I retroscena del cane nella cattura di Bin Laden


Vi avevamo parlato di un soldato "particolare" che aveva partecipato attivamente alla cattura di Osama Bin Laden. Il soldato in questione è un cane. Un cane soldato meticolosamente addestrato per diventare un vero e proprio elemento di un corpo speciale. Il maggiore William Roberts è a capo di un centro di addestramento di cani soldato nel Texas e spiega chiaramente che, viste le attuali condizioni belliche, un cane si rivela essere una risorsa oramai indispensabile per i soldati impegnati in scenari dove la componente di imprevedibilità del nemico (soldato o guerrigliere che esso sia) è molto forte e il territorio è piuttosto ostile. Un cane, ad esempio, ha aiutato i soldati a scovare Saddam Hussein in un rifugio sepolto sotto il fango.

Un cane è in grado di fiutare i componenti esplosivi presenti addirittura sulla maniglia della porta del rifugio-trappola e sono fondamentali nel "recuperare" i fuggitivi. Un pastore tedesco o un pastore belga ad esempio, corre due volte più velocemente di una persona e lanciarlo all'inseguimento di un fuggitivo è quasi sempre garanzia di successo nella cattura. I cani, spesso, si limitano solo a saltare addosso al fuggitivo facendolo cadere a terra, solo in rari casi passano alle maniere forti usando i denti. Un vantaggio che viene considerato è anche quello psicologico. Vi ricordate che vi abbiamo spiegato di come le persone di religione islamica considerino i cani esseri impuri e selvaggi? Beh, questo viene usato dalle forze americane come una sorta di deterrente psicologico e che spesso si rivela più utile la sua presenza che non delle armi spianate.

Via| Gattivity
Foto|Flickr

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