Pemfigo foliaceo nel cane: cause, sintomi e terapia

Come si cura il pemfigo foliaceo nel cane? Quali sono i sintomi e come avviene il contagio? Ecco cause, sintomi, diagnosi e terapia del pemfigo foliaceo nel cane.

Australian Sheperd

Pemfigo foliaceo nel cane - Una delle malattie immunomediate più frequenti nel cane è il pemfigo foliaceo. Come patologia la si può trovare anche nel gatto, ma è più rara. Quello che accade in questa malattia autoimmune è che il cane produce anticorpi contro i desmosomi, il che provoca il distacco dei cheratinociti della cute con formazione di pustole. Andiamo dunque a scoprire cause, sintomi, diagnosi e terapia del pemfigo foliaceo del cane, malattia in cui, tecnicamente, non si può parlare di contagio in quanto non si trasmette tramite aerosol o contatti, ma è una malattia in cui l'organismo del cane reagisce contro se stesso.

Pemfigo foliaceo nel cane: cause e fattori predisponenti

Il nome pemfigo si usa per indicare un gruppo di malattie vescicolari e bollose della cute, caratterizzate da acantolisi e da formazione di autoanticorpi. Ci sono diverse forme di pemfigo nell'uomo:

  • pemfigo volgare
  • pemfigo foliaceo
  • pemfigo eritematoso
  • pemfigo paraneoplastico
  • pemfigo a IgA
  • pemfigo erpetiforme
  • pemfigo superficiale

Per quanto riguarda la veterinaria, per ora vengono riconosciute tre forme:

  • pemfigo volgare
  • pemfigo foliaceo
  • pemfigo paraneoplastico

Parlando di pemfigo eritematoso, alcuni dermatologi veterinari sostengono che si tratti di una forma lieve e iniziale del pemfigo foliaceo, altri, invece, non la riconoscono come forma. Nel gatto, invece, sono stati descritti casi di pemfigo volgare e pemfigo foliaceo. Tuttavia, sia nel cane che nel gatto, la forma di pemfigo che si vede maggiormente è quella del pemfigo foliaceo.

Come dicevamo, nel pemfigo foliaceo il corpo comincia a produrre anticorpi contro se stesso, in particolare contro i desmosomi, le strutture che tengono unite le cellule epiteliali. Questi anticorpi causano acantolisi con distacco delle cellule della cute e formazione di vescicole piene di un liquido chiaro, talvolta contenenti leucociti (soprattutto neutrofili e eosinofili). Le cellule epiteliali che non riescono più a stare connesse con le altre, perdono la loro forma e ne assumono una tondeggiante: si tratta dei cheratinociti acantolitici o acantociti, i quali li si trova anche nel liquido della pustola.

Nel pemfigo foliaceo il distacco delle cellule avviene più superficialmente, mentre nel pemfigo volgare più in profondità. Questo dipende dal tipo di anticorpo prodotto in ciascun pemfigo: ognuno va a colpire desmosomi diversi, a differenti profondità.

Pare che nel cane ci siano dei fattori predisponenti allo sviluppo del pemfigo foliaceo:

  • genetica
  • luce ultravioletta
  • microorganismi (anche Leishmaniosi)
  • farmaci

Ovviamente non è che tutti questi fattori possano scatenare una malattia del genere in ogni cane: il cane in questione deve essere predisposto a svilupparla. Non pare esserci, invece, predisposizione di esso.

Pemfigo foliaceo nel cane: sintomi

Il pemfigo foliaceo nel cane lo si può vedere in tutte le razze, ma alcune paiono essere maggiormente predisposte:

  • Akita inu
  • Chow Chow
  • Dobermann
  • Terranova
  • Collie
  • Bassotto
  • Shar-pei
  • Pastore australiano

L'età di insorgenza media è 4 anni, solitamente i cani lo manifestano prima del quinto anno di vita. I sintomi del pemfigo foliaceo nel cane (e nel gatto) sono:

  • macule che si trasformano in pustole (follicolari o non follicolari)
  • le pustole si seccano e si forma una crosta giallo-brunastra
  • a volte le croste hanno disposizione a collaretti
  • sotto le croste si trova una superficie umida ed essudativa
  • quando sono coinvolti anche i follicoli, si hanno aree di alopecia
  • ipercheratosi dei cuscinetti plantari
  • febbre
  • depressione
  • zoppia
  • linfoadenomegalia
  • edema
  • prurito

Le zone in cui si manifestano maggiormente le lesioni sono:

  • naso
  • zona perioculare
  • padiglione auricolare
  • cuscinetti plantari
  • genitali
  • zona periungueale (soprattutto nei gatti)

Solo raramente sono coinvolte anche le mucose.

Diagnosi e terapia del pemfigo foliaceo nel cane

Ci sono diverse diagnosi differenziali da prendere in considerazione nel pemfigo foliaceo del cane:

Per la diagnosi è necessario effettuare raschiati, esami citologici, esame istologico, esami del sangue, ecografia e esami sierologici: bisogna escludere, infatti, tutte queste malattie. La conferma della diagnosi, però, avviene solo tramite istologia.

Parlando di terapia del pemfigo foliaceo, essendo una malattia immunomediata, significa tre cose:

  1. la terapia sarà immunosoppressiva
  2. la terapia spesso è a vita (tranne nei casi di pemfigo da farmaci: qui, una volta sospesi i farmaci scatenanti e curati i sintomi, probabilmente non si avrà bisogno di ulteriore terapia)
  3. non è una malattia dalla quale il cane guarisce, al massimo si tengono i sintomi sotto controllo

Scopo della terapia è trovare la dose minore di farmaci immunosoppressivi necessari a controllare i sintomi della malattia. Ma anche in questo caso aspettatevi delle recidive, soprattutto nei mesi estivi. Inizialmente il veterinario accosterà alla terapia immunosoppressiva anche una terapia antibiotica, per evitare sovrinfezioni batteriche secondarie.

Come primo approccio, normalmente si usano i cortisonici a dosi immunosoppressive. Altri farmaci che si possono associare per ridurre il cortisone (ma anche loro non sono privi di effetti collaterali) sono l'azatioprina (non nel gatto per soppressione del midollo osseo), il clorambucile e la ciclosporina. Questi ultimi farmaci, però, ci mettono anche 2-4 settimane prima di mostrare degli effetti.

Nelle forme localizzate è possibile usare terapie topiche a base di cortisonici o di tacrolimus. La prognosi è variabile, dipende da quanto è grave il pemfigo e da come reagisce il cane ai farmaci e ai vari effetti collaterali.

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | iStock

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