Petsblog Animali domestici A Napoli arriva l’esame del DNA dei cani per evitare la cacca per strada

A Napoli arriva l’esame del DNA dei cani per evitare la cacca per strada

A Napoli arriva l’esame del DNA dei cani per evitare la cacca per strada

Di tanto in tanto la notizia della lotta alla “cacca dei cani” assume sfumature poliziesche: tanto a Gerusalemme quanto in diverse città statunitensi, infatti, si procede all’analisi del DNA della cacca dei cani che insudicia le pubbliche strade per poi risalire al proprietario e quindi multarlo in maniera salata. Cose dell’altro mondo, si dirà. E invece l’esame del DNA sugli escrementi di Fido arriva anche in Italia, a Napoli per la precisione, dove un’ordindanza del sindaco Luigi De Magistris obbliga i proprietari dei cani al prelievo del sangue in modo da poter archiviare in un database il DNA canino così si potranno fare i confronti con il DNA della popò trovata a terra per le vie partenopee, inviduare il proprietario e multarlo, mentenendo così il decoro della città ed evitando rischi sanitari per tutti. Questo almeno nelle intenzioni dell’ordinanza.

Si partirà dalla V municipalità Vomero-Arenella – che, a quanto sembra, pullula di cani e quindi il rischio cacche è maggiore – e poi si allargherà a tutta Napoli. I trasgressori saranno puniti con multe che andranno dagli euro 25,82 ai 154,94.

Che il fenomeno della cacca dei cani sia da risolvere è un dato di fatto, ma la soluzione adottata non mi sembra la migliore. Prima di tutto, è bene ribadirlo, la colpa non è dei cani che sporcano, ma degli esseri umani che non puliscono: è, quindi, un problema di educazione e civiltà (e mica solo a Napoli: in tutta Italia!).

Poi, ricordiamo che l’anagrafe canina è obbligatoria per legge da tempo e non certo per un’ordinanza sindacale: già iniziare a multare i padroni (e lo ripetiamo: i cani non c’entrano nulla) che non hanno regolarmente iscritto i cani all’anagrafe canina sarebbe un buon modo per censire i cani presenti nelle città e magari fornire loro informazioni sulla corretta gestione dei cani.

Infine, secondo il mio modesto parere, spendere tanti soldi per prelevare il sangue, analizzarne il DNA, registrarlo nell’apposito database – che va mantenuto aggiornato e funzionante – e quindi mandare personale a raccogliere cacca in giro, analizzarla e poi individuare il proprietario, è uno spreco bello e buono: forse si potrebbe far prima a mettere più vigili per le strade che controllino ed elevino multe agli esseri umani (mica ai cani!) che non puliscono. Si farebbe prima e si creerebbero molti più posti di lavoro.

Via | Corriere
Foto | © Thinkstock

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