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Cuccioli dell’Est: principali irregolarità riscontrate dai veterinari

Cuccioli dell’Est: principali irregolarità riscontrate dai veterinari

Credo che sia utile riportare un articolo comparso sulla rivista Trentagiorni e che mette in luce le principali irregolarità riscontrate dai veterinari nei cuccioli di cane provenienti dall’Est.

Cuccioli dell’Est – Prendo spunto da un articolo comparso sulla rivista veterinaria Trentagiorni per illustrarvi le principali irregolarità riscontrate dai veterinari (sia liberi professionisti che dell’Asl) in merito ai cuccioli di cane importati dall’Est e dall’estero in generale. Questo perché nonostante tutti i tentativi di messa in guardia da parte dei veterinari, dei siti che parlano di animali e anche di programmi nazional popolari come Striscia la Notizia, ci sono ancora tantissime persone che continuano a comprare cuccioli di cane provenienti dall’Est. Perché continuano ad incrementare questo commercio? Perché fondamentalmente le persone, anche coloro che sostengono di amare tantissimo gli animali, mettono al primo posto i soldi: quindi perché comprare un cucciolo da un allevamento serio italiano, cucciolo che è stato seguito e curato sin dalla nascita e quindi costa giustamente di più rispetto a comprare quell’affarone a prezzo stracciato venduto sotto banco, consegnato a casa o al casello dell’autostrada?

Cuccioli dall’Est: le principali irregolarità riscontrate

Queste sono le principali anomalie riscontrate dai veterinari dell’Asl quando si accingono a iscrivere un cucciolo in Anagrafe Canina, nell’ordine dal più frequente a quello meno frequente:

  • irregolarità dell’età degli animali
  • irregolarità o assenza del vaccino per la rabbia
  • passaporto irregolare o assente
  • certificato sanitario irregolare o assente
  • presenza di malattie infettive o infestive

Queste sono invece le principali irregolarità riscontrate nei documenti di accompagnamento del cani provenienti dall’estero (sempre dalla più frequente a quella meno frequente):

  • non corrispondenza dell’età (i cani di solito sono sempre più piccoli di quanto dichiarato sui documenti, molto più piccoli)
  • compilazione dei dati parziale o alterata
  • assenza di firma del veterinario che ha fatto la vaccinazione (quindi di fatto quella vaccinazione è come se non fosse stata fatta)
  • assenza di firma del veterinario che ha microchippato il cane
  • assenza o mancata corrispondenza del vaccino antirabbico
  • assenza del microchip dichiarato sul documento di accompagnamento
  • mancata corrispondenza fra il numero di microchip dichiarato nel documento e quello presente sul cane

Se vi state chiedendo perché i cuccioli che provengono dall’Est sono sempre più piccoli di quanto dichiarato, la spiegazione è semplice: per legge l’antirabbica ha un’età minima per essere fatta. Questi cuccioli di fatto vengono esportati troppo presto, quindi per farli passare e far sì che risultino vaccinati per la rabbia gli vengono assegnate date di nascita molto antecedenti a quella reale in modo tale che possano giustificare il fatto di aver subito una vaccinazione per la rabbia (che l’abbiano poi fatta veramente o meno è un altro discorso).

Cosa fare?

Al di là dell’ovvio, cioè che dovrebbero esserci maggiori controlli per quanto riguarda l’importazione dei cuccioli dall’Est, credo che a questo punto bisognerebbe sanzionare in qualche modo anche chi compra questi cuccioli. Lo so, c’è sempre chi “Ma io non lo sapevo” o “Lo sapevo, ma volevo salvarlo”, ma fondamentalmente la maggior parte dei proprietari finge di cadere dal pero, uno, due ci stanno, poi al terzo li guardi negli occhi e ti rendi conto di come stanno le cose veramente: con lo scambio di informazioni che c’è adesso online è impossibile non rendersi conto che stai per acquistare un cucciolo proveniente dall’Est e che stai incrementando questo commercio. Specie se stai già gongolando perché il tuo cucciolo di razza è costato una bazzecola (questa è la mania tutta italiana “Guarda quanto sono più furbo io rispetto a tutti gli altri”) e hai un passaporto dall’Est Europa. Non ci va una scienza per capire in cosa ti stai cacciando.

Finché ci saranno persone convinte di essere le più furbe di tutte e che quel Chihuahua comprato su internet a 200 euro è un affarone… salvo poi scoprire che non è un Chihuahua e vedertelo morire di parvovirosi dopo una settimana che l’hai acquistato… il commercio proseguirà: se c’è la domanda, l’offerta continua, non c’è bisogno di un esperto in economia per assodare questo fatto.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | intangible

Via | Trentagiorni

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