La campagna dell’Adidas con Lukas Podolski che stringe il cuore di una mucca

La campagna dell’Adidas con Lukas Podolski che stringe il cuore di una mucca

In occasione dei Mondiali di calcio l'Adidas ha lanciato una pubblicità decisamente shock.

I mondiali di calcio sono alle porte e i tifosi vanno in visibilio. Non solo i tifosi, ma tutto il mondo del calcio e, naturalmente, anche quello della pubblicità che nel calcio, e nello sport in genere, vede sempre l’occasione per lanciare nuovi prodotti (si veda, per esempio, l’enorme importanza degli spot pubblicitari durante il Super Bowl negli USA).

Per questi mondiali l’Adidas ha scritturato, in Germania, Lukas Podolski, attaccante dell’Arsenal e della Nazionale tedesca (nel video in apertura di post lo vediamo che si presenta per il canale YouTube dell’Arsenale). La campagna pubblicitaria ruota attorno a questo claim: Per la Coppa del Mondo, io ti do il mio cuore! E per rendere visibile questa idea, l’Adidas ha pensato bene di mettere in primo piano un cuore: Podolski, infatti, stringe un cuore sanguinante di una mucca, da poco macellata.

A denunciare la campagna shock è Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, che definisce la trovata di “pessimo gusto che non lascia spazio a dubbi”.

Noi di Petsblog abbiamo chiesto a Leonardo Caffo – filosofo il Laboratorio di Ontologia dell’Università di Torino dove si occupa di filosofia teoretica, morale e di “questione animale” – di darci un parere sulla campagna dell’Adidas. Caffo prima di tutto ha inquadrato il problema, sottolineando come il punto focale sia nel fatto che l’animale non umano viene visto semplicemente come un automa di cartesiana memoria che è al servizio dell’uomo:

La pubblicità dell’Adidas non è un’eccezione: in un’epoca che ha fatto dello stato d’eccezione la norma, questa è solo l’estrema punta visibile dell’invisibile. Il cuore, tanto esaltato dalla poesia umana, negli animali non è altro che un corpo oggettualizzato tra gli altri infiniti organi con cui smontiamo quelli che continuano a essere niente di più che automi cartesiani.

Poi ha notato che il gesto immortalato nella campagna pubblicitaria è, purtroppo, di assoluta normalità in questa nostra società:

Lukas Podolski tiene in mano la normalità – se c’è stupore è soltanto perché siamo talmente assuefatti alla banalità del male che solo di rado, gesti eclatanti, ci svegliano dal sogno.

Leonardo Caffo, infine, ci ha invitati a guardare la questione da un punto di vista più ampio, ponendo l’accento sul fatto che la violenza non è solo in quel cuore macellato e mostrato ma sul come vengono trattati gli animali non umani per tutto l’arco della loro vita:

Ma è inutile stupirsi per i margini del problema quando ogni parte della realtà è costituita di relazioni violente. L’inferno non è quel cuore sanguinante, ma questa vita qui: quando davvero la pubblicità della Adidas diventerà un’eccezione, forse, e spiegabilmente, saremo vicini alla soluzione.

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