La Pets Economy vola anche in Italia nonostante la crisi economica

La Pets Economy vola anche in Italia nonostante la crisi economica

La crisi economica sta duramente colpendo l'Italia, ma questo non sembra interessare i proprietari di animali che spendono sempre più soldi per i loro animali domestici. Ma cosa riguardano queste spese?

La Pets Economy è un business che va a gonfie vele anche in Italia, nonostante la crisi economica che stiamo attraversando da tempo. I dati ci arrivano direttamente da QuattroZampeinFiera, la fiera dedicata agli animali domestici e a tutte le aziende del settore che con due edizioni, una il 7 e l’8 giugno a Milano e l’altra il 20 e il 21 settembre a Napoli, permetteranno a produttori e consumatori di venire in contatto per scoprire le ultime novità.

Che gli italiani amassero molto gli animali, lo sapevamo da tempo e i dati ci confermano questo grande amore: il 55% degli italiani ha in casa un animale domestico, con un aumento del 13,6 per cento rispetto all’anno scorso (il cane è l’animale più diffuso, con il 55,6%, seguito dal gatto, 49,7%, anche se sono in aumento gli animali da fattoria come pet domestici). Il 90 per cento, poi, sostiene che avere un amico peloso in casa non può che fare bene, perché tanti sono i benefici psicoficisi. In rialzo anche l’industria dedicata al mondo dei pets, che recentemente ha registrato un grande interesse anche in Borsa.

Nonostante la crisi, il 9% non bada a spese per il proprio animale e in particolare la spesa per gli alimenti per cani e gatti è salita del 2,1 per cento, per un totale di un miliardo e 735 milioni di euro di fatturato. La crescita maggiore è stata registrata dagli alimenti per i gatti, con 932 milioni di euro contro i 703,4 degli alimenti per cani, ai quali però dobbiamo aggiungere i 99,9 milioni dedicati al settore degli snack, riservato ai cani.

Trend positivo anche per gli accessori per gli animali domestici, come giochi, guinzagli, cucce, ciotole, gabbie, trasportini, con un incremento del 2,4%, anche se la crescita è trainata dai prodotti per l’igiene e per la cosmesi.

E i dati relativi alle spese mediche non sono disponibili? Sarebbe interessante capire se gli italiani sono più “interessati” ad acquistare cappottini e giocattolini piuttosto che investire nella salute e nel benessere dei loro cuccioli!

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