Gattari da legare: Piacere, Graziella

A volte, non importa quanto tu sia in ritardo: ci sono delle priorità.

Gattari da legare: Piacere, Graziella

Vivo da qualche anno in un paesino. Di questo paesino, ovviamente, conosco già tutti i gatti. La mattina, nel portare mia figlia a scuola, facciamo il giro dei saluti, manco fosse Natale. Ogni tanto, però, capita di incontrare sulla nostra strada un gatto non conosciuto. Che si fa?

Ci si presenta, ovviamente. A questo punto, ci sono due opzioni: il gatto non risponde al saluto, ci guarda con aria di sufficienza con gli occhi socchiusi e ci congeda con un colpo di coda. Non importa, non ci offendiamo. La seconda opzione è che il gatto tende le orecchie, inarca leggermente la schiena stiracchiandosi e viene verso di noi. A quel punto, non importa quanto sia tardi: lo abbiamo provocato, dobbiamo coccolarlo.

Per adesso, diciamo che abbiamo una forbice di mezz'ora per entrare all'asilo. Ma, arrivata alle scuole elementari, pensate che accetteranno mie giustificazioni del genere: "Il ritardo di mia figlia è dovuto a un'improrogabile necessità di coccolare un gatto"?

Foto | Flickr

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