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Tutti gli articoli con tag tartarughe

Associazione Liberatarta e Tartaclub: per gli amanti delle tartarughe

pubblicato da M. Barbara

Tartaruga

Giusto ieri vi parlavo di tartarughe con una simpatica gallery. Oggi ho scoperto che esiste l’associazione Liberatarta, che si propone di creare un po’ di discussione intorno al mondo di testuggini e tartarughe, riguardo al loro allevamento, e una rete di confronto con le associazioni che si occupano di ambiente. Promossa da Liberatarta anche il Tarta Expo che si è tenuto a Milano qualche giorno fa. Il sito dell’associazione è per il momento sguarnito.

Ricco invece quello del Tarta Club Italia, dove ho scoperto che il 23 maggio si festeggia l’undicesima Giornata Mondiale della Tartaruga. E voi lettori di Petsblog, parlo con gli amanti delle tartarughe, che mi dite: fate parte di qualche associazione? Le ritenete utili?

Foto | pamramsey

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L'abbandono riguarda anche le tartarughe

pubblicato da luca

Nel nostro post sulle divergenze di opinioni sull’effettiva diminuzione degli abbandoni veniva discusso il fatto che gli abbandoni non erano diminuiti ma si erano “spostati” su specie animali diverse dai cani. Un’ulteriore testimonianza di questa cosa arriva dall’AIDAA tramite le pagine di Nova Firenze. Lorenzo Croce, presidente dell’associazione animalista, ha lanciato l’allarme riguardo al sempre più frequente abbandono delle tartarughe d’acqua. Nell’ultimo anno, secondo le stime, sono stati abbandonati 35000 esemplari creando grossi problemi all’ecosistema visto che le tartarughe crescono, diventano aggressive e voraci.

Se decidete di prendere un animale pensateci cento volte. Anche se non è un cane o un gatto, è pur sempre un essere vivente che ama e soffre come gli altri. Non importa se non scodinzola o non fa le fusa e il suo corpo non è coperto di peli ma di piume o squame. L’abbandono è un crimine. Informatevi bene sull’animale che intendete prendere. Se volete, ad esempio, una tartaruga sappiate che, le specie più comunemente vendute nei negozi, crescono, e anche molto. Se non siete disposti a trovarvi un guscio di 20cm di diametro che gira per casa è meglio desistere.

Foto| Flickr

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Come gli animali affrontano i cambiamenti meteo

pubblicato da luca



Il nostro paese, almeno al nord, è bersagliato da diverse settimane da una situazione meteorologica non certo entusiasmante. Gli umani risentono dei cambiamenti del tempo e lo stesso succede ai nostri amici animali. Loro sentono molto prima di noi i cambiamenti climatici in arrivo e reagiscono di conseguenza. Per capire se il nostro pet è meteoropatico basta osservarlo con cura. Il nostro cane e il nostro gatto possono apparire più agitati del solito quando si avvicina un forte vento o dimostrarsi giù di tono quando varia la pressione atmosferica per l’avvicinarsi di un temporale. Le tartarughe possono rimanere chiuse nel carapace più tempo del solito e i pesci nuotare molto lentamente.

Noi possiamo fare purtroppo poco per ostacolare questi cambiamenti. Spesso sono umorali e, se il cane o il gatto sono agitati, si può provare a tranquillizzarli con fiori di Bach o altri rimedi omeopatici se lo stato di agitazione si protrae a lungo. Tenete presente che la scarsa mobilità degli animali può essere anche dovuta a delle artriti o a dei reumatismi che, con l’accentuarsi dell’umidità, tornano farsi sentire. Se vedete il vostro amico che fatica a stare in piedi o zoppica parlatene con il veterinario.

Foto| Flickr

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Anche le tartarughe, nel loro piccolo, si incavolano

pubblicato da Graziella

tortugaUn mio amico mi ha iniziata a un mondo lontano anni luce da quello di noi gattari, presentandomi le sue due tartarughe anzi, le sue testuggini: Nica e Nico. La dinamica coppia di venticinquenni è comodamente residente in un giardino della parte alta di Napoli. Quando, anni fa, i pargoli della famiglia manifestarono il desiderio di avere un animale, la praticità danese della madre e la sicula calma del padre suggerirono un animale che potesse cavarsela da solo durante le assenze della famiglia, cibandosi delle piante e dei fiori del giardino-ristorante.

Così fece il suo ingresso Nica che, a dispetto del nome che in siciliano vuol dire “piccola”, è cresciuta senza ritegno. Si pensò che Nica dovesse avere un compagno, e così venne preso il povero Nico. Se conosceste la femmina, capireste la ragione per la quale uso l’aggettivo “povero”: mi scuso coi padroni, ma la testuggine è insopportabile. Se provi ad avvicinarti, lei ti guarda incavolata e ti soffia come una misantropa anziana e sdentata. A Nico non va meglio: ogni suo tentativo di seduzione, negli anni, si è concluso con contusioni varie inflittegli dalla zitella piena di contegno che, per meglio sottolineare la propria avversione, è solita inseguirlo per picchiarlo con più agio. A me va bene questa rivendicazione di tematiche femministe, ma perché infierire?

Anni fa, poi, ci fu il mistero delle uova, trovate in giardino e mai schiuse. Probabilmente, però, erano opera della tartaruga dei vicini, in vacanza nel giardino del mio amico. Passioncelle estive… La vita di Nico, con gli anni, è diventata sempre più ascetica: si accontenta di stare vicino alle amate piante grasse, senza lamentarsi. Nica, invece, sovverte ogni stereotipo sulla lentezza di questi animali: scompare e riappare in vari angoli del giardino con velocità impressionante e, sempre, con un’aria un po’ truce. Ho letto che le femmine sono più grandi dei maschi, ma lei non si è accontentata, ed è arrivata a una mole che potesse umiliare il povero compagno.

La strana coppia per anni è andata in letargo con precisione assoluta, seppellendosi e riapparendo sempre negli stessi giorni di fine ottobre e fine marzo. Negli ultimi anni, però, si sono impigrite, e capita che si seppelliscano a metà o che spuntino dal terreno in qualche giornata calda di febbraio. Sembra che, in cattività, questi animali possano arrivare a un’età più che veneranda: spero che il timido Nico, se non si suicida prima, possa un giorno trovare una coinquilina meno asociale. Ma sono convinta che Nica picchierebbe anche lei.

Foto | Flickr

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