Non è un paese per cani (in vacanza)

Certe notizie mi riportano sempre allo stesso pensiero: le cose che vengono dette vengono poi applicate? Mi spiego meglio: qualche tempo fa vi avevamo parlato del fatto che le spiagge per cani siano, spesso e volentieri, solamente uno specchietto per le allodole per i tanti vacanzieri che non vogliono rinunciare alla compagnia del proprio amico durante le ferie. Spiagge e stabilimenti dove i cani che entrano devono obbligatoriamente essere tenuti legati sotto l'ombrellone e non possono assolutamente essere fatti entrare in acqua o altri stabilimenti dove i cani sono più liberi ma l'ingresso giornaliero costa fino ad ottanta euro.

Oggi leggo su Il Mattino che a Capri, quindi un'isola che basa la propria economia sul turismo e che verso il turista dovrebbe avere un occhio di riguardo, soprattutto visto quanto costa soggiornare a Capri per le vacanze, i cani non possono salire sull'autobus. Nessun cane, né l'alano né lo yorkshire e, il tutto, per un regolamento che risale l 1942. Ovviamente i ricchi turisti con cani a seguito si sono arrabbiati e hanno fatto sentire la loro voce. C'è da capire dove ci si blocchi nel nostro Paese. Da una parte si fanno campagne contro gli abbandoni e si inaspriscono (giustamente) le pene per chi commette questo reato ma dall'altra non si fa niente per tutelare e aiutare chi non si vuole separare dal proprio pet durante le vacanze.

Foto| Flickr

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