
Per tenere la mia gatta lontana, è sufficiente lo scrosciare del rubinetto. Perciò sono sempre molto perplessa nelle interminabili giornate di pioggia come queste. È sul chi vive, è molto nervosa e questo è normale, visto che accade anche a noi umani di non essere al massimo dopo una settimana di brutto tempo.
Di curioso c’è che nelle giornate piovose mi chiede di uscire più del solito, incurante dell’acqua che, malgrado qualche riparo, le gocciolerà inevitabilmente in testa. Ieri è uscita cinque volte. Per poi correre dentro casa arruffata e miagolante come se fossimo stati noi, padroni sciagurati, a lasciarla fuori.
I vostri gattoni come si comportano in giornate come queste? Sono curiosa di sapere se ce ne sono in giro altri come la mia o se qualche lettore di Petsblog tra i più informati sa darmi ragione di questo comportamento.
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Ecco la storia che mi ha fatto riflettere. A due passi da casa mia è stata investita una gattina. L’automobilista ha proseguito come se niente fosse. Questo comportamento, di per sé già grave, fa riflettere per un particolare: la micina è stata messa sotto davanti ad uno studio veterinario. Parliamo di una piccola stradina, non di una statale, non di una strada di una grande città in cui decine di auto si inseguono a velocità sostenute.
Il mio cervello ha fatto un balzo indietro. Mi sono ricordata di quando ho discusso con un mio parente spiegandogli che le cinture non vanno indossate perché potresti incontrare il posto di blocco dei carabinieri, ma perché ti salvano la vita se hai un incidente.
In entrambi in questi casi, le persone coinvolte nei reati ragionavano: se nessuno mi vede faccio come voglio. Una legge che punisca severamente chi fa del male agli animali è fondamentale. D’altra parte, superando la rabbia, bisogna ragionare in modo costruttivo. È necessario coltivare una diversa mentalità, perché alla prossima curva l’automobilista,nel mio caso, vada piano, sapendo (come sanno tutti quelli che abitano in zona) che è una strada piena di gatti (e bambini).
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Per la serie incredibile, ma vero, ecco una storia accaduta realmente, che non mancherà di commuovervi. Michela è una ragazza di Abano che adotta animali in difficoltà. Tempo fa le hanno proposto una gattina rimasta cieca e Michela l’ha presa con sé, pur avendo già altri due gatti ed un cane.
Quello che Michela non poteva certo immaginare è che ad occuparsi della micina, battezzata Emi (la foto nel post però è generica, non è un suo ritratto), sarebbe stata la sua cagnolina Ida, che l’ha aiutata, confortata, difesa dagli estranei e addestrata a muoversi per casa.
Il legame tra i due animali è talmente forte che Ida ha cominciato ad assumere comportamenti tipici di Emi, come pulirsi il pelo prima di andare a dormire (insieme, naturalmente). In casi come questi possiamo ben dire che l’unione fa la forza: la buona volontà di un essere umano e l’istinto di una cagnolina sono stati imbattibili per restituire amor proprio e fiducia al piccolo felino.
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