Gatti e cinema: “gatto” di Colazione da Tiffany

Gatti e cinema: �gatto� di Colazione da Tiffany

Gatto. Si chiama “gatto” il felino di Colazione da Tiffany, film vincitore di due premi Oscar nel 1961 (migliore colonna sonora e migliore canzone) e che è valso il David di Donatello nel 1962 ad Audrey Hepburn come miglior attrice.

A dire il vero il gatto non si chiama gatto: è che non ha proprio un nome. Il perché lo spiega la stessa protagonista – Holly Golighyly:


  • Lui è buono, vero gatto? Su, vieni qua, povero amore, povero amore senza nome... ma io penso che non ho il diritto di dargli un nome... perché in fondo noi due non ci apparteniamo, è stato un incontro casuale. E poi non voglio possedere niente, finché non avrò trovato un posto che mi vada a genio... non so ancora dove sarà, ma so com'è.

  • Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany... comprerei i mobili e darei al gatto un nome!

  • Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene.

Insomma, gatto è un inno alla libertà. Nel film vediamo questo bellissimo micione rosso che salta sulle spalle di Holly, sveglia la sua umana mentre dorme, è triste sotto la pioggia ed è trionfante nella scena finale dei due amanti, mentre emette fusa su fusa. Fuori dalla finzione cinematografica, però, gatto un nome ce l'ha: si chiama Orangey ed è un vero gattore, tanto da aver recitato in molti film (anche se pare avesse un caratterino di tutto rispetto e arrivò a graffiare più volte Frank Inn, il suo addestratore).

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