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Charles Bukowski e i gatti

Un ricordo del grande Bukowski come amante dei gatti: la poesia My Cats.

Charles Bukowski e i gatti

Vent’anni, il 9 marzo 1994, fa moriva lo scrittore e poeta Charles Bukowski, a causa di una leucemia fulminante: aveva 74 anni. Ci ha lasciato tanti scritti e, senza dubbio, molti di noi lo ricordano per i suoi testi forti, politicamente poco corretti, pieni di alcol e sesso. Ma Bukowski non è stato solo questo: ha anche un altro volto, probabilmente meno noto, ma non per questo meno affascinante.

Charles Bukowski amava i gatti. Se in rete ha avuto molto successo una sua frase in cui loda il dolce far niente dei mici (e visto che lo fa riferendosi esplicitamente all’abitudine di Mici di pulirsi le parti intime, questo suo aforisma ha avuto una diffusione pressoché virale), in realtà
Charles Bukowski aveva un’alta considerazione dei gatti, tanto che in un suo componimento poetico descrive il suo rapporto con i mici come se fossero suoi maestri.

La poesia (che ha per titolo My cats e che qui vi proponiamo in una nostra traduzione) può servire da commento alla foto che trovate di seguito nella quale c’è Bukowski che si perde negli occhi del suo gatto e lo accarezza teneramente. Trovo che sia una poesia splendida. Nel video, invece, vediamo Bukoswki che prende in braccio il suo gatto Minx.

Lo so. Lo so.
Sono limitati, hanno diverse
esigenze e
preoccupazioni

ma io li guardo e apprendo.
Mi piace il poco che sanno
che in fin dei conti
è molto.

Si lamentano ma
non si angustiano,
avanzano con sorprendente dignità.
dormono con una tale semplicità
che agli umani sfugge.

I loro occhi sono
più belli dei nostri
e possono dormire per venti ore
al giorno
senza esitazione o
rimorso.

Quando mi sento
abbattuto
devo solo guardare
i miei gatti
e mi torna il coraggio.

Studio queste
creature.

Sono i miei
maestri.

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