Piramidalizzazione degli scuti nelle tartarughe, le cause

Piramidalizzazione degli scuti nelle tartarughe, le cause

Oggi parleremo di piramidalizzazione degli scuti nelle tartarughe terrestri, da molti proprietari considerato come un ricercato fattore estetico, mentre si tratta in realtà di una patologia.

Avete presente la sindrome da scuti piramidalizzati nelle tartarughe terrestri? Sono quelle tartarughe che al posto di avere un bel carapace liscio, hanno gli scuti sollevati, talvolta talmente tanto da formare delle mini piramidi. Molti proprietari sono convinti che si tratti di un fattore di bellezza in più nelle loro tartarughe e non si rendono conto che si tratta di una precisa malattia delle tartarughe. Vediamo dunque le cause.

Cause

Si sta ancora dibattendo sulle cause della piramidalizzazione degli scuti nelle tartarughe, ma due sono le teorie più accreditate:

  • la crescita abnorme degli scuti è provocata da una dieta errata, troppo ricca di proteine ed energie e povera di calcio
  • la crescita abnorme degli scuti è provocata da disidratazione e da insufficiente umidità

E’ probabile che concorrano tutte e due le cause a scatenare questa patologia. Per svilupparsi in maniera corretta, lo scheletro di una tartaruga, esattamente come quello di un cane, di un gatto o di una persona, deve avere un adeguato supporto di oligoelementi essenziali, soprattutto calcio e fosforo. Questi due minerali devono essere assunti non solo nelle quantità e nelle proporzioni corrette, ma è necessario anche un corretto apporto di vitamina D3. In assenza di uno di questi tre elementi, ecco che l’osso crescerà in maniera anormale: in umana abbiamo il rachitismo, nelle tartarughe abbiamo la piramidalizzazione degli scuti.

Le ossa diventano porose, fibrose, ispessite, facili da deformare. Più è accelerata la crescita, più le deformità diventeranno evidenti. A questa dieta scorretta aggiungiamo poi dei terrari tenuti in condizioni non ideali, dove l’umidificazione è insufficiente e dove il rischio di disidratazione delle tartarughe è alto.

Quando l’umidità della teca non è adeguata, ecco che gli scuti diventano rigidi, perdono flessibilità e si stressa in maniera eccessiva lo scheletro osseo che sta sotto al carapace.

Come evitare la piramidalizzazione

Prima di tutto, bisogna assicurare alle tartarughe i giusti parametri di temperature e di umidità nelle loro teche. E poi bisogna alimentare correttamente le tartarughe di terra. Le nostrane sono erbivore, quindi mangiano insalate, fieno, poca verdura e frutta e occasionalmente qualche pezzettino di carne, ma significa una tantum, non tutti i giorni e questo solo perché in natura, ogni tanto, capita di vederle mangiare delle lumachine.

Prima di prendere una tartaruga, bisogna assicurarsi di capire quali siano le sue reali esigenze nutrizionali: non è possibile vedere delle Testudo hermanni alimentate a pasta e croccantini per gatti, significa non sapere assolutamente nulla del pet di cui ci stiamo prendendo cura! Se avete dei dubbi, chiedete al vostro veterinario, non al vostro negoziante di fiducia: molto spesso anche loro sono convinti che avere una tartaruga con piramidalizzazione degli scuti sia indice di buona salute, mentre di fatto significa solamente che gli stiamo dando una dieta errata e che stiamo facendo noi ammalare la nostra tartaruga.

Il discorso è questo: se avete una tartaruga terrestre con piramidalizzazione, significa che state sbagliando qualcosa nella dieta e nella gestione della tartaruga. Non significa avere una tartaruga particolare e più bella delle altre, significa far ammalare un animale. E visto che si presume che un proprietario debba curare e far vivere bene il proprio pet, se avete una tartaruga piramidalizzata, andate dal vostro veterinario e parlatene con lui. Ovviamente, gli scuti piramidalizzati rimarranno tali, una volta che sono cresciuti così, non si torna indietro, ma almeno eviteremo di persistere nell’errore gestionale.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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