Trento e Bolzano danno il via libera all’uccisione di orsi e lupi

Trento e Bolzano danno il via libera all’uccisione di orsi e lupi

Dopo la decisione di Trento, anche Bolzano cerca una strada per liberarsi di orsi e lupi: ma le associazioni animaliste protestano.

Le associazioni animaliste insorgono dopo la decisione di Trento, prima, e di Bolzano, poi, di dare il via libera al prelievo, alla cattura e anche all’uccisione di grandi carnivori sul loro territorio (uccisione da valutare solo ed esclusivamente se non ci sono altre soluzioni valide). In Trentino Alto Adige gli orsi e in particolare i lupi sono aumentati di numero e sempre più spesso si avvicinano ai centri abitati e alle coltivazioni.

Le province autonome di Trento e Bolzano scelgono così questa via per poter porre rimedio a questa situazione: parole e decisioni che, però, non sono affatto piaciute alle associazioni animaliste che da tempo si battono per la salvaguardia delle specie selvatiche che popolano il nostro paese.

L’Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali Onlus, sostiene che non è pensabile attuare quello che le province autonome del Trentino hanno in mente di mettere in atto.

La verità è che le Province Autonome di Trento e Bolzano stanno lanciando con arroganza una sfida all’Europa e al nuovo governo. Governo al quale chiediamo di richiamare le istituzioni del Trentino Alto Adige al rispetto della legge e di fermare questi pericolosissimi impulsi alla deregulation.

Contro questa scelta anche Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista e della Lega italiana per la Difesa degli animali e dell’ambiente, che chiede l’intervento del nuovo governo per fermare quella che lei definisce una vera e propria licenza di uccidere, sottolineando che si tratta di mera campagna elettorale.

La Regione autonoma ci sta provando in tutti modi ad ottenere la possibilità di sparare a queste specie protette.

Dura anche la reazione del WWF, che chiede al governo di impugnare il decreto legge che porterebbe all’abbattimento di poveri animali innocenti.

Foto iStock

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