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Treviso, multa di 400 euro al padrone che non ha raccolto gli escrementi del cane

Treviso, multa di 400 euro al padrone che non ha raccolto gli escrementi del cane

A Treviso inasprimento dei controlli e multe per chi non raccoglie le feci del cane: si parla di sanzioni da 400 euro.

A Treviso è prevista una multa di 400 euro al padrone che non raccoglie gli escrementi del cane. Forse l’uomo di 59 anni che si è visto comminare la sanzione dalla Polizia Locale non lo sapeva o ha preferito ignorare tale legge. Ma per lui non c’è stato scampo: colto sul fatto dai poliziotti, forti anche di alcune fotografie, lo hanno inchiodato e costretto a pagare la multa. E’ la prima sanzione legata all’applicazione effettiva del nuovo regolamento urbano di Treviso, quello approvato lo scorso ottobre.

Treviso: sanzioni per chi non raccoglie le feci dei cani

Il Comune stesso ha spiegato come sono andate le cose. Il cane dell’uomo ha defecato in strada, ma il proprietario ha fatto finta di niente, non raccogliendo le feci come suo preciso dovere. I poliziotti, rimasti a distanza, hanno prima fotografato il comportamento scorretto e poi hanno contestato all’uomo la violazione commessa. Il proprietario ha pure negato i fatti, ma messo di fronte all’inequivocabile testimonianza fotografica non ha avuto scelta: ha dovuto pagare.

Il Comune ha spiegato che i controlli andranno avanti: il personale sarà sia in uniforme che in borghese e si avvarrà anche dell’auto di videocamere di sorveglianze e fotografie. La multa da 400 euro, inoltre, non sarà un’esclusiva di chi non raccoglie le feci del cane: anche chi non usa il guinzaglio e lascia libero il cane verrà multato.

Marco Conte, sindaco di Treviso, ha affermato che la maleducazione e mancanza di senso civico non verranno più tollerati. Bisogna rispettare il prossimo e la città. E anche lui, come anche il Comune di Milano che ha varato il nuovo regolamento per gli animali, ha ribadito che il problema non sono mai gli amici a quattro zampe, bensì la maleducazione di qualche proprietario.

Via | Il Secolo XIX

Foto | Pixabay

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