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Coronavirus, Onlus di Torino si prende cura dei cani di chi è malato

Coronavirus, Onlus di Torino si prende cura dei cani di chi è malato

Una Onlus di Torino ha deciso di aiutare e prendersi cura dei cani di chi è malato di Coronavirus.

Una Onlus di Torino ha deciso di aiutare chi è malato di Coronavirus a prendersi cura dei propri cani. Gestire i cani in tempo di Coronavirus non è facile. Se si è negativi e si sta bene, a patto di rimanere entro i 200 metri da casa e a patto di non stare fuori tre ore, i cani si possono portare in passeggiata. Però le aree cani sono chiuse, c’è chi è in quarantena o in isolamento domiciliare e non può uscire neanche per portare a spasso il cane, c’è chi è ricoverato in ospedale… I casi sono tanti. Però a Torino la Onlus Homeless not dogless ha deciso di collaborare con la Protezione Civile per lanciare il progetto “Io resto a casa”. In pratica la onlus aiuta la popolazione a gestire il proprio amico a quattro zampe. Come? In diversi modi:

  • visite domiciliari
  • accompagnamento sostitutivo nelle aree verdi dell’associazione
  • assistenza veterinaria
  • ospitalità temporanea di giorno e/o di notte quando il proprietario è in quarantena o ricoverato

Coronavirus: come funziona l’assistenza dell’onlus di Torino?

Luce Boles Carenini, presidente della onlus, ha spiegato che lo scopo del progetto è aiutare le fasce deboli. Grazie ai soldi pagati da proprietari abbienti, riescono a coprire le spese di quelli che non possono permettersi il servizio. La onlus parla di “cane ricco che paga cane povero”. In questo periodo di emergenza stanno supportando le famiglie che non riescono più a gestire il cane.

Per esempio, uno degli ultimi cani presi in carico è un Pitbull: il padrone è positivo. Il cane ha rischiato di finire in gabbia, ma un cane così potrebbe non ritornare più uguale come prima se messo in un canile e con dei bambini in casa è importante non alterare il suo equilibrio psicologico.

E ricorda che anche cani di media e grossa taglia, se chiusi sempre in casa senza poter stare all’aperto per un paio d’ore al giorno, rischiano di uscirne fuori da questa situazione fortemente stressati, esattamente come gli umani.

Via | Il Sole 24 Ore

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