Festa della mamma: poesia “La gatta” di Giovanni Pascoli

mamma gatta

Celebriamo oggi la festa della mamma, anzi direi io “delle mamme”, perché è vero che di mamma ce n'è una sola, ma le mamme, tutte le mamme, di ogni tipo, sono speciali e vanno festeggiate una per una. Il nostro augurio, allora, va a tutte le mamme che seguono Petsblog. E non solo le mamme umane, naturalmente, ma anche quelle non umane: gatte, cagnoline, conigliette, cricetine, caviotte e via dicendo. Mille volte gli animali non umani ci danno importanti lezioni di vita e, spesso, tali lezioni vengono proprio dalle mamme che si prendono cura della vita, indipendentemente dal fatto che si tratti dei loro cuccioli o di altri cuccioli che, per un qualche motivo, sono rimasti orfani.

Una mamma è sempre una mamma, umana o felina che sia. E il primo pensiero di una mamma sono i figli. Ce lo racconta Giovanni Pascoli in questa poesia dedicata a una mamma gatta che, in una notte di pioggia, mette in salvo il suo piccoletto affidandolo al poeta. Del resto, gatti e poesia sono un connubio vincente!

Era una gatta, assai trita, e non era
d'alcuno, e, vecchia, aveva un suo gattino.
Ora, una notte, (su per il camino
s'ingolfava e rombava la bufera)

trassemi all'uscio il suon d'una preghiera,
e lei vidi e il suo figlio a lei vicino.
Mi spinse ella, in un dolce atto, il meschino
tra' piedi; e sparve nella notte nera.

Che nera notte, piena di dolore!
Pianti e singulti e risa pazze e tetri
urli portava dai deserti il vento.

E la pioggia cadea, vasto fragore,
sferzando i muri e scoppiettando ai vetri.
Facea le fusa il piccolo, contento.


Foto | Libor Krayzel

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