Pasqua 2019, menu per un pranzo vegano che salva gli agnelli

Per Pasqua 2019 la LAV propone di salvare tanti agnelli portando in tavola un menu per un pranzo vegano.

agnelli

Come salvare gli agnelli a Pasqua? La tradizione, che non è della religione cattolica, ma ereditata dalla Pasqua Ebraica, fa storcere il naso a molte associazioni animaliste e a chi non comprende come un povero cucciolo di poche settimane possa essere ucciso per essere portato in tavola. La LAV, anche quest'anno, propone il suo menu vegano e cruelty free.

Da 15 anni la LAV propone un menu di Pasqua privo di ingredienti di origine animale. Per il secondo anno consecutivo FunnyVeg Academy, scuola di alta cucina, fondata dallo chef Simone Salvini, ha ideato un menu 100% veg. Si tratta di piatti ideali per festeggiare un momento così importante, rispettando anche gli animali. In questo caso agnelli macellati a poche settimane di vita, dopo aver sentito le urla dei loro compagni e dopo averli visti morire. Vivono tre minuti di vera e propria agonia a causa della morte per dissanguamento da gola tagliata.

 

Menu di Pasqua vegano e cruely free


Il menu redatto dalla LAV, la Lega Anti Vivisezione, propone dall'antipasto al dolce delle varianti che possono accontentare chi segue una dieta vegana:


  • Hummus di piselli e cialde croccanti, ricetta di Simone Salvini, a base di cialde di farina di piselli e coriandolo, con hummus realizzato con piselli, avocado, coriandolo, succo di lime, olio piccante.

  • Cannelloni al profumo di basilico, ricetta di VeggieSituation, a base di pasta fresca di semola di grano duro, tofu, tofu affumicato, basilico, mandorle, besciamella a base di soia e farro.

  • Tortino primaverile di asparagi, ricetta e piatto di Giulia Giunta, a base di farina di ceci, farina di riso, farina di mais fioretto, acqua o bevanda vegetale, asparagi, cipollotti, lievito alimentare, prezzemolo, olio, sale, pepe.

  • Tiramisù alle noci di macadamia, ricetta di Stefano Broccoli.


Qui trovate le ricette della LAV per una Pasqua vegana.

Foto Pixabay

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