Gattari da legare: Un inquietante buongiorno

Gattari da legare: Un inquietante buongiorno

Ti svegli al mattino. Non sai perché, ti sentivi un peso sullo stomaco, hai sentito un verso.

Ti guardi intorno dopo aver inforcato gli occhiali, ma non vedi nulla. Devi esserti sbagliata. Ti alzi, ma non trovi la pantofola sinistra: è sotto il comò. Non era lì quando ti sei coricata, chissà come ci è arrivata. Vai in cucina, e raccogli i tovaglioli sparsi ovunque e fatti a brandelli, mentre cerchi il misurino per i croccantini. È incastrato tra il frigo e il lavello, ma è colpa tua, perché l’hai dimenticato ieri sera sul piano della cucina, e non potevi pretendere che qualcuno non ci giocasse.

Prendi la busta dei croccantini, e loro arrivano. Sono tanti, sbucano dal nulla e gli occhi brillano nella penombra della cucina ancora con le imposte chiuse. Ed è meglio così: almeno non ti accorgi subito delle impronte lasciate da chi ha passeggiato nei piatti sporchi di sugo lasciati lì incautamente. Gli animali ti si stringono sempre di più intorno, e devi fare in fretta a fare le porzioni, perché loro potrebbero innervosirsi e non sarebbe una bella scena.

Ecco, le ciotole sono piene, le metti per terra pronta a tirarti indietro. Ma senti qualcosa contro la gamba: sono i gatti che ti danno il buongiorno strusciandosi. Prima di mangiare, prima di fare qualsiasi altra cosa, ti salutano facendo le fusa e dandoti testate contro le caviglie. E allora spariscono le impronte, spariscono i peli che dovrai togliere dai divani, spariscono i danni notturni: restano solo una gattara, il suo caffè e i suoi gatti. E la giornata inizia bene, con un’inaspettata dimostrazione d’amore. Inaspettata anche se si ripete ogni giorno: perché i gatti ti donano il loro affetto giorno per giorno, senza darlo mai per scontato. Imparate, bipedi.

Foto | Flickr

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