Problemi comportamentali di viaggio e trasporto nel cane: quanti proprietari fanno terapia?

Problemi comportamentali di viaggio e trasporto nel cane: quanti proprietari fanno terapia?

Nei problemi comportamentali di viaggio e trasporto, quanti proprietari fanno davvero terapia? Ecco i risultati di uno studio.

Una delle lamentele più frequenti che viene fatta al veterinario riguarda il cane che ha paura di viaggiare in auto, ulula e vomita tutto il tempo. La cosa curiosa è che tali lamentele sono cicliche: ogni volta che il cane viene portato dal veterinario il proprietario si lamenta, il veterinario gli dice cosa dovrebbe fare, il proprietario non lo fa e puntualmente la volta dopo ricomincia tutto da capo. Se già sapete che non avete tempo e voglia di applicarvi nella terapia rieducativa del cane, non fate perdere tempo e voce al veterinario chiedendogli sempre le stesse cose quando già sapete a priori che non farete nulla in proposito.

Problemi comportamentali del cane e terapia

Lo studio dal titolo “Survey of travel-related problems in dogs”, Mariti C, Ricci E, Mengoli M, Zilocchi M, Sighieri C, Gazzano A. Vet Rec. 2012 May 1 ci spiega che, purtroppo, quasi mai viene fatta terapia per i disturbi comportamentali del cane quando viaggia. Lo studio intervistava 907 proprietari di cani che avevano viaggiato almeno una volta in auto. I risultati erano questi:

[progressbar title=”cani che reagivano positivamente al viaggio” percentage=”yes” value=”73.2″]
[progressbar title=”cani che reagivano sempre negativamente” percentage=”yes” value=”6.7″]
[progressbar title=”cani che non venivano mai più portati in auto” percentage=”yes” value=”4.7″]

Si è visto che durante i viaggi in auto sono maggiormente presenti comportamenti di eccitazione e non di inibizione. La maggior parte dei cani, l’86%, era stata fortunatamente abituata a viaggiare in auto sin da cucciolo, riducendo così al 6.3% il rischio di sviluppare problemi, contro il 24% di chi non abitua il cane a viaggiare da cucciolo.

I cani abituati a viaggiare in auto solo per andare dal veterinario avevano un rischio del 46.4% di sviluppare problemi, contro il 22.7% di chi viaggiava anche per andare in altri posti.

Ma la cosa veramente interessante è che nei cani con problemi di viaggio:

[progressbar title=”i proprietari non facevano nessuna terapia” percentage=”yes” value=”96.3″]
[progressbar title=”i proprietari non chiedevano consigli” percentage=”yes” value=”48.7″]
[progressbar title=”i proprietari cercavano di risolvere il problema da soli” percentage=”yes” value=”40.4″]

Cosa vuol dire?

Lo studio ha messo in luce come la stragrande maggioranze dei proprietari con cani con problemi a viaggiare e di trasporto, pur essendo consci del problema, lo ignora, facendolo così strutturare e peggiorare. Molti non chiedono neanche consigli, altri chiedono consigli e poi non fanno nulla. E poi c’è chi prova a mettere una pezza da solo, non considerando il fatto che se con i loro sistemi educativi hanno contribuito a generare il problema, difficilmente adesso da soli riusciranno a rimediare. Anche perché in tal caso non avrebbero causato il problema. Questo a meno di non diventare loro stessi educatori cinofili o veterinari comportamentalisti.

La cosa veramente curiosa sono, però, quelle situazioni in cui i proprietari conoscono il problema, non fanno nulla per anni, poi si trovano in una situazione di emergenza e non sanno come fare, pretendendo che il veterinario gli risolva il problema comportamentale in cinque minuti: insegnate al cane a viaggiare correttamente in macchina prima di doversi trovare nella situazione di doverlo portare d’urgenza da qualche parte e non riuscire neanche a caricarlo perché avete ignorato sempre il problema.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | [email protected]

Via | Pub Med

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