Si celebra oggi la festa del gatto

Si celebra oggi la festa del gatto

Era il 1990 quando la giornalista Claudia Angeletti proposte una sorta di referendum dalle pagine della rivista Tuttogatto per scegliere una data in cui festeggiare lui, Sua Maestà il Gatto. La scelta per la giornata del gatto (o festa del gatto) cadde sul 17 febbraio per due motivi principali:


  • astrologicamente parlando ci si trova sotto il segno dell'Acquario le cui caratteristiche costituiscono una summa del gatto. I nati sono il segno dell'Acquario, infatti, sono interessanti: sono dotati di intuito, anticonformismo, libertà; sono naturalmente affascinanti, riservati e anche estroversi con chi dicono loro; caparbi e ostinati; dotati di spirito d'avventura; sensibili e permalosi;

  • il numero 17: nel nord Europa ha un significato positivo (vivere la vita sette volte), da noi un significato meno benefico perché, se si anagramma il modo in cui il numero è scritto in cifre romane (XVII) otteniamo vixi, cioè ho vissuto (e ora non ci sono più). E sulle sette vite dei gatti nessuno nutre dubbi!

Festeggiare il gatto non è una novità dei nostri giorni: abbiamo testimonianze di “feste” del gatto presso l'Antico Egitto, i Celti, le civiltà pre-colombiane; ma anche in India e in Giappone dov'è tuttora venerato. Il gatto rimane un amico decisamente affascinante anche per quanti, come me, amano più i cani. Buona festa del gatto, dunque: che sia un'occasione per conoscere meglio i nostri amici felini e per conoscere meglio noi stessi, come scrive Fernando Pessoa nella poesia Gatto che giochi per via:

Gatto che giochi per via
come se fosse il tuo letto,
invidio la sorte che è tua,
ché neppur sorte si chiama.
Buon servo di leggi fatali
che reggono i sassi e le genti,
hai istinti generali,
senti solo quel che senti;
sei felice perché sei come sei,
il tuo nulla è tutto tuo.
Io mi vedo e non mi ho,
mi conosco, e non sono io.

Foto | Flickr

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