Palatoschisi e labbro leporino in cani e gatti: cause, sintomi e terapia

Parliamo di palatoschisi e labbro leporino nei cani e gatti andando a vedere cause, sintomi, diagnosi, terapia e prognosi.

labrador cucciolo

Palatoschisi e labbro leporino – Oggi parliamo di due malformazioni congenite che è possibile vedere comunemente in cani e gatti: la palatoschisi e il labbro leporino. Possono comparire singolarmente o in associazione e alcune razze sembrano essere predisposte. Ma di cosa si tratta? Normalmente nei mammiferi il palato separa la cavità orale da quella nasale. A volte durante lo sviluppo embrionale il palato non si forma completamente: ecco che allora si forma la palatoschisi, ovvero una comunicazione anomale fra cavità nasale e orale, una fessura più o meno estesa. Di per sé questa comunicazione anomala con tanto di coinvolgimento di palato molle, palato duro e osso incisivo viene anche detta fistola oronasale congenita.

Quando la fessura riguarda anche le labbra, allora abbiamo la cheiloschisi o labbro leporino. Quindi riassumendo: la palatoschisi riguarda il palato duro e il palato molle, mentre il labbro leporino il labbro superiore e osso incisivo. Normalmente si ha o palatoschisi o palatoschisi e labbro leporino insieme, molto raramente negli animali si ha il labbro leporino da solo. Comunque sia la malformazione congenita più frequente è la palatoschisi.

Palatoschisi e labbro leporino nel cane e gatto: cause e sintomi

Come abbiamo visto, la causa è una malunione durante la vita fetale di tutte le strutture coinvolte. Visto che è una patologia frequente soprattutto nei cani di razza brachicefala, ecco che diversi studi ne hanno anche dimostrato l’ereditarietà. Il che tradotto vuol dire non far riprodurre cani affetti da tali patologie.

L’ereditarietà di queste patologie è nota nello Shih-Tzu, nel Bulldog, nel Pointer, nel Pastore Svizzero e nel Pastore dei Pirenei. Altre razze nelle quali è frequente avere queste patologie sono il Carlino, il Pechinese, il Beagle, il Cocker Spaniel, il Bassotto, il Boston Terrier, il Pastore Tedesco, il Pastore delle Shetland, il Pastore Australiano, lo Schnauzer e il Labrador Retriever. Per quanto riguarda i gatti, solitamente le si vede nei Siamesi, ma alcuni casi sono stati descritti anche nel Maine Coon.

Oltre all’ereditarietà, anche carenze nutrizionali, eccessi vitaminici della madre, assunzione di sostanze tossiche da parte della madre, alcuni farmaci e virus possono contribuire allo sviluppo di queste patologie durante la gravidanza. Ecco alcune delle malattie materne che possono portare alla nascita di cuccioli o gattini con palatoschisi e labbro leporino:

  • diabete mellito
  • ipo e ipervitaminosi A
  • ipovitaminosi B12
  • carenza di acido folico
  • terapie con steroidi
  • avvelenamenti
  • agenti chimici

I sintomi di palatoschisi e labbro leporino dipendono dall’estensione della fessura, più è estesa e più grave è la situazione:

  • morte improvvisa dopo la prima poppata
  • broncopolmonite ab ingestis
  • disfagia
  • latte che esce dalle narici
  • starnuti
  • tosse
  • rinite
  • infezioni ricorrenti
  • crescita ritardata

Palatoschisi e labbro leporino nel cane e gatto: diagnosi e terapia

Visto l’alto rischio di morte improvvisa e di broncopolmonite ab ingestis, prima si diagnosticano palatoschisi e labbro leporino e meglio è. Il che vuol dire che quando vi nasce una cucciolata è buona norma portare a visita madre e cuccioli/gattini il prima possibile, proprio per scoprire patologie come queste prima che cuccioli e gattini muoiano. E non aspettare che muoiano uno dopo l’altro prima di decidere che forse bisogna fare qualcosa, magari se partivate per tempo potevate salvarli.

La prognosi dipende da quanto è grave la palatoschisi. Nei casi limitati, si parla di alimentazione artificiale con sonda oro-gastrica in attesa che il cucciolo o il gattino possano sopportare un’anestesia per una chirurgia per correggere il difetto. Quando il difetto è molto esteso, allora la prognosi è infausta, non ce la faranno. Anche perché in molti casi ci sono anche altre alterazioni congenite interne che contribuiscono ad accelerarne la morte.

La terapia definitiva è la chirurgia, se si può sarebbe meglio farla ad almeno 6-8 settimane, se si arriva a 12 è meglio. In questo lasso di tempo il cucciolo o il gattino andranno nutriti con le sonde apposite e occhio che a volte servono più interventi chirurgici per risolvere la situazione.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | tyleruk2000

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