Poliradicoloneurite nel cane: cause, sintomi e terapia

Che ne dite se oggi andiamo a parlare di poliradicoloneurite nel cane, andando a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia?

cane fulvo

Poliradicoloneurite nel cane – Oggi andiamo a parlare di poliradicoloneurite nel cane, andando a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia. Con il termine di poloradicoloneurite nel cane si intende una forma di neuropatia periferica di cui si sospetta fortemente un’eziologia immunomediata con formazione di autoanticorpi che vanno a danneggiare le fibre nervoso stesse. Diciamo che è una malattia che si vede nel cane, molto più raramente nel gatto, per questo ci riferiremo da qui in poi al cane.

Poliradicoloneurite nel cane: cause

Ora, non si sa bene il perché il cane si ammali di poliradicoloneurite, l’ipotesi eziologia più accreditata è quella di un problema immumediato, quindi l’organismo che a seguito di diversi stimoli (fra cui anche pregresse infezioni virali, batteriche, parassitarie, ivi inclusa la Toxoplasmosi e le malattie da zecca) sviluppa anticorpi contro se stesso. Una volta che il sistema immunitario decide di reagire a questi stimoli esterni (considerate che non sempre si riesce a capire la causa), ecco che si producono autoanticorpi che distruggono la mielina, la guaina che normalmente ricopre e protegge i nervi e quindi danneggia anche le placche nervose responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi.

Se siete interessati, l’equivalente umano sarebbe la Sindrome di Guillain-Barré. Secondo un recente studio, anche nei cani come nell’uomo, spesso questa sindrome è associata alla presenza di anticorpi anti Toxoplasma.

Poliradicoloneurite nel cane: sintomi

Per quanto riguarda i sintomi di poliradicoloneurite nel cane abbiamo:


  • paralisi improvvisa del treno posteriore (inizia quasi sempre dietro, raramente fa il contrario)
  • la paralisi è ascendente e dopo un po’ colpisce tronco, arti anteriori, collo e testa in questo ordine
  • arresto respiratorio per paralisi dei muscoli intercostali e del diaframma
  • atonia muscolare
  • afonia
  • aumentata sensibilità con dolore alla manipolazione
  • morte

La velocità con cui peggiora la malattia varia dai 5 ai 10 giorni e anche la gravità dei sintomi è variabile. Alcuni cani sviluppano tetraparesi, ma hanno qualche movimento volontario degli arti, altri sono totalmente paralizzati. Il caso più grave è quando si ha paralisi dei muscoli respiratori in quanto il cane potrebbe andare in arresto respiratorio e morire. Il che spiega perché il veterinario vi consiglierà di ricoverare il cane almeno durante la fase di peggioramento: se il cane è ricoverato e ha un arresto respiratorio, almeno si potrà tentare di intubarlo e ventilarlo, ma se succede a casa perché avete rifiutato il ricovero è altamente probabile che il cane muoia.

Altri cani sviluppano paresi o paralisi facciale, alcuni continuano a scondinzolare. Alcuni riescono a defecare e urinare, altri no, soprattutto nei primi tempi. Quando la fase acuta della malattia si ferma, ecco che abbiamo una fase di durata variabile dalle 2-3 settimane fino ai 4-6 mesi di paresi o paralisi. Più sono gravi i sintomi manifestati durante la fase di peggioramento, più il cane ci metterà a riprendersi.

Poliradicoloneurite nel cane: diagnosi e terapia

La diagnosi di poliradicoloneurite o poliredicoloneuropatia prevede una visita neurologica: senza di essa non si può avere diagnosi e quindi impostare una terapia. Questo per spiegare a tutti quei proprietari che non vogliono spendere soldi per la diagnosi che non stiamo parlando di un raffreddore, ma di una grave patologia neurologica che richiede un determinato iter diagnostico: senza di questo non si va da nessuna parte e il cane morirà. Quindi dopo che il vostro veterinario vi dirà cosa c’è da fare non continuate a chiedergli a ripetizione "Cosa si può fare" quando vi ha appena detto che dovete fare una visita neurologica. Lo so che volete sempre tutto e gratis, ma semplicemente a volte non si può.

Altra particolarità è che il cane non sviluppa immunità, quindi se la causa scatenante persiste, potrebbe anche avere delle recidive. Starà al vostro neurologo prescrivervi la terapia più adatta a seconda dei sintomi manifestati dal cane, terapia che andrà abbinata alla fisioterapia. E non aspettatevi che il cane sia in piedi dopo una settimana: ci vanno mesi di pazienza e cure costanti per farlo riprendere.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | davidlocke

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