Jako, la storia del cane bruciato vivo a San Pietro Vernotico

Anche Le Iene hanno parlato della storia di Jako, il cane bruciato vivo a inizio novembre a San Pietro Vernotico.

Jako, il cane bruciato vivo

Jako, il cane bruciato vivo a San Pietro Vernotico, è stato ucciso con la colpa di abbaiare molto. Il fatto risale alla notte tra il primo e il 2 novembre, ma recentemente la sua storia è tornata di stretta attualità per un servizio del programma televisivo de Le Iene. Il cane, un husky siberiano, era stato dato alle fiamme nel paese in provincia di Bari.

Jako viveva con un'anziana signora disabile di 87 anni. In molti si erano lamentati del fatto che abbaiava. Alcuni ritenevano che abbaiava troppo. Alla donna erano arrivate anche minacce e ritorsioni. C'era chi minacciava di avvelenare il cane se non avesse trovato il modo di farlo rimanere in silenzio. La notte tra il primo e il 2 novembre quelle minacce sono diventate una tragica realtà. Jako è stato legato al guinzaglio, cosparso di benzina e arso vivo. A dare l'allarme un vicino che ha sentito uno strano odore di bruciato nell'aria.

A causa delle ustioni e delle ferite riportate, il cane di 7 anni, che era in attesa di un intervento chirurgico in una clinica del capoluogo pugliese, è morto poche settimane dopo, lottando fino all'ultimo respiro per rimanere in vita e salvarsi. Sin da subito, però, le sue condizioni erano apparse disperate.

Gli agenti indagano ancora per crudeltà verso gli animali. E dopo la morte di Jako si è aggiunta anche l'aggravante dell'uccisione. Reati a carico di ignoti, dal momento che ancora non si sa chi abbia potuto compiere un gesto tanto crudele.

Alessandro Politi delle Iene ha incontrato l'uomo che, secondo tutti quanti in paese, sarebbe l'autore del terribile gesto.

Foto iStock

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