Acoustic Kitty, il programma della CIA per spiare i sovietici con i gatti

Una storia alla James Bond, ma ambientata negli anni Sessanta e con gatti come protagonisti: ecco Acoustic Kitty, il programma segreto della CIA volto a spiare i sovietici grazie all'ausilio dei gatti.

Il gatto spia aka James Bond felino

Altro che FBI: Operazione Gatto, qui non siamo in un film Disney, bensì in una storia vera. Sembra che negli anni Sessanta gli agenti della CIA crearono il programma Acoustic Kitty: in pratica avrebbero spiato i sovietici grazie all'aiuto dei gatti. Praticamente dei James Bond felini, degli 007 che al posto di gustarsi un Vodka-Martini "agitato" non "mescolato", si dilettano con crocchette e tonno. Siamo nei primi anni Sessanta, quando la CIA si mise in testa di provare a usare i gatti per spiare i diplomatici sovietici (eravamo ai tempi della Guerra Fredda). Come tutti i programmi della CIA, anche questo doveva avere un nome in codice: quale miglior definizione di Acoustic Kitty?

Gatti che spiano i russi: il programma Acoustic Kitty della CIA

Tutto origina da un'idea avuta dal dipartimento scienza e tecnologia della CIA: secondo questo progetto, si sarebbe potuta sfruttare l'adorazione naturale dei gatti per davanzali delle finestre, bidoni dell'immondizia e panchine per registrare voci e suoni che sarebbero poi stato intercettati da agenti segreti appositi. Ma come può essere venuta in mente un'idea simile? Semplice: la CIA voleva tenere sotto controllo un certo capo di stato senza farsi vedere e avevano notato che, intorno alla casa di costui, si aggiravano diversi gatti.

Visto che i gatti sono curiosi per natura, la CIA decise che, una volta addestrati a dovere, i gatti si sarebbero recati nei posti giusti per spiare le conversazioni dei nemici.

Come funzionava il programma Acoustic Kitty

Per far funzionare il programma Acoustic Kitty, la CIA chiese ad un veterinario di impiantare un trasmettitore radio sulla nuca di un gatto e un microfono nel condotto uditivo, con un filo praticamente invisibile che univa i due gadget tecnologici. Purtroppo quando tali informazioni nel 2001 sono state declassificate come top secret, non solo è venuta alla luce tutta la storia di questo programma, ma anche tutte le complicanze del caso e le censure fatte nei rapporti per nascondere i dettagli più crudeli di questo sperimento.

Successivamente il gatto venne addestrato per fargli capire quali suoni dovesse ascoltare. Victor Marchetti, un ex ufficiale della CIA, ha poi spiegato che il piano si basava sul fatto che anche l'orecchio del gatto ha una coclea e quindi, opportunamente addestrato, sarebbe stato in grado di filtrare i rumori non rilevanti.

Acoustic Kitty: un flop clamoroso (e prevedibile)

Se quelli della CIA avessero conosciuto meglio i gatti, si sarebbero resi conto che un progetto come Acoustic Kity era destinato a fallire sin dal principio. Al di là del fatto che le batterie dei dispositivi sul gatto duravano troppo poco (i gatti non hanno un corpo enorme, quindi si potevano usare solamente batterie piccole, il che vuol dire una durata minima), gli addestratori si resero conto che i gatti avrebbero seguito l'addestramento ricevuto solo fino a quando non avessero annusato qualche cibo appetibile: a questo punto avrebbero messo da parte l'amore patrio per dedicarsi esclusivamente all'amore felino, ovvero il cibo.

In pratica i gatti, quando annusavano qualche cibo interessante, smettevano di spiare per andare a mangiare.

Nonostante questi problemi, la CIA volle comunque testare il suo progetto. Liberarono il primo gatto spia di Acoustic Kitty per ascoltare i discorsi di due uomini in un parco vicino all'Ambasciata Russa. Peccato che, non appena il gatto venne liberato e spedito a compiere la sua missione di spia, venne subito investito da un taxi di passaggio e morì sul colpo. Nel 1967 la CIA decise così di lasciar perdere il piano, anche perché l'intero progetto era costato fino a quel momento 20 milioni di dollari.

Era ovvio fin dal principio che il progetto era destinato al fallimento. Chiunque conviva con un gatto sa quanto sia difficile addestrarli e sa anche che il gatto fa quello che gli chiediamo di fare solo fino a quando ne ha voglia. I gatti sono bravissimi a spiarci e a nascondersi nei posti più impensati, ma il problema è che lo fanno per loro diletto, non per accontentare noi.

Via | Focus

Foto | iStock

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