Richard Gere e i cani: un'amicizia non solo da film

Richard GereRichard Gere è tornato a far parlare di sé con il film Hachiko, che racconta la storia vera dell'omonimo cane, di razza Akita, che per dieci anni continuò ad aspettare in stazione il suo padrone ormai morto. In questi anni Gere, conosciuto dal grande pubblico per i suoi ruoli da maschio irresistibile, ha modificato moltissimo la sua immagine di attore e di uomo, specie dopo la conversione al buddismo tibetano e ai suoi rapporti con il Dalai Lama.

In una bella intervista a proposito di Hachiko, su Primissima, Gere ha raccontato che sia nella sua vita da bambino che in quella di adulto ci sono sempre stati dei cani. Al momento ha una cagnolina chiamata Billie in onore della grande Billie Holiday. Gere confessa che In un certo senso è come se avessi voluto girare questo film per mio figlio e per il mio cane. Il regno animale non è un posto semplice: ci sono molte paure, l’angoscia per la sopravvivenza, per il cibo, per trovarsi un posto caldo. (continua)

Potenzialmente il mondo di noi umani è molto più sicuro. Sicuramente abbiamo meno paura di quanto ne abbiano gli animali di lasciare le loro case. Noi uomini viviamo in un posto meraviglioso grazie all’intelligenza che ci deriva dai nostri cervelli più sviluppati ci poniamo domande riguardo all’esistenza nei cui confronti gli animali non hanno alcuna preoccupazione.

Trovo molto interessante il suo commento. In effetti corriamo sempre il rischio di umanizzare i nostri animali o di pensare che il modo e il mondo in cui vivono, quando sono lontani dagli uomini, sia idilliaco. Gere sembra avere una prospettiva corretta dei rapporti tra regno umano e regno animale, forse anche in virtù del pensiero buddista sulla reincarnazione. Continuate a leggere l'intervista e poi magari ditemi cosa ne pensate.

Foto | Flickr

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