Un “lato oscuro” per Petsblog?

Un “lato oscuro” per Petsblog?

C’è una cosa che non facciamo per scelta, qui su Petsblog: la spettacolarizzazione della sofferenza. Basta accendere la tv ed è subito chiaro quanto “la sofferenza paghi”. Con le tristi storie di Avetrana e Brembate sono stati riempiti interi palinsesti televisivi e versati fiumi di inchiostro. La sofferenza fa vendere, questo è, purtroppo, innegabile. Siamo […]


C’è una cosa che non facciamo per scelta, qui su Petsblog: la spettacolarizzazione della sofferenza. Basta accendere la tv ed è subito chiaro quanto “la sofferenza paghi”. Con le tristi storie di Avetrana e Brembate sono stati riempiti interi palinsesti televisivi e versati fiumi di inchiostro. La sofferenza fa vendere, questo è, purtroppo, innegabile. Siamo portati, volenti o nolenti, ad una sorta di curiosità morbosa verso questo genere di cose. Il web, si sa, è un canale molto favorevole ad una diffusione immediata di un certo tipo di notizie. Basta che su qualsiasi social network vi mettiate a seguire le pagine di qualsiasi gruppo animalista e vedrete quotidianamente un miriade di messaggi di richieste di aiuto per degli animali sfortunati.

Personalmente è una cosa che non mi piace. Non mi piace per diversi motivi. Il primo è che, spesso, chi chiede aiuto poi, nella realtà, non fa nulla di attivo. Ci si mette solamente a condividere link, a pubblicare foto strappalacrime e così via. Non mi piace perché, comunque, tutta quella sofferenza viene vista solamente da chi ne è già a conoscenza e tutti gli altri girano la testa per non vedere. Non mi piace perché spettacolarizzare così delle creature sfortunate lo trovo estremamente di cattivo gusto. Non mi piace perché credo che, se si vuole far si che chi non lo ha mai fatto aiuti gli animali lo si debba fare in maniera propositiva e non riparatoria.

Noi di Petsblog parliamo ogni tanto di maltrattamenti ma mai in maniera truce. Crediamo che instaurare un sentimento di amore nei confronti degli animali (nel nostro caso cani, gatti, conigli, pappagalli, tartarughe eccetera) sia il migliore dei modi per far scattare nelle persone quella “molla” che li fa alzare dalla sedia e andare nei canili a fare volontariato, su internet per un’adozione a distanza, in banca per fare una donazione, in piazza per far sentire la propria voce di protesta. Crediamo che sia sbagliato far passare il messaggio “animali=sofferenza=aiuto” perché, purtroppo, così non si fa molta strada. Pensateci un po’. Vedete la foto di un cane in adozione, siete più propensi a guardare un annuncio “cane sfortunato, picchiato, abbandonato eccetera” o uno “cane vispo e socievole, coccolone e amante dei biscottini”? Puntando sull’aspetto “triste”, con storie strappalacrime o video aberranti avremmo magari più visite ma non è questo che vogliamo. Vogliamo informare. Siamo consapevoli che determinate cose esistono e la gente deve sapere ma il punto della situazione è un altro. Ci piace far passare il messaggio “animali=amore” e sapere che una visita in meno è dovuta ad un impegno maggiore per aiutare i nostri amici pets.

Foto| Flickr

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