Cosa succede quando un volontario recupera un coniglio?

Cosa succede quando un volontario recupera un coniglio?

Qualcuno si è mai chiesto come viene riabilitato un coniglio?

Sì vengono abbandonati anche numerosi conigli, numerosissimi se devo dire la verità! Perchè? Perchè la gente si rende conto che sono un grosso impegno, perchè costano, perchè vaccinarli e sterilizzarli non è una cosa che vogliono far tutti, perchè fanno pipì o palline per casa e “sporcano” (dopo la sterilizzazione questo non accade più), perchè mordicchiano e rovinano gli oggetti etc etc. Quando un coniglio viene ceduto i passi di recupero possono essere:

abituarlo alla corretta alimentazione. Non è semplicissimo a seconda soprattutto dell’età del coniglio. Se un coniglio ha 6 mesi è un conto, se ha 3 anni è un altro e se ne ha 8 è ancora differente. Diciamo che in linea di massima si procede lasciando parte del vecchio cibo e inserendo il nuovo. Il fieno può essere inserito subito, in quanto non ha controindicazioni, poi si inizia da poca verdura (finocchio, poi sedano con foglie, a seguire radicchio, infine altre verdure di cui in ultimo le insalate verdi). E’ semplice su un coniglio giovane, è fattibile su un coniglio adulto, mentre su un anziano ci vuole davvero molta cautela essendo certamente ormai l’intestino gravemente danneggiato dalle granaglie. Non parliamo del fattore denti, dopo magari anni di granaglie.

se un coniglio è vissuto fermo in gabbia necessita riabilitazione fisica. Non è infatti in genere possibile liberare immediatamente il coniglio che rischia gravi lesioni alla spina dorsale. L’ideale è mettere l’animale in un habitat più grosso, di modo tale che possa iniziare a muoversi ma senza strafare. Mano a mano si va ad allargare lo spazio, fino a donare la libertà completa. Per fare questa cosa servono a volte mesi.

-ultimo ma non meno importante: la socializzazione con l’umano. Ci sono animali che hanno molto patito la prigionia o altre sorte di maltrattamenti. Forse non immaginate che ci sono persone che ahimè picchiano l’animale, battono sulla gabbia in cui lo hanno rinchiuso, spaventano e terrorizzano il coniglio il quale perde ovviamente la fiducia nei confronti dell’umano. Anche in questo caso molto dipende dal maltrattamento subito e dal tempo di reclusione. Molti conigli di istinto sono paurosissimi: far capire all’animale che non tutti sono cattivi non è assolutamente facile e non c’è un tempo preciso di recupero.

Ultimo dettaglio: le cure mediche. Spesso i conigli soffrono di dermatiti, pododermatiti, infezioni etc etc per essere stati fermi in gabbia, poi ovviamente dovranno fare vaccini e sterilizzazione. Vi sembra un percorso facile? Chiaramente poi questi piccoli dovranno trovare case amorevoli e affidabili: certo, forse il passo più complesso è proprio questo!

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