Petsblog Animali domestici Miosite dei muscoli masticatori o miosite atrofica del cane: cause, sintomi e terapia

Miosite dei muscoli masticatori o miosite atrofica del cane: cause, sintomi e terapia

Miosite dei muscoli masticatori o miosite atrofica del cane: cause, sintomi e terapia

Che ne dite se oggi andiamo a parlare di una malattia particolare dei cani, la miosite dei muscoli masticatori? Anche nota come miosite atrofica non è una patologia di frequente riscontro, tuttavia ogni tanto può capitare di vederla. Diciamo subito che si tratta di una malattia che finora è stata vista solamente nei cani, per ora non ci sono segnalazioni nei gatti, ma non è da escludere che prima o poi possano esserci. Andiamo dunque a dare uno sguardo a cause, sintomi, diagnosi e terapia della miosite dei muscoli masticatori o miosite atrofica del cane.

Cause e sintomi

Dunque, la miosite dei muscoli masticatori o miosite atrofica del cane non ha una causa ben definita. Diciamo che molto probabilmente si tratta di una malattia immunomediata la cui causa deve essere ancora studiata e chiarita. Quello che è certo è che, oltre a colpire solo il cane, le lesioni e il malfunzionamento sono a carico dei muscoli masticatori.

La miosite dei muscoli masticatori o miosite atrofica del cane distingue una fase acuta e una fase cronica. I sintomi della fase acuta sono quelli di gonfiore e dolore dei muscoli temporali e massetere, ma difficilmente il cane viene portato a visita per questi motivi. Più facile che questa fase passi inosservata da parte del proprietario e che il cane venga portato a visita durante la fase cronica della patologia, quindi quando i muscoli masticatori sono ormai atrofizzati e il cane non riesce ad aprire più la bocca. In effetti gli unici casi che ho visto appartenevano proprio alla fase cronica: cani in cui era ormai impossibile aprirgli la bocca, anche in anestesia.

Diagnosi e terapia

Per quanto riguarda la diagnosi, il sospetto viene emesso tramite visita clinica: non si riesce ad aprire la bocca del cane neanche quando è sotto anestesia. A questo punto, però, se volete avere la diagnosi di certezza, bisogna effettuare delle biopsie a livello dei muscoli temporali e massetere: qui si trovano anticorpi antifibre muscolari di tipo 2M, fattore che conferma la diagnosi.

Per quanto riguarda la terapia, di solito si usano dosi di attacco di prednisolone ad alto dosaggio, associato o meno ad azatioprina: questo lo si fa per risolvere la situazione acuta. Una volta sbloccato il problema e controllati i sintomi, ecco che bisogna scalare il dosaggio fino ad ottenere una dose di mantenimento che eviti le recidive: in pratica bisogna trovare la dose minima che tiene i sintomi sotto controllo, senza esagerare con dosi alte per lunghi periodi se non ce n’è effettivo bisogno, visto e considerato che il cortisone ha diversi effetti collaterali (anche se in questo caso non è possibile non somministrarlo, se il cane non apre la bocca, non mangia e muore, non è pensabile di alimentarlo con la sonda da gastrotomia a vita). La prognosi diciamo che di solito è buona, ma mettete in conto che probabilmente il cane avrà bisogno di una terapia di mantenimento a vita, visto e considerato che si tratta comunque di un problema immunomediato, cioè è l’organismo del cane che agisce contro se stesso.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | billgarrett-newagecrap

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