Gattari da legare: La gattara compulsiva

Gattari da legare: La gattara compulsiva

C'è una cosa che accomuna i veri gattari, quelli da colonia: le manie ossessivo compulsive.

Mi riferisco in particolare alla necessità di avere sempre sotto controllo il numero dei gatti. La gattara conta. Di continuo.

Il momento dei pasti può diventare un incubo per vari motivi: innanzitutto perché ci si deve assicurare che anche i gatti meno audaci o più deboli mangino. In secondo luogo la gattara si dovrà assicurare che tutti gatti rispondano all’appello. Il problema non è tanto che uno dei mici salti il pasto: a meno che non stiate somministrando una cura antibiotica al gatto, un po’ di digiuno non fa male a nessuno. Il vero problema è che scatta immediatamente il timore che gli sia capitato qualcosa.

So che potrà sembrare esagerato, e anche un po’ da menagramo, ma chiunque segua una colonia mi capirà. E capirà che problema maggiore sono le auto: ho vissuto in campagna, e appena arrivata pensai: “finalmente qui non ci saranno auto”. Macché: sulle strade secondarie, gli italiani tutti piloti.

Il problema si ripropone nelle sere d’inverno, quando fa più freddo. Il gattaro resta vicino alle cucce pronte per la notte, in piedi, sotto l’ombrello, prima facendo versi ridicoli per chiamare gli assenti, poi promettendo croccantini extra. Infine, oramai in ipotermia, minacciando di qualsiasi cosa i gatti mancanti. Che appariranno dopo un paio d’ore con l’aria innocente di chi era dietro l’angolo.

Il gattaro si fingerà arrabbiatissimo, ma in realtà si sentirà più leggero di 25 chili, e avrà un sorriso un po’ ebete. E sarà pronto per un’altra notte e un altro risveglio all’insegna del conteggio compulsivo.

Foto| Flickr

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