Chiedono l'acqua per il cane e il bar gliela mette nello scontrino

Chiedono l'acqua per il cane e il bar gliela mette nello scontrino

Succede a Treviso: una coppia si siede ai tavoli di un bar centralissimo e ordina da bere. Con loro c’è il cane di famiglia e, visto il caldo, chiedono un po’ d’acqua anche per Fido. Tutto a posto: sia loro che il cane ricevono da bere e trascorrono del tempo in relax. Arriva il momento di pagare e… puff! Sullo scontrino compare la voce “Acqua cane” per un totale di euro 0,30. In pratica il bar ha messo in conto agli avventori anche la ciotola d’acqua per Fido.

La notizia, ripresa da vari giornali, è diventata subito virale e ha scatenato le reazioni più varie: da chi se la prende con il bar a chi dice che, in fin dei conti, quell’acqua ha un costo per il bar e quindi non si capisce perché non si debba farla pagare.

E pensare che nel maggio del 1877 il magistrato civico di Trieste (non Treviso) ordinò ai negozi, botteghe e officine di tenere una ciotola d’acqua pulita per tutta la stagione calda in modo che Fido potesse dissetarsi. Altri tempi.

La versione degli esercenti

24 luglio 2015 – I gestori del bar, contattati dal sito Bufale.net hanno poi spiegato la loro versione dei fatti:

In realtà i 30 centesimi non sono per l’acqua servita al cane, ma per la ciotola usa e getta che il bar acquista per fornire questo servizio a coloro portano il loro amico a quattro zampe e non ne dispongono. Insomma, niente di così scandaloso in fin dei conti. Esistono delle “ciotole” portatili acquistabili nei negozi specializzati, ma se il cliente non ce l’ha il bar è pronto a fornirne una usa e getta. Nel caso il cliente porta la propria l’acqua per il cucciolo è comunque gratis.

Acqua per i cani nei locali pubblici - ordinanza del magistrato civico del 1877

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