Gattari da legare: Anche i Nobel sbagliano

sneaking catNon molto tempo fa, ebbi un sussulto nel leggere il primo rigo di un capitolo de “L’anello di Re Salomone”, di Konrad Lorenz:

“Una delle tante idiozie assurte a dignità proverbiale […] è l’opinione che i gatti siano falsi”.

Ora, se un premio Nobel fa un’affermazione del genere, sono obbligata a citarlo! Secondo Lorenz, infatti, moltissimi animali al pari dei gatti si avvicinano in modo circospetto alla preda, nascondendosi e celando la propria presenza: questi animali, in genere, vengono definiti feroci, ma solo il gatto viene bollato come falso. Tra tutti i predatori, anche quelli divenuti domestici, il gatto è forse l’unico a dare segnali inequivocabili di un eventuale attacco.

Il gatto soffia, abbassa le orecchie, inarca la schiena, agita la coda: non graffia quasi mai senza preavviso, senza aver prima manifestato disagio o irritazione. Il gatto non si comporta mai in modo cordiale per poi cambiare atteggiamento senza preavviso. Fin qui, tutto bene: Lorenz, a mio avviso, aveva perfettamente meritato la sua fama, era un genio dell’etologia e, sicuramente, una brava persona.

All’improvviso, però, senza avvisaglie e più come un cane che come un gatto, sferra il colpo letale alla mia gioia: con quanto affermato, in realtà, non intendeva dare al gatto un merito che non ha, anzi! Fingere, come fanno i cani, è segno di grande intelligenza! E via a parlare del suo eccezionale cane Bully, così, di punto in bianco e con un repentino cambio d’argomento. Konrad Lorenz non era quel simpatico vecchietto circondato dagli anatroccoli che ricordavo. E diciamocelo: il Nobel lo hanno avuto in tanti.

Foto | Flickr

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