Cani scrittori: Ori, il setter laverack, che abbaia le storie

Virginia Cerrone con Ori, il cane abbaiastorieVirginia Cerrone si paragona ad una gatta e ha scritto un libro – Ori l'abbaiastorie – in cui il suo cane, Ori appunto, è il protagonista, anzi il narratore. Si tratta di racconti semplici, destinati soprattutto ai più piccoli ma che fanno bene anche a noi più grandicelli. Tra le pagine del libro troviamo una serie di amici - cani, gatti, uccelli, pesci - che vengono presentati da Ori (il setter laverack in foto), e con lui si intrattengono in amicizia.

In “Ori l'abbaiastorie” ci sono molti animali: da dove nasce la tua passione per gli animali domestici?
È una passione che risiede nella mia famiglia d’origine dove non sono mancate le frequentazioni con gli animali domestici; una passione che si è andata consolidando quando, prima i gatti e poi Ori sono entrati a far parte della mia vita.

Come nasce il tuo libro?
Suona come banalità l’affermazione che solo chi ha avuto un cane può capire il valore di un’esperienza meravigliosa. Il libro è una sorta di tributo a Ori, ho sentito di doverglielo.

Dal libro si capisce che la tua preferenza va a cani e gatti. Quali pets non vorresti mai avere e perché?
I pets che non vorrei avere sono gli animali in gabbia come anche i pesciolini nella boccia. La libertà è un valore che non ha prezzo, anche per gli animali.

Ti definisci una gatta ma fai parlare un cane: come mai?
Perché sono una “gatta” atipica, in quanto amo i cani e poi non capita tutti i giorni di avere un cane narratore, anzi, narrat…Ori. Avevo scritto le storie in prima persona, poi ho pensato che affidare la narrazione al mio cane avrebbe aggiunto valore alle storie stesse.

Consigliaci un libro e un film sugli animali
Il libro sugli animali che, in assoluto, amo di più è Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda. Di film ne citerei due: Ratatouille e L’era glaciale. Il primo per la profondità della storia dove il protagonista è uno degli animali riconosciuti come più intelligenti, l’altro perché lo ritengo genialità allo stato puro.

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