FeLV nel gatto: significato del test in caso di leucemia virale felina

Andiamo a vedere come interpretare il test per la FeLV o leucemia virale felina e quando ha senso fare il test.

gatto in piedi

FeLV nel gatto – Abbiamo già parlato di FeLV o leucemia virale velina, soprattutto per quanto riguarda modalità di trasmissione, sintomi e terapia. Oggi andremo ad affrontare l’argomento da un punto di vista diverso: il significato del test, quando ha senso farlo e come interpretare il test. Diciamo che studi recenti hanno dimostrato come effettivamente alcuni gatti dopo qualche mese diventino negativi, quindi non mostrino più viremia. Tuttavia pare che molti di costoro rimangano comunque infetti: sono sierologicamente negativi, ma se si va a fare la PCR si ritrova ancora il virus nell’organismo.

FeLV: significato dei test positivi sul sangue

Dunque, prima di tutto le basi: il test per la FeLV è un test antigenico. A questo test si può associare la PCR per rilevare gli acidi nucleici del virus. Per quanto riguarda il test antigenico si usano i test ELISA o l’immunocromatografia: questi cercano l’antigene p27 circolante. Che non è l’antigene presente nel vaccino, per cui non ci sono rischi di positività crociate dubbie.

Il test per la FeLV normalmente viene proposto quando si ha un soggetto malato: visto che la FeLV provoca parecchie sindromi con sintomi anche diversi, bisognerebbe sempre ripeterlo, non importa l’età del gatto, se ha già fatto dei test in passato e se ha fatto dei vaccini. Oppure si fa quando si deve introdurre un nuovo gatto nell’ambiente... fermo restando che anche gli altri gatti presenti in casa siano negativi e testati e che dal momento del test non siano usciti di casa o venuti a contatto con altri gatti di cui non si sa nulla dal punto di vista epidemiologico. Dire che il gatto ha fatto il test cinque anni fa, che il test era negativo, ma nel frattempo il gatto è uscito e ha incontrato nuovi gatti non ha nessun valore, è come se quel test non lo avesse fatto.

Attenzione poi ai falsi negativi: per un mese dal momento dell’esposizione al virus, ci potrebbe essere una falsa negatività in virtù del fatto che ci troviamo nello stadio pre-viremico. Se il test per la FeLV è positivo possiamo avere le seguenti situazioni:

  1. gatto viremico: se il gatto non elimina entro dodici settimane dal momento dell’infezione il virus, allora rimarrà sempre infetto. Ecco che entro qualche anno potranno sviluppare tutte le sindromi associate alla FeLV e fungeranno da serbatoio, ovvero saranno fonte di eliminazione del virus nell’ambiente mettendo a rischio tutti i gatti con cui viene in contatto


  2. gatto con viremia transitoria: se il gatto è positivo, ma asintomatico del tutto, ritestatelo dopo almeno 4-6 settimane. Potrebbe essersi negativizzato. Quindi se trovate un gatto FeLV positivo senza sintomi, ritestatelo dopo almeno due mesi per controllare che non si sia negativizzato
  3. gatto con falsi positivi o risultati dubbi: idem come sopra, se si sospetta un falso positivo conviene ritestare il gatto usando un test diverso dal primo
  4. gatti positivi all’ELISA, ma non viremico: potrebbe avere un’infezione localizzata a livello delle ghiandole salivari, ghiandole mammarie o linfonodi regionali. Anche in questo caso dopo 6-8 settimane conviene ritestare il gatto

FeLV: significato dei test negativi sul sangue

Se invece il test per la FeLV è negativo ecco come va interpretato:

  1. il gatto non è stato esposto al virus
  2. il gatto ha contratto l’infezione, ma è fra quei pochi che sono riusciti a debellarla
  3. fase pre-viremica: è passato troppo poco tempo dal momento dell’esposizione a quando abbiamo fatto il test, deve passare almeno un mese
  4. l’infezione è latente
  5. l’infezione è localizzata alle ghiandole o ai linfonodi
  6. siamo di fronte ad un falso negativo: il gatto è stato infettato, ma abbiamo fatto il test troppo presto, servono almeno 2-4 settimane perché il test sia in grado di evidenziare la malattia. Se parliamo di gatti randagi, dovrebbe passare almeno un mese prima di testarli e bisognerebbe ritestarli dopo tre mesi durante i quali dovrebbero stare in isolamento. Cosa molto difficile da fare nei gattili o quando si hanno parecchi gatti in casa

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

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