Pellicce nella moda: Lav con Fur Free Alliance per la campagna contro Prada

In vista della Settimana della Moda, LAV e Fur Free Alliance chiedono a Prada di abbandonare l'uso di pellicce!

#PRADAFURFREE

#PRADAFURFREE, questo l'hastag di cui sentiremo parlare a settembre 2018, mese che ospita, come ogni anno, le sfilate di moda internazionali per le collezioni della prossima primavera-estate. Si parte da New York, per arrivare poi a Londra, Milano e concludere con Parigi. Anche in occasione di queste passerelle fashion, la LAV chiede all'industria della moda di dire basta all'uso di pellicce. E con Fur Free Alliance lancia un appello forte e chiaro al marchio di moda Prada.

Ci sono marchi di moda che hanno già aderito alla campagna della LAV per smettere di usare le pellicce nell'industria fashion. Oggi la Fur Free Alliance, di cui anche la Lega Anti Vivisezione fa parte, avvia la campagna globale dedicata al marchio Prada, per collezioni fur free, seguendo il buon esempio di colleghi del calibro di Gucci, Versace, Armani, Michael Kors, Donna Karan, Hugo Boss e molti altri ancora.

Durante le Settimane della Moda di New York, Londra, Milano e Parigi verrà chiesto a Prada di smetterla di sfruttare gli animali e l'ambiente, abbracciando una moda più etica e sostenibile, quella che oggi cercano i nuovi consumatori e le nuove generazioni, più attenti a tematiche di questo tipo. Joh Vinding, presidente della Fur Free Alliance, ha spiegato:

I consumatori sostengono le aziende che dimostrano di preoccuparsi degli animali, motivo per cui così tanti concorrenti di Prada sono già passati al fur-free. Prada dovrebbe unirsi ad altri leader della moda invece di sostenere una filiera estremamente crudele come quella della pellicceria.

Mentre Simone Pavesi, responsabile LAV Area Moda Animal Free, aggiunge:

Le nuove generazioni di consumatori, anche nel settore del lusso, sono più sensibili alle problematiche di sfruttamento animale e ambientale conseguenti alle scelte dei propri acquisti. Per questo motivo Prada dovrebbe riconsiderare le proprie produzioni sostituendo i materiali animali, a cominciare dalle pellicce, in favore di una moda più etica e sostenibile.

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