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Tutti gli articoli con tag veterinari

I cani possono prevedere le reazioni dei padroni

pubblicato da luca



L’empatia è sicuramente uno dei segreti che ci tengono maggiormente collegati a quell’essere vivente che chiamiamo cane. Millenni di iterazione con l’uomo hanno creato dei collegamenti quasi impossibili da spiegare tanto da far sembrare che il nostro peloso riesca a leggerci nel pensiero. Quest teoria è confermata da uno studio della Hood College di Frederick nel Maryland (Usa) dove un team di veterinari ha fatto una specie di esperimento con quaranta cani, due ciotole e dei campanelli.

La prova era divisa in due fasi: nella prima fase il cane, guardato dal padrone, veniva messo davanti a due ciotole di cibo circondate da cicalini acustici, in una ciotola i cicalini erano sensibilmente meno rumorosi, e i cani andavano indistintamente ad una o all’altra ciotola. Nella seconda fase, il padrone-osservatore non guardava. I cani, a quel punto, andavano alla ciotola “silenziosa”. I veterinari sostengono che questo sia un modo per rubare il cibo e fare meno rumore prevedendo una reazione negativa dal padrone, proprio come un bambino che cerca di fare meno rumore possibile mentre ruba le caramelle.

Via| La Zampa
Foto| Flickr

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Un' estate sana e 'low cost' per cani? basterebbero 30 euro

pubblicato da luca



Quanto letto sulle colonne de Il Tempo mi ha lasciato un po’ perplesso. Un autorevole veterinario, tanto autorevole da essere consulente del Ministero della Salute, spiegava che per tenere in forma durante il periodo estivo cane o gatto erano sufficienti 30 euro. A quel punto ho fatto un calcolo molto rapido. Ammettendo anche che il veterinario del mio cane non sia tra i più economici, solo la puntura per la filaria costa almeno 30 euro per un cane di circa 18/20kg e, di sicuro, non è possibile tenere in buona salute il nostro pet solo con un’iniezione del genere. Praticamente lui consiglia:

  • Un prodotto “low-cost” per combattere pulci/zecche e altri insetti (io di prodotti così completi ne conosco solo due, sono di marca e costano circa 30 euro per 4 pipette, considerando che in un anno ne vengono consigliate 6)
  • Un semplice collarino tipo di quelli antipulci per combattere la leishmaniosi
  • Se si va all’estero il vaccino contro la rabbia.
  • Varie ed eventuali richiami di vaccinazione.

Come detto sopra, magari il mio veterinario è caro ma da un rapido calcolo ho fatto il conto che, stando bassi con le cifre, ci vogliono almeno 20 euro per un antiparassitario, 10 per un collarino (se proprio vi sentite di avere solo quello come protezione per il vostro pet contro una malattia mortale) e altri 20 euro per l’antirabbica e siamo già a 50 euro. Non so a che tipo di cani si riferisse, forse ai toy dog visto che le cifre per i vaccini, spesso, aumentano con l’aumentare del peso dell’animale, ma quanto dichiarato da questo veterinario mi sembra una previsione un po’ troppo ottimistica se consideriamo che la realtà è piuttosto diversa visto che, a causa della crisi economica, molti padroni di cani e gatti non riescono ad affrontare le spese mediche minime per la salute del loro amico.

Foto| Flickr

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Un cane su due ritrova il padrone con il microchip

pubblicato da luca



Oltre che un effettivo obbligo di legge, l’inserimento sottocutaneo del microchip per i pets è una vera e propria sicurezza sia per noi che per loro. Per chi non lo sapesse il microchip è un piccolissimo circuito, delle dimensioni di un chicco di riso, che viene inserito sottopelle all’altezza del collo e permette una moltitudine di operazioni. Per i padroni permette di ritrovare più facilmente e velocemente un cane smarrito o rubato, per i canili dà la possibilità, di contro, di ritrovare più in fretta il proprietario del cane e per gli allevatori è una sorta di garanzia della genealogia del cane.

Dalle colonne de Il Giornale ci arriva una testimonianza dell’effettiva utilità di questo sistema che ha sostituito quasi totalmente il vecchio tatuaggio identificativo. Solo in Lombardia, grazie al microchip, sugli undicimila cani accalappiati, ben il 46% è stato riconsegnato al legittimo proprietario e il 38% sono stati assegnati a delle nuove famiglie. Ricordate che il microchip è obbligatorio e, in caso di smarrimento del cane dovrete fare la denuncia alle autorità comunicando il numero di 15 cifre che viene assegnato al vostro peloso dall’anagrafe veterinaria.

Foto| Flickr

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Quando ad essere abbandonato è un boa

pubblicato da luca

Purtroppo il dramma dell’abbandono non coinvolge solo cani e gatti ma anche rettili. C’è chi ama tenere come animale domestico un serpente magari ignorando che potrebbe crescere oltre le misure accettabili. Probabilmente è quanto successo ad un boa constrictor ritrovato lunedi pomeriggio in provincia di Milano. E’ il terzo serpente recuperato dalle forze dell’ordine nel giro di tre settimane. Il boa, lungo quasi due metri, è stato ritrovato su un marciapiede. Era in buone condizioni e, fortunatamente per gli agenti, anche di buon umore tanto che si è fatto prendere senza problemi dagli uomini del corpo forestale.

Il rettile era probabilmente scappato da qualche appartamento o, più facilmente, era stato abbandonato da qualche scellerato in qualche giardino con l’idea che un predatore che può facilmente superare i tre metri, potesse vivere senza problemi in un ambiente cittadino. Il rettile è stato trasportato alla clinica veterinaria dell’ENPA di Milano ed è sotto idratazione. C’è da considerare che un rettile come un boa o un’iguana, non sono cani o gatti e richiedono specifiche attitudini di convivenza. Se volete prenderne uno rifletteteci bene. Solo perchè non scodinzolano non significa che siano pets di “serie B”.

Via| CronacaMilano

Foto| Flickr

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La campagna 2010 della LAV contro l'abbandono

pubblicato da luca

L’arrivo delle vacanze porta con sè ogni anno l’incubo degli abbandoni di animali. Un gesto fatto da persone irresponsabili e criminali che considerano un essere vivente al pari di un oggetto vecchio. Chiamare queste persone criminali non è esagerato né dal punto di vista etico ne da quello legislativo visto che l’abbandono è un reato penale punibile con la reclusione fino ad un anno. quello dell’abbandono non è un problema che riguarda strettamente L’animale vittima della crudeltà umana e il suo carnefice ma è un problema che coinvolge tutta la società poiché un cane o un gatto abbandonato a se stesso può vagare incautamente per le strade e causare incidenti mortali.

Ilaria Innocenti, la responsabile nazionale della LAV per quanto riguarda cani e gatti, fa il punto della situazione nel nostro paese stilando una serie di interventi da fare con urgenza. Si passa dalle campagne per la sterilizzazione dei pet per contrastare il randagismo, maggiori controlli per le iscrizioni all’anagrafe canina e felina anche attraverso il microchip passando all’aumento delle detrazioni per le spese veterinarie dalla dichiarazione dei redditi rendendo la detrazione totale per chi toglie un cane dal canile fino alla riduzione dell’IVA al 10% per le prestazioni veterinarie e per il cibo poichè gli animali non devono essere considerati beni di lusso.

Via| Greenme

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Piccole cose da sapere per far vivere felice il gatto che avete adottato

pubblicato da luca



Una vita felice è da considerare non solo per i cani ma, ovviamente, anche per i gatti adottati. Il fatto che un gatto sia più indipendente di un cane non significa che possa cavarsela totalmente da solo. La vita media di un gatto è di 15/20 anni e dovrete considerare che per tutta la sua vita dovrete, ad esempio, cambiargli la lettiera e le spese veterinarie e per un cibo non sicuramente scarso, senza contare accessori e giochi vari. Potrete trovare un gatto nei numerosi gattili sparsi per tutto il nostro paese e, come nel caso dei cani, potrete trovare le razze e le età che più si avvicinano ai vostri desideri e affidarvi ai volontari per conoscere le caratteristiche caratteriali dei singoli mici.

Prestate molta attenzione su che genere di gatto decidete di adottare. Se avete già un gatto adulto un piccolo gattino, pieno di energia e voglia di giocare, potrebbe stressare il gatto più anziano. Il gatto cucciolo è sconveniente da adottare anche se si ha un bambino in casa poichè un bambino potrebbe non avere il giusto “tatto” nei confronti di un gatto piccolo e delicato. In questo caso sarebbe meglio un gatto un po’ più grandicello ma con tanta vitalità addosso. L’inserimento nella nuova casa deve essere graduale e dovete concederli un po’ del vostro tempo per farlo abituare ad una certa routine. Se riuscite prendetevi un paio di giorni da dedicare a lui. Posizionategli la lettiera e le ciotole in un ambiente della casa riparato e, magari, vicino ad una finestra così da dargli modo di adattarsi meglio e più velocemente soprattutto se in casa ci sono cani o altri gatti.

In caso di presenze di altri gatti non lasciate mai che decidano da soli come convivere. Teneteli separati alcuni giorni, magari scambiategli le coperte per farli abituare gradatamente all’odore del nuovo amico. Il momento dell’incontro dovrà essere in ambiente neutro, possibilmente senza altezze tipo scale o scaffali o, nel caso, che ce ne siano in numero uguale per entrambi. Stesso discorso vale se in casa c’è un cane. Alcuni gatti cominciano a soffiare sin da cuccioli mentre altri diventano come fratelli per quello strano coinquilino che dovrebbero teoricamente detestare.

Via| Greenme

Foto| Flickr

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Ad Acerra le bufale sono più importanti dei randagi

pubblicato da luca

Gli animalisti della città campana sono in allarme. Il dirigente del Dipartimento di Prevenzione Veterinario, a quanto sostengono gli animalisti, ha caricato la ASL locale di ulteriore lavoro indirizzato agli animali da reddito come, ad esempio, le bufale con il quale latte viene prodotta la mozzarella e i cavalli, visto che ad Aversa c’è un ippodromo. Queste già scarse risorse sono state tolte dalla tutela dei cani e gatti randagi. Una marcia indietro preoccupante che farà sentire il suo peso soprattutto nella campagna di sterilizzazione che da qualche anno si sta portando avanti per ridurre il numero di randagi. I giorni possibili per questa operazione sono stati ridotti a due il che significa che sarà possibile sterilizzare un piccolissimo numero di cani e gatti creando, quindi, problemi non indifferenti per i cani che rimarrebbero liberi di riprodursi e generare, quindi, altri poveri randagi.

Tutti questi provvedimenti da parte del Dipartimento, oltretutto, sembrano non tenere alcun conto della dedizione e dell’abnegazione dei veterinari che si sobbarcano turni di lavoro massacranti per stare vicino ai cani che curano e soccorrono, veterinari che intervengono direttamente e di persona per portare in salvo cani e gatti abbandonati o maltrattati. Un veterinario si è addirittura introdotto in un canalone per portare fuori il più in fretta possibile un cane ferito. Questi nuovi impegni per i veterinari porteranno a far girare per le strade di Aversa molti cani randagi e potenzialmente pericolosi a causa della fame e del desiderio di riprodursi. Le zuffe per il cibo o per riprodursi saranno molto più frequenti e questo potrebbe far propendere per soluzioni drastiche nei loro confronti quando basterebbe prendersi cura di questi cani invece che pensare solo agli animali che portano soldi. Sul sito di Pupia.tv c’è un modulo da poter scaricare ed inviare via fax o e-mail per chiedere che i servizi di prevenzione al randagismo vengano ripristinati. Io, personalmente, manderò quel messaggio e voi?

Foto| Flickr

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Ingrid, il pitbull che sopravvive grazie al viagra

pubblicato da luca


Da Long Island, un’isola dello stato di New York, arriva una strana notizia che ha a che fare con un pitbull di nome Ingrid, una malattia spesso mortale e una medicina destinata agli umani. Il pitbull, come spesso accade, è stato sequestrato ai proprietari perchè lo facevano combattere. La malattia mortale è la filaria, difficilmente curabile e capace di danneggiare irrimediabilmente il cuore, la medicina, strano ma vero, è la pillola blu più famosa del mondo: il Viagra.

La storia di Ingrid è atipica nel suo genere. Sequestrata ai padroni le è stata riscontrata questa terribile malattia che causa una sorta di soffocamento del muscolo cardiaco. Il veterinario ha pensato ad utilizzare la pillola blu per favorire l’afflusso e il deflusso di sangue dal cuore. Due pillole di Viagra al giorno e, per ora, Ingrid risponde bene alla cura. La notizia ha subito scatenato un’ondata di aiuti per Ingrid. Un medico ha spedito delle pastiglie di Viagra che dovevano essere destinate ai suoi pazienti. Una signora ha mandato le pastiglie del marito, anche a seguito di un sospetto di tradimento e con la speranza che, senza pillole, tutto sarebbe finito. Un altro donatore ha inviato una fornitura di un intero mese senza volere nemmeno vedere se la cura funzionasse.

Via| NY Daily News

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Come gli animali affrontano i cambiamenti meteo

pubblicato da luca



Il nostro paese, almeno al nord, è bersagliato da diverse settimane da una situazione meteorologica non certo entusiasmante. Gli umani risentono dei cambiamenti del tempo e lo stesso succede ai nostri amici animali. Loro sentono molto prima di noi i cambiamenti climatici in arrivo e reagiscono di conseguenza. Per capire se il nostro pet è meteoropatico basta osservarlo con cura. Il nostro cane e il nostro gatto possono apparire più agitati del solito quando si avvicina un forte vento o dimostrarsi giù di tono quando varia la pressione atmosferica per l’avvicinarsi di un temporale. Le tartarughe possono rimanere chiuse nel carapace più tempo del solito e i pesci nuotare molto lentamente.

Noi possiamo fare purtroppo poco per ostacolare questi cambiamenti. Spesso sono umorali e, se il cane o il gatto sono agitati, si può provare a tranquillizzarli con fiori di Bach o altri rimedi omeopatici se lo stato di agitazione si protrae a lungo. Tenete presente che la scarsa mobilità degli animali può essere anche dovuta a delle artriti o a dei reumatismi che, con l’accentuarsi dell’umidità, tornano farsi sentire. Se vedete il vostro amico che fatica a stare in piedi o zoppica parlatene con il veterinario.

Foto| Flickr

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Vacanze con il cane, i Fido Park in autogrill

pubblicato da anna

fido park autogrill

Se siete in procinto di organizzare la vostra meritata vacanza assieme all’amico fidato a quattro zampe oltre agli accorgimenti già proposti ricordo l’esistenza dei Fido Park in autostrada, un aiuto in più per chi carica famiglia e cane in auto per affrontare viaggi più o meno lunghi.

L’iniziativa nasce nel 2006 e si è ampliata nel corso degli anni, in sintesi all’interno di alcuni Autogrill, vedi mappa, è possibile trovare un punto ristoro dove far rilassare, bere e mangiare anche l’amico cane, non solo, l’associazione Anmvi, ideatrice del progetto, mette a disposizione anche la preziosa consulenza di veterinari professionisti, volontari, per consigli e aiuti, il tutto gratuito.

E’ evidente l’intenzione di evitare abbandoni in autostrada e cani rinchiusi in auto a quaranta gradi mentre i padroni si ristorano all’Autogrill, il servizio veterinario nei Fido Park è solitamente attivo durante i week-end estivi nelle ore centrali della giornata, dalle 12.30 alle 14.30, e le aree di sosta, sempre accessibili, sono dotate di acqua corrente e ombra, il minimo indispensabile per garantire ristoro anche al nostro cane.

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