Una poesia di Herman Hesse dedicata alla saggezza delle tartarughe

Una poesia di Herman Hesse dedicata alla saggezza delle tartarughe

Per Herman Hesse le tartarguhe sono sagge e sono un invito per andare verso l'infinito senza limiti.

Vi siete mai soffermati a guardare le tartarughe? A guardarle per bene fino a rimanere incantati dalla loro forma, dal loro incedere (o nuotare, se acquatiche), dal sentore di antico che emanano?

Hermann Hesse (1877-1962, Premio Nobel per la letteratura 1946) in una sua poesia parla proprio delle tartarughe e della loro saggezza. Secondo Hesse il carapace delle tartarughe è come un piviale (quel “mantello” che si indossa durante alcune celebrazioni liturgiche) che indica l’inutilità dei piedi. Sono come un simbolo di una vita senza limiti: ed è per questo che Herman Hesse esorta il proprio cuore a seguire le sagge tartarughe.

Mio cuore vai
con le sagge tartarughe,
mio cuore, attraverso
un Sahara di luce!

Mio cuore vai
con le sagge tartarughe,
elisir per il corpo
e ali per lo spirito

Con i loro piviali
da cerimonia
le tartarughe insegnano
l’inutilità dei piedi.

Conoscono le falsità
di orizzonti celesti
e dedicano la loro vita
a studiare una stella,
una stella con la quale
impregnano la corazza.

Mio cuore vai
con le sagge tartarughe,
elisir per il corpo
ed ali per lo spirito
non ti mancheranno quando
sentirai la Terra muoversi.

Mio cuore, spegni
la tua vecchia sete di limiti.

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