Gattari da legare: Una foto, una guerra

Una semplice foto può riportare alla mente molte cose.

Gattari da legare: Una foto, una guerra

Stamattina, tra le varie terribili foto della popolazione di Aleppo che cerca di sopravvivere, ho visto quella di una famiglia sfollata. Il padre aveva un gatto sulla spalla. Vi avevo già parlato del gattaro di Aleppo, e di come il rifugio fosse stato bombardato. Quanti più gatti possibili sono stati affidati alle famiglie che abbandonavano la zona est della città, ma altri sono stati recuperati con i bombardamenti degli ultimi giorni.

Avere un animale domestico in tempo di guerra: un motivo di angoscia non da poco. Si tratta di un altro familiare, un altro membro da proteggere e sfamare. Quel bel gattino stava lì, come un pappagallo sulla spalla di un filibustiere, e mi ha stupito molto: in caso di necessità, anche i mici rivedono le proprie abitudini. Io ho vissuto per decenni sotto un vulcano attivo. Il nostro personalissimo piano di evacuazione prevedeva gabbiette sempre pronte: chi è a casa, in caso di emergenza, prende i pelosi. Spero che Aleppo, i suoi gatti e i suoi bambini trovino un po' di pace.

Foto | Flickr

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