
Questa notizia ha, a dir poco, del vergognoso. Stando a quando sostiene il Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Marco Meloni. Secondo il nuovo redditometro, per ora ancora solo in fase sperimentale, chi ha la facoltà di far curare adeguatamente il proprio cane deve essere una persona facoltosa e, quindi, un potenziale evasore fiscale. Cani, gatti e altri animali di compagnia sono, a questo punto, equiparati a beni di lusso (con tutto il disprezzo che posso provare per questa affermazione).
Il dottor Meloni fa il punto della situazione su questa situazione paradossale. Non solo abbiamo, sulle spese veterinarie, la pressione fiscale più alta d’Europa ma sono state anche ridotte le detrazioni fiscali per le cure veterinarie e l’IVA su cure e alimenti è al massimo possibile.
È strano perché prima si fa un gran parlare (giustamente) di amore per gli animali ma poi non si fa altro che disincentivare l’arrivo di un nuovo ospite caricando su una famiglia una enorme quantità di spese.
Se c’è una legge è il caso che, una volta ogni tanto, questa venga applicata. Esiste una legge, l’art 544 del codice penale, in cui viene espressamente vietata la soppressione di un animale “per crudeltà o senza necessità” pena la reclusione. I fatti in questione si sono svolti a L’Aquila oramai sette anni fa. L’ASL è stata chiamata da un signore che lamentava la presenza di nove cuccioli randagi nella sua proprietà. Il soggetto ha chiamato, appunto, l’Asl chiedendo di prendere i cani e di portarli in canile. Invece che portare i nove cuccioli in una struttura adeguata il direttore dell’Asl locale ha deciso per la soppressione degli stessi cagnolini adducendo un motivo a dir poco strano come quello di “pericolo per ordine pubblico”.
La legge, però, parla chiaramente e stabilisce che la soppressione per eutanasia possa essere effettuata solamente per motivi di comprovata pericolosità o per gravi problemi di salute. Come conferma l’ufficio legale della LAV la legge attuale
“conferma invece che il rapporto tra animali e loro eventuali ‘padroni’ deve rispondere a nuovi obblighi e responsabilità per i quali il ‘proprietario’ non ha più la libera disponibilità dell’animale, né può infliggere sofferenze o togliergli la vita inutilmente”
Il direttore dellAsl e il veterinario reo di questo crimine sono stati ora condannati in appello a due mesi e dieci giorni di reclusione.
Via| Abruzzoweb
Foto|Flickr

Al giorno d’oggi non c’è più da stupirsi di nulla, nemmeno di un cane che sia allergico all’erba! Jaxs è un jack russell di otto anni che vive nel Regno Unito. Jaxs ha, come detto, una terribile allergia all’erba che gli crea enormi problemi durante le sue amate passeggiate. È talmente allergico che basta il contatto con un singolo filo d’erba per fargli perdere ciuffi di pelo e venire piaghe sulle sue zampette. La sua padrona Maria non sapeva di cosa si trattasse finché il veterinario non ha fatto delle analisi e scoperto l’allergia.
Ora Jaxs gira con due paia di bellissimi “stivaletti” che lo proteggono e gli permettono di fare le sue amate corse in tutta tranquillità. Inizialmente, dice Maria, era un po’ titubante (come dargli torto) ma adesso va a prendere gli stivaletti ogni qualvolta decida di fare una corsetta in giardino. Jaxs ha talmente chiaro il bene che gli portano gli stivaletti da essere diventato molto protettivo nei loro confronti tanto da dormirci assieme.
Via | This is Devon

Chissà se sta accadendo anche da noi, negli Stati Uniti sempre meno proprietari si rivolgono ai veterinari, un declino inesorabile iniziato dal 2009. Sarà la crisi? A quanto pare uno studio eseguito da una clinica veterinaria ha trovato molteplici risposte alla tendenza, ovviamente al primo posto si piazza la crisi, il veterinario costa, e se prima ci si rivolgeva a lui per ogni dubbio oggi si tende ad usare internet, è proprio il web ad avere la sua valenza nella scelta, nel bene e nel male.
Altro motivo da prendere in esame è il ritenere inutili i controlli medici, sempre da parte di padroni di animali, e infine le resistenze degli stessi animali pare che scoraggiano, assieme al costo delle cure, convincendo chi di dovere a rivolgersi altrove
Niente più regolari controlli, quindi, questa è una delle dirette conseguenze di questa nuova tendenza. Se da un alto il web può aiutare per i piccoli malesseri trovo davvero insolito che chi si dichiara amante dei suoi amici pelosi si accontenti di quello che può trovare in rete, consigli spesso scritti da chi veterinario non è. Voi che ne pensate? Credete che anche in Italia si stia verificando la stessa inversione di marcia?
Via | Dogblog.dogster

In Italia troppi veterinari e metodi di studio antiquati, ovviamente non lo affermo io che veterinaria non sono ma Giacomo Gianotti veterinario dell’Ontario Veterinary College, la prima scuola di veterinaria in tutto il Nord America. Originariamente con sede a Toronto oggi a Guelph. L’Ovc è accreditato dalle Canadian and American Medical Associations e dal Royal College of Veterinary Surgeons del Regno Unito.
Giacomo Gianotti ha un obiettivo, rendere migliore la qualità di vita dei suoi pazienti, alleviare le loro sofferenze e capirli anche da un punto di vista psicologico, pazienti rigorosamente a quattro zampe.
35 anni di Ivrea, Giacomo è uno dei cervelli in fuga che caratterizzano il nostro paese, e non risparmia critiche al sistema ricerca italiano confrontato con quello canadese, ricerca che procede a rilento, metodi di studio «antiquati», mancanza di fondi e disoccupazione.
Gianotti ha condotto una ricerca poco invasiva sull’anestesia e il risveglio dei cani che, a studio concluso, sono poi stati adottati. Il tutto era regolato da linee guida molto rigide approvate da una commissione di dieci persone. A quanto pare oltre alle risorse la differenza sottolineata più volte dal veterinario tra Canada e Italia è il rispetto verso gli animali. Il testo integrale dell’intervista e il confronto Italia Canada su Corrierecanadese.
Foto | Specieanimal

L’altro giorno il labrador del vicino si è presentato con il muso gonfio, non riusciva neppure ad aprire gli occhi, povero cucciolo, ovviamente i suoi padroni l’hanno portato prontamente dal veterinario e oggi, dopo una puntura, sta tornando ad avere dimensioni quasi normali.
Può capitare più spesso di quanto si creda, una puntura di insetto come ape, vespa, calabrone, tafano, ragno, possono causare queste reazioni, e pur non essendo un’esperta, credo che a volte la tanto acclamata soluzione di ammoniaca può non bastare.
Inoltre è davvero difficile per noi capire cosa abbia scatenato il gonfiore, presupponiamo che sia stato un insetto ma non essendo presenti non possiamo essere certi di nulla. Anche il suggerimento di aspirare il veleno lo trovo davvero molto difficile da attuare, se non presenti è praticamente impossibile capire il punto esatto dove l’insetto ha colpito. Il comportamento dei miei vicini è a mio avviso il più ottimale, niente panico e andare di corsa da chi per mestiere sa cosa fare. E’ un buon consiglio anche per gli umani.
Foto | Cooldesktop

Se avete mai subito un intervento sapere quanto è importante seguire un corretto percorso di fisioterapia. Riabilitaria è un centro fisioterapico nato da poco tempo a Torino. Il centro è stato creato inizialmente per poter permettere un corretto recupero motorio a quei quattro zampe che hanno subito gravi traumi od interventi, ad esempio all’anca o alla schiena, e hanno la necessità di fare esercizio controllato sotto lo sguardo attento di specialisti.
Questo centro è specializzato attualmente nella cura dei cani, ma si stanno attrezzando per i gatti, con tapis roulant nell’acqua e una sezione per i “giochi”. Hanno anche un reparto per la degenza dei piccoli ospiti poichè chi vive fuori città non sempre è in grado di portare regolarmente il cane a fare le visite periodiche. Ci sono anche metodi curativi come stretching, chinesiterapia passiva e ultrasuoni. C’è anche chi, vivendo in città, porta li il cane per fargli fare una bella corsetta sul tapis-roulant durante le giornate di brutto tempo.
Via| La Zampa
Vi è mai capitato di aver bisogno di un veterinario in piena notte o nei fine settimana e dover aspettare il giorno successivo per trovare qualcuno? A Grugliasco, in provincia di Torino, ha aperto i battenti il primo Pronto Soccorso veterinario d’Italia. E’ una struttura sanitaria all’avanguardia dove possono essere curate tutte le emergenze, dall’avvelenamento all’emergenza cardiaca. Il centro ha a disposizione postazioni per radiografie, ecografie, esami del sangue ed un defibrillatore.
I medici e gli studenti impegnati in questo Pronto Soccorso assistono anche i veterinari privati con cui, ci tengono a specificare, non esiste alcuna concorrenza ma una mutua assistenza. Purtroppo, però, il servizio non è gratuito. Nel nostro paese gli animali sono un bene di lusso e questo implica spendere un bel po’ di soldi per la loro salute. Le prestazioni, però, hanno costi allineati con gli altri studi veterinari, dai 50 euro per la visita ai 200 euro per una TAC.
Via| La Repubblica
Foto| Flickr
Da ragazzina ho letto molto di James Herriot e ho particolarmente amato Beato tra le bestie. Purtroppo non mi sono mai stati concessi animali da compagnia, perciò non avevo idea che ci fossero dei veterinari ‘cittadini’.
Per me il veterinario era un uomo buono, gentile, con molto senso dell’ironia, alle prese con fangose strade di campagna e con animali di tutti i generi. Crescendo, naturalmente, ho scoperto che non sempre è così. Poi è arrivata l’era di Internet, che ha dato l’opportunità a molti Herriot di farsi conoscere.
In Italia c’è il curioso blog Il suo cane sbava! in cui un veterinario racconta non solo quello che gli capita in ambulatorio, ma anche le leggende metropolitane che gli tocca sentire e leggere in giro. Rispetto al compassato Herriot, questo giovane dottore usa molte parolacce, ma riporta anche aneddoti esilaranti. Vale la pena tenerlo d’occhio.
Foto | Flickr
Giornata decisamente movimentata quella di sabato scorso per un piccolo bulldog francese di nome Gigi e per la sua padrona. Il piccolo cagnolino ha giocato per un po’ con un altro cane e poi il tragitto verso casa è stato fatto in una macchina lasciata sotto il sole. Tutto questo ha causato al bulldog un grave colpo di calore. La padrona si è accorta del respiro affannoso e si è fermata per dargli un po’ d’acqua ma la cosa non ha migliorato la situazione. In quel momento una giornalista, casualmente sul luogo, ha aiutato la signora a trasportare Gigi da un veterinario che, purtroppo, era chiuso e non aveva lasciato alcun contatto per le emergenze.
Le due donne si sono fiondate in una farmacia chiedendo, oltre al numero di un veterinario, anche un rimedio immediato per il colpo di calore. Il farmacista ha girato il bancone e si è prestato a dare i primi soccorso al povero cane. Fortuna vuole che, intorno al capannello di persone radunatesi intorno a Gigi, ci fosse anche un veterinario. A quel punto a Gigi, oltre i classici impacchi d’acqua e cubetti di ghiaccio forniti da un ristorante li vicino, è stata fatta anche una sorta di flebo con una soluzione salina. Dopo alcuni interminabili minuti il piccolo Gigi ha ripreso a respirare regolarmente, per la gioia di tutti i presenti.
Via| Cronaca Milano
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