Gattari da legare: Sfingi senza enigmi

angry catChi di voi non ha mai esclamato guardando il proprio gatto “ma perché non parli? Ti manca solo la parola!”, perdendosi negli enigmatici occhi del felino di casa? Ci siamo sentiti tutti un po’ inquieti, a disagio, mentre lui ci guardava come per sezionarci, analizzarci, come se dovesse, da un momento all’altro, rivelarci cose su noi stessi che non avremmo mai immaginato.

Quando provo a sostenere lo sguardo dei miei gatti, i risultati possono essere due: 1) non resisto e corro a coccolarli, malgrado la mia stessa volontà. 2) Non resistono e corrono a farsi coccolare, malgrado la mia stessa volontà.

Ma mi è venuto un dubbio: essendo i gatti animali divinamente affascinanti, hanno davvero bisogno di attirarci con un sortilegio? Davvero pensano ai massimi sistemi? O, più semplicemente, sono così magnetici da soggiogarci anche se pensano a quando arriverà l’ora della pappa?

Oscar Wilde, in un suo racconto, descrive una donna misteriosa, il cui fascino le viene conferito proprio dall’ombra che cela parte della sua vita. Si scoprirà che quell’ombra non nasconde nulla di drammatico ma che, anzi, non nasconde proprio nulla. Forse anche il gatto, in realtà, è una sfinge senza enigmi: gli attribuiamo poteri telepatici nascosti solo perché, la verità, è la cosa più difficile da scorgere. E la verità è che il gatto è assolutamente, incontrovertibilmente, semplicemente perfetto.

Foto | Flickr

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