Lebbra felina: cause, sintomi e terapia dell’infezione da Mycobacterium lepraemurium

Lebbra felina: cause, sintomi e terapia dell’infezione da Mycobacterium lepraemurium

Oggi andiamo a parlare di una malattia dal nome che evoca terrore, ma che non è contagiosa per l’uomo: la lebbra felina provocata da Mycobacterium lepraemurium.

Lo so che al solo nominare la lebbra ci si spaventa, ma qui si parla di lebbra felina, una malattia dermatologica che colpisce solo i gatti e che è provocata da Mycobacterium lepraemurium. Essendo una malattia da un micobatterio, ecco che si è pensato di darle il nome generico di lebbra felina. Andiamo dunque a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia di questa patologia. E ribadisco ancora una volta che non colpisce l’uomo.

Cause

La causa della lebbra felina è il Mycobacterium lepraemurium, il quale è capace di creare delle lesioni di tipo granulomatoso, caratteristica fra l’altro comune a tutto il genere Mycobacterium. A questo genere appartengono altri due micobatteri tristemente celebri in medicina umana: il MycoBacterium tuberculosis, lo dice il nome stesso, responsabile della tubercolosi umana e il Mycobacterium leprae, responsabile della lebbre umana. Quello invece responsabile della lebbra felina è solamente il Mycobacterium lepraemurium, diverso quindi dai precedenti. Si tratta di batteri acido resistenti, che si colorano tipicamente con il metodo di Ziehl-Neelsen.

Il Mycobacterium lepraemurium è un bacillo gram positivo, non è mobile ed non è trasmissibile all’uomo in nessun modo e forma.

Sintomi

Per quanto riguarda i sintomi, la lebbra felina è endemica in diverse parti del mondo e può provocare malattia anche nei ratti. Per quanto riguarda la trasmissione, la lebbra felina si trasmette o con il morso di ratti o con il morso di altri gatti. Ecco i principali sintomi di lebbra felina:

  • indurimento di cute e linfonodi
  • alopecia
  • formazione di ulcere non responsive ai normali trattamenti
  • lesioni nodulari che arrivano a coinvolgere il tessuto sottocutaneo. I noduli possono essere singoli o multipli e normalmente sono confinate alla regione della testa (tipica la localizzazione sulle guance) o sugli arti. I noduli di solito sono mobili e di consistenza solida

Per quanto riguarda la diagnosi, dal punto di vista clinico inizialmente la lebbra felina può essere confusa con altre reazioni infettive locali, come per esempio morsi suppurati, ascessi fistolizzati, dermatiti. Tuttavia queste lesioni tendono a non guarire con le normali terapie a base di antibiotici e antinfiammatori e tutto perché la causa non è un batterio normale, bensì il Mycobacterium lepraemurium. A questo punto per fare diagnosi o si procede ad un esame istologico o se si è fortunati si possono vedere i bacilli tramite esame citologico, ma c’è una considerazione da fare. A livello ambulatoriale non si ha la colorazione di Ziehl-Neelsen che è quella base per evidenziare i micobatteri, si tratta di una colorazione particolare che hanno i grandi laboratori di analisi o le università. Però si possono evidenziare in maniera indiretta i micobatteri: facendo un esame citologico e colorando il vetrino con i normali reagenti che si utilizzano in ambulatorio, se si è fortunati all’interno dei macrofagi si vedranno non i bacilli colorati, bensì le loro sagome trasparenti. Praticamente i coloranti normali non riescono a colorarli, ma colorano quanto sta loro attorno dando la sensazione che nel macrofago ci siano dei vacuoli otticamente vuoti.

Terapia

Abbiamo visto che le normali terapie mediche a base di antibiotici, antinfiammatori, cicatrizzanti non servono a nulla in caso di lebbra felina. E’ vero, in quanto l’unica terapia che si è finora dimostrata valida è l’escissione chirurgica delle lesioni. Il che è facile quando si ha un nodulo singolo, ma quando la lesione è estesa a metà testa del gatto diventa decisamente più complicata la situazione.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Alexprevot

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