla parte di Bailey). Accertata la morte, Andrea è stata messa nella sacca per lo smaltimento. Dopo circa 45 minuti che si trovava nella sacca, Andrea ha miagolato: era molto spaventata ma viva! Ora Andrea è diventata testimonial contro la crudeltà della camera a gas per gli animali.
  • Buddy, il salvatore di uomini: a Long Island (New York) mentre Carl Kryszak dormiva placidamente sulla sua poltrona preferita, il suo appartamento andava a fuoco e c’era fumo dappertutto. Buddy, il suo gatto nero e bianco, non si è certo spaventato ma è saltato in braccio a Carl avvisandolo del pericolo e così i due sono riusciti a mettersi insieme in salvo.
  • Dixie, il gatto resuscitato: quando nel 1999 dissero a Gilles Delany, a Birmingham in Inghilterra, che Dixie, il suo gatto, era morto sotto una macchina, lei non voleva crederci. Dopo otto anni, per puro caso, il micio fu ritrovato da alcuni operai: si trovava a diversi chilometri da casa. Delany e suo marito non erano più nella pelle per la gioia!
  • Jack, nel cuore degli americani: Jack, un gatto norvegese delle foreste, era scomparso nell’aeroporto JFK di New York durante un viaggio con il suo umano. Era il 25 agosto 2011. L’American Airlines ha cercato il gatto per oltre due mesi, assumendo anche un detective. Quando tutte le speranze erano ormai andate perse, il gatto ha sfondato un pannello del controsoffitto del Terminal 8. Jack era terrorizzato e debolissimo ed è stato ricoverato subito in una clinica veterinaria, mentre il suo amico umano si precipitava da lui. Purtroppo Jack è morto pochi giorni fa, il 6 novembre.
  • Jessie, il gatto che fa trekking: dopo aver attraversato l’Australia con la sua umana Sheree Gale, un gatto tigrato di nome Jesse è scomparso. Circa un anno dopo, però, Jesse si è rifatto vivo nella sua vecchia casa, a quasi tremila chilometri di distanza. Secondo Sheree Gale, Jesse deve aver percorso tutti quei chilometri a piedi, dal momento che odiava andare in macchina.
  • Sammie, il gatto cieco che torna a casa dopo un anno: è bastato un attimo di distrazione da parte della sua umana Karen Hansen e Sammie, gatta di tre anni, cieca, era scomparsa. Karen non si è data pace e ha tappezzato Brooklyn di volantini, oltre a fare un’intensa campagna di ricerca via internet. Alla fine, dopo un anno, Sammie, non si sa come, è riuscita a tornare a casa.
  • Willow, la gatta autostoppista: l’avventura di Willow inizia cinque anni fa a Boulder, in Colorado, quando Willow lascia la sua casa per trasferirsi nella Grande Mela (almeno questo è quello che si ritiene le passasse nella mente!). Arrivata in un rifugio di New York il microchip ha rivelato che si trattava di un gatto del Colorado: secondo gli esperti si è trattato di un gatto autostoppista, dal momento che oltre 2800 chilometri a piedi sarebbero troppi per un micio.

Foto | Flickr

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Io sono un gatto: il romanzo di Natsume Soseki

pubblicato da M. Barbara

Statua desccritta nell'articolo
Per noi amanti degli animali è sempre piacevole leggere romanzi che parlano di loro. In quanto amante dei gatti, ho scovato un testo edito da Neri Pozza che si intitola Io sono un gatto, scritto da Natsume Soseki. Il gatto in questione non è particolarmente bello ed è anche spregiativamente conosciuto come “senza nome”. Tuttavia sarà proprio attraverso il suo spirito di osservazione che potremo entrare nel Giappone del XX secolo.

Non vi aspettate un libro di azione: il nostro eroe non corre, non interagisce con gli uomini, non parla come loro, non salva vite e non mangia lasagne come Garfield. Lui osserva, si pone degli interrogativi, cerca di studiare il mondo umano in cui si è ritrovato a vivere e ci conduce lentamente in un mondo a noi tanto lontano da sembrare impossibile che alla fine di questo lungo racconto siamo in grado di percepirne l’atmosfera.

Non temete, non si tratta di un libro difficile da digerire: la narrazione è snella e piacevole. Vi basterà leggere i commenti di quanti ne sono stati conquistati per farvene un’idea. Soseki inoltre è considerato uno dei massimi scrittori giapponesi. Quindi, se nel cuore avete il sol levante e i gatti date un’occhiata a questo originale romanzo. Una curiosità: la foto che vedete ad inizio articolo ritrae una statua a forma di gatto posta nel luogo in visse l’autore.

Foto | Flickr

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Casper, addio al gatto pendolare

pubblicato da RondoneR

Chissà se anche per lui faranno un film. Certo che la sua storia non ha nulla da invidiare a quella di Hachiko. Casper, il gatto pendolare, è ormai una leggenda. Lo era già in vita, oltre i confini di Plymouth, in Inghilterra, ma ora la sua morte sulla strada, lo consacra a livello mondiale.

Certo, nessuno si consola per questa conseguenza, ma il riconoscimento della fama di Casper è il minimo che possiamo fare. Per 4 anni questo gattone (siberiano non purissimo) meraviglioso è salito sui mezzi pubblici inglesi, accompagnando passeggeri ed autisti, facendoli innamorare tutti della sua gentilezza, per la sua educazione e la sua puntualità. Tante le foto che gli hanno scattato (ne trovate alcune nella galleria a fine post).

Una volta salito sul bus (linea 3), era solito mettersi seduto, ma solo se c’era un posto libero, altrimenti girava tranquillo fra le carezze dei passeggeri alle quali rispondeva spesso con fusa sonore. Al capolinea poi era festa con gli autisti, i quali, ormai lo avevano imparato, al ritorno lo lasciavano alla fermata davanti alla sua casa. Casper scendeva offrendo un’occhiata alle sue spalle, ringraziando per il giretto e per la compagnia.

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